Piacere, Primo Medici
Primo Medici se n’é andato a 81 anni dopo lunga malattia. Aveva trascorso sessant’anni nella politica. Gran parte dei quali nel Psi come dirigente, ma anche come militante. Mai un atteggiamento di superiorità. Ma un diniego a fare le cose più umili. Sempre con l’entusiasmo di un bambino. A sedici anni, iscritto alla Fgsi, fu in piazza contro il governo Tambroni nei sanguinosi giorni del luglio del 1960. Nel gennaio del 1964 aderì al Psiup poi, dopo la sconfitta di questo partito alle elezioni del 1972, che ne decretaromo la fine, fu nel Pdup. Rientrò nel Psi poco dopo contriamente a molti suoi dirigenti che scelsero il Pci. Nel Psi fece parte degli organi dirigenti dopo la sua lunga esperienza sindacale nella Cgil. Alle elezioni del 1980 fu eletto consigliere comunale di Reggio e poi assessore al Commercio da cui si dimise nel dicembre del 1982 in seguito alla scelta del Psi di uscire dalla giunta comunale. E riprese il suo posto di lavoro alle Farmacie. Senza un’indecisione o un ripensamento. Fu poi presidente della Servizi città, l’azienda comunale che si occupava di rifiuti. Dopo la fine del Psi fu uno dei pochi a non arrendersi. Fu nel Si, poi nello Sdi e infine nel Psi. Sempre pronto a dar battaglia. In molti o in pochi non gli faceva differenza. Per gli altri più che per se stesso. Con generositá e lealtà. Primo possedeva l’ingenuità di un ragazzo alle prime armi e la saggezza di un esperto dirigente. Indimenticabile anche nei gesti. Quel suo stringere la mano a tutti era un solo un atto di estema affabilitá. Non certo una presa in giro. Quel suo presentarsi con il suo solito “Piacere, Primo Medici” era una parola d’ordine. Quando qualcuno si trovava in difficoltà lui accorreva. Grazie Primo, perché ti sei dato da fare anche per me. Molto e con un sorriso. Sempre”.







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