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I promessi sposi…

14 novembre 2017 47 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Non si comprende se ognuno dei protagonisti della politica italiana si sia riservato una parte. Fossimo a teatro la recita sarebbe quella dei Promessi sposi. Renzi, come il quasi omonimo, nei panni del pretendente, Pisapia (il ruolo più confacente sarebbe forse quello di don Abbondio) in quello della sposa contesa, D’Alema e Bersani in quello dei “bravi” che il matrimonio non lo vogliono, Grasso in quello dell’Innominato. Ma non siamo in una sia pur artistica recita. Dobbiamo organizzare il campo del centro-sinistra. Con molta meno prosopopea.

Il convegno di Pisapia non ha per ora dato risposte. Il leader della sinistra, sostituito poi con Grasso, ha per ora solo auspicato unità e discontinuità. Se per unità intende un accordo che vada da Alfano a Mdp se lo può scordare. Se per discontinuità pretende le dimissioni di Renzi da segretario del Pd (quelle da candidato leader del centro-sinistra le ha già date) pure. Se non avrà quel che chiede e non si accontenterà di quel che c’é si ritirerà o svolterà su D’Alema dove, da numero uno, si accontenterà di fare il vice Grasso o il vice Dio, per dirla con le parole di Bersani. La Boldrini lo ha già anticipato. Mai con questo Pd, ha gridato, pur avendone volentieri accettato i voti per la terza carica dello stato (in realtà fu inventata da Bersani al quale forse deve riconoscenza).

Quel che stupisce é il commento di Franceschini che ha riscontrato l’esistenza di disponibilità a far fronte comune, mentre Veltroni continua ovunque ad implorare unità, come Fra Galdino implorava noci. Personalmente lascerei perdere la teatralità, gli infingimenti, gli appelli. Mi concentrerei sul reale che, come diceva Hegel, é il solo razionale. E nel centro-sinistra inizierei a costruire le tre gambe su cui deve reggersi il tavolo dell’alleanza, o apparentamento, elettorale. Da un lato la lista centrista si sta organizzando con quel che resta del vecchio Nuovo centro-destra, con i seguaci di Casini (non l’Udc di Cesa che é tornata nel centro-destra), con gli ex Scelta civica, forse coi verdiniani.

Poi ovviamente la lista del Pd. E la terza, che non può mancare perché una esclusiva alleanza tra Pd e Alfano é strabica, perde equilibrio e il tavolo vacilla. Il Pd non può permetterselo se non perdendo consenso. E questa lista sarà anche la nostra. Oggi si é svolto l’incontro tra Renzi e la Bonino. Pare sia stato costruttivo. La Bonino gli ha parlato della lista europeista. Con la Bonino c’é Forza Europa di Della Vedova, ci sono i verdi di Bonelli. Domani Nencini incontrerà Renzi. Possiamo stare altrove? Con o senza Pisapia, perché anche al nostro interno si é manifestata una preoccupazione un po’ ambigua. Si dice che Pisapia non sposterebbe ormai un voto e poi si fa della presenza di Pisapia la conditio sine qua non. Pisapia non è Fra Cristoforo con in mano le chiavi per risolvere la trama delle elezioni. E nemmeno quelle della formazione della nostra lista. Essere subalterni al Pd può dare fastidio a qualcuno. Ma dura lex… Diventarlo di Pisapia sarebbe insopportabile.

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