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Non è vero che…

27 luglio 2017 149 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Non è vero che la Legge Richetti abolisce i vitalizi. I vitalizi sono già stati aboliti nel 2012 per i deputati e i senatori da allora in avanti. La legge Richetti ricalcola i vitalizi, applicando il sistema contributivo a tutti coloro che, in base alle intese del passato, li percepiscono.
Non é vero che il vitalizio é un assurdo privilegio di politici corrotti. Venne istituto nel 1956 da uomini come Pertini, Nenni, Moro, Fanfani, Saragat, Togliatti, Nilde Iotti per evitare che il mandato parlamentare sfociasse in una esistenza senza reddito alcuno.
Non é vero che gli ex parlamentari saranno equiparati nel trattamento a tutti gli altri pensionati. In Italia nessuna pensione viene erogata col contributivo integrale. I pensionati che hanno ottenuto il trattamento entro il 1995 hanno una pensione integralmente retributiva, quelli che l’hanno percepita dopo quell’anno godono di un sistema misto.
Non é vero che applicando un sistema contributivo integrale si colpiranno i vitalizi più alti. Da un calcolo fatto risulta che coloro che godono di un vitalizio superiore ai 5mila euro mensili non ci rimetteranno un soldo. Verranno tagliati solo i trattamenti medio-bassi.

E’ vero che si vuole fare un’operazione puramente elettoralistica. Il Pd qualche mese orsono ha fatto approvare dalla Camera la sua proposta di riforma dei vitalizi imponendo un equo contributo di solidarietà a scalare partendo da quelli più alti. Improvvisamente ha cambiato linea e ha deciso di appoggiare una legge opposta, interamente retroattiva e che finisce per tagliare i vitalizi più bassi.
E’ vero che si vuole seguire Grillo come un pifferaio magico, per sottrargli la paternità di una battaglia che é solo a cinque stelle. Ma gli elettori preferiscono l’originale alla copia.
E’ vero che non si sono tenute presenti le obiezioni già più volte formulate in materia dalla Corte costituzionale relative al tema della retroattività, sempre subordinata alla transitorietà, ragionevolezza, uniformità. Ma siccome, se la legge dovesse passare al Senato, entrerà in vigore prima delle elezioni mentre la sentenza solo dopo, il tema non interessa nessuno.
E’ vero che qualora si arrivasse in fondo si aprirebbe un curioso e rischioso precedente. Perché se i parlamentari devono essere trattati cone tutti i cittadini, allora perché non trattare tutti i cittadini come i parlamentari, applicando a tutti i pensionati il sistema contributivo integrale? Non é in fondo questo che vorrebbe il verboso e fantasioso presidente dell’Inps Boeri, il grande ispiratore della legge del deputato sassolese?

Quello che non possiamo accettare é una classe politico-parlamentare che intende fare opera di giustizia sociale senza mettere in discussione i lauti stipendi dei deputati in carica e offrendo in pasto gli emolumenti dei loro predecessori.
Quello che non possiamo accettare é il balletto dell’ipocrisia, delle mistificazioni e delle offese che é andato in scena nel teatrino di Montecitorio con la grottesca sfida tra Pd e grillini sul chi é arrivato primo e ha diritto a mangiare la marmellata. Scena inquietante di una classe politica senza dignità.
Quello che non possiamo accettare sono i giudizi del fronte Renzi, Di Maio, Meloni, sulla politica del passato, sul ruolo che i partiti storici e i suoi grandi esponenti hanno svolto per la difesa e il rafforzamento della nostra democrazia. Trattare tutto questo come una casta che ha compiuto abusi, che si é dotata, come ha testualmente affermato l’on. Meloni, di “un privilegio di stampo medioevale” é un insulto che il presidente della Repubblica farebbe bene a rettificare subito.
Quello che non possiamo accettare non é il taglio degli emolumenti, ma il taglio della nostra dignità di democratici, di repubblicani, di dirigenti che alla politica e alle istituzioni hanno dedicato la vita. E contro questo taglio, continueremo a batterci.

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