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Il caso Reggio Emilia

14 Ottobre 2026 32 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Esplode il caso Reggio Emilia. Ne parlano tutti, giornali e televisioni. Il rabbino di Milano accusa gli amministratori reggiani di sinistra di razzismo e addirittura di nazismo. Vorrei che fossero chiare le seguenti cose: 1) Mai nessuno ha discusso gli inviti di Reggio Children e a tutti ha sempre fatto piacere che il mondo scoprisse Reggio Emilia attraverso questa eccellenza. Recentemente le scuole dell’infanzia reggiane hanno ospitato la principessa Kate Middleton che ne ha esaltato la qualità. 2) Non si capisce perché il Comune si sia voluto inserire in una polemica politica rivolta dalla Cgil sull’opportunità di invitare insegnanti israeliani introducendo una discriminazione deduttiva. Siccome sono israeliani sono con Natanyahu. Non sono insegnanti ognuno con la propria testa. Sono complici di un criminale. Devo confessare che tale responsabilità deduttiva personalmente ho sempre contestato. Nei teatri lirici e in particolare alla Scala si è sempre esibita il soprano russo Netrebko spesso assieme al marito, il tenore Ezianov, senza che nessuno si preoccupasse di sapere quale fosse il loro rapporto con Putin. Ed era giusto così. 3) Non si capisce nemmeno il motivo per cui il Comune abbia deciso di imporre alle due delegazioni, quelle degli ebrei israeliani e quella degli ebrei americani, la sottoscrizione di un documento politico che dice poco e nulla ma chiede la condanna di ogni “genocidio”. 4) Questo lasciapassare non é mai stato richiesto, a mia memoria, ad alcuna delegazione, venga essa da paesi democratici o autocratici come la Turchia o dittatoriali come la Cina o attualmente impegnati in una sanguinosa aggressione come la Russia 5) Ma in particolare non si comprende perché sia stato sottoposto anche agli ebrei americani dai quali si pretende eguale lasciapassare politico al pari di una delegazione di un paese al quale non appartengono 6) Si capisce soltanto da una grave equiparazione razziale dalla quale la giunta non sarà stata ispirata ma che oggettivamente si manifesta. Domande. Adesso il documento politico contro i genocidi verrà sottoposto a tutte le delegazioni di insegnanti che verranno ospitate a Reggio o sarà riservata solo a quelle israeliana e americana di origine ebrea? In quest’ultimo caso si manifesterebbe un chiaro intendimento discriminatorio e nell’altro si restringerebbe l’arco dei visitatori a chi condivide queste opzioni politiche. A chi nega che quello di Gaza sia stato un genocidio si chiuderebbero le porte a convegni e seminari di studio della realtà reggiana, dunque? Una seconda domanda. Perché dopo il massacro di 1200 ebrei, uomini, donne e bambini perpetrato ad personam e con atti di ferocia inauditi non si è chiesto a nessuno di dissociarsi da quell’evento tragico? Perché in quell’occasione una bandiera di Israele non è stata issata nella facciata municipale? Perchè non si è considerato questo atto come il più brutale compiuto contro la comunitá ebraica dopo l’Olocausto? Leggo parole che sono pietre scagliate contro l’umano senso della vita e dell’amore scritte sul Corriere della sera da Corrado Formigli in risposta allo scontro con l’on. Marattin avvenuto in tv: “Mai negato le stragi di bambini del 7 ottobre. Mi sono limitato a segnalare che non é stato provato che bambini siano stati deliberatamente bruciati vivi da Hamas. La storia dei bambini vivi nei forni si è rivelata una fake news…Il che non significa nè che alcuni corpi di bimbi non siano stati rinvenuti carbonizzati né che sia minore l’orrore assoluto dei pogrom nei kibbutz”. Questa macabra e farneticante descrizione che introdurebbe una differenza, che potrebbe valere anche per i bambini di Gaza coi loro corpi dilaniati dalle bombe, riempie il cuore di sgomento. A questo punto arriva dunque il giornalismo? Il cervello si svuota e smette di funzionare e le mani di scrivere. La ragione di ragionare.

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