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Renzi sì, Renzi no

7 novembre 2017 87 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Quel che mi ero permesso di anticipare e cioè l’idea di pensare a Gentiloni come candidato premier della coalizione, cioè alla personalità in questo momento più gradita dalla pubblica opinione, é diventato il tormentone della giornata. Ne ha parlato apertamente il capogruppo del Pd alla Camera Rosato, lo ha ipotizzato Emiliano, non lo ha escluso Franceschini nella sua intervista al Corriere, lo ha (forse da tempo) immaginato Orlando. Franceschini, uomo accorto, ha svolto un ragionamento che parte dalla legge elettorale, che non richiede un candidato premier (nessuna legge lo richiedeva, visto che la Costituzione non prevede la figura di un premier o candidato alla presidenza del Consiglio), e ha proposto di andare alle elezioni senza un candidato comune dell’alleanza di centro-sinistra.

Franceschini, ex democristiano, é capace di fare i conti. E sa benissimo che un candidato premier con questa legge conta quasi nulla. Il quasi é determinato dalla possibilità di conduzione della campagna elettorale, dall’effetto simbolico e di trascinamento del leader. Resta il fatto, ha precisato Franceschini, che nemmeno il centro-destra si presenterà all’appuntamento elettorale con un unico candidato. Ma il centro-destra, che dopo le elezioni siciliane appare quanto meno in pool position per la vittoria (se mai ci sarà una vittoria) ha gia fatto sapere che il presidente del Consiglio lo sceglierà il partito che otterrà più voti, introducendo un elemento di competizione che potrebbe aumentarne la produttività elettorale. Ma il centro-sinistra?

Tra chi vorrebbe giocare la carta Gentiloni, chi, come Franceschini, propone di non lanciare un unico candidato, da segnalare, tra i renziani, una dichiarazione del solo Renzi che sostiene di volere tenere duro, che in tanti lo vogliono far fuori, e di puntare al 40 per cento. L’ultimo proposito appare quanto meno di improbabile riscontro. Anche perché la carta Renzi impedisce quel che pare essere proposito di molti, e soprattutto condizione, forse neppure sufficiente, di chi si vorrebbe ulteriormente aggregare nell’alleanza. Sul fatto che Renzi intenda tenere duro, non si capisce se solo da segretario del Pd o anche da candidato alla presidenza del Consiglio, non avevo dubbi. Vuoi vedere che o passerà la proposta del leader innominato di Franceschini, o qualcuno proporrà primarie di coalizione? Tra chi? L’idea blinderà il perimetro e chiuderà le porte. A proposito una domanda. Qualcuno ha capito la posizione di Pisapia? Pare che l’ex sindaco di Milano la chiarisca nella convention convocata tra un paio di giorni. Attendiamo speranzosi…

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