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Renzi e il Psi

8 luglio 2016 290 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Chi in questo momento, come il nostro piccolo partito, chiede che il governo cambi politica economica e che il presidente-segretario cambi l’Italicum, è a favore del governo perchè questo è nell’interesse di Renzi. Solo un cieco o uno stolto può pensare che continuando così si salvi la baracca. La direzione del Psi ha lanciato dunque la sua offensiva per rafforzare e non per indebolire questo quadro politico. Il cosiddetto cerchio magico, in generale questo vale per tutti i cerchi magici, è utile solo nelle fasi di bonaccia perché può amplificare il verbo del capo, lo può informare delle congiure e avvertirlo dei comportamenti degli alleati, ma svolge una funzione negativa nei momenti di difficoltà, perchè non riesce a cambiare atteggiamento, recita a memoria frasi che nella condizione diversa perdono qualsiasi significato, mette in guardia il leader da chi propone nuove e costruttive soluzioni, continua a lisciargli il pelo quando sarebbe giusto tirargli la giacca.

Renzi ascolti i critici e rigetti gli adulatori. Se vuol salvarsi la pelle e non aprire la porta ai barbari (ma dai, mica lo sono, hai visto la Raggi dal papa e l’Appendino che era alla Juventus e sembra la figlia di Agnelli?) allora ascolti. Prima di tutto rinvii il referendum che così è perso, a dopo l’approvazione della legge di stabilità, che deve prendere alcune decisioni importanti su pensioni minime, altro che ottanta euro, su piano casa, magari anche su patrimoniale sulle grandi ricchezze e su un piano opere pubbliche anche fuori dal vincolo del tre per cento, poi valuti l’ipotesi di quei matti di radicali che di referendum se ne intendono. Pensi a spacchettare il referendum confermativo, offrendo la possibilità di votare a favore della riforma del titolo V anche a chi non approva quella del Senato, a chi vuole il referendum propositivo e l’abolizione del Cnel, spersonalizzando così e anche sdrammatizzando una consultazione che potrebbe costargli la vita.

Ma soprattutto si esponga in prima persona a favore del cambiamento dell’Italicum, pessima legge per molteplici ragioni, e non solo perché ritagliata su misura per la vittoria dei Cinque stelle. Lo faccia perchè più facile sarebbe l’adesione di una parte del suo partito, e dei partiti suoi alleati, alla campagna referendaria. Resta misterioso perché tali partiti quella legge abbiano votato. Ma in politica si può, si deve, anche cambiare idea. Come diceva Churchill: “Solo lo stolto non cambia posizione”. Anche se di Churchill non ne vedo in giro, di stolti sì. Resta il fatto che questa tegragona coerenza renziana, tuttora palesata dai suoi adepti, è la peggiore manifestazione di sostegno. Vanno tutti nel burrone con coerenza, trasformando Renzi in una sorta di Brancaleone. La vita politica italiana è piena di leader autentici che hanno cambiato opinione. Pensiamo a Nenni, ma anche a Berlinguer, pensiamo a Occhetto, ma anche a Prodi. Solo Renzi dovrebbe non cambiare. L’aria non si ferma a pugni. Anzi i pugni tornano indietro. E andare al tappeto da soli è il massimo. Di coerenza.

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