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A proposito della Repubblica presidenziale e di Draghi

Approfondisco il tema della Repubblica presidenziale. Il primo a parlare dell’elezione diretta del presidente della Repubblica fu Craxi nel 1979 (articolo dell’Avanti “Ottava legislatura”). Fu subissato da offese da parte del Pci, perché intendeva cambiare la Costituzione del 1948. D’Alema, presidente della Bicamerale, propose proprio il modello francese. Tutto, e cioè repubblica semipresidenziale e doppio turno elettorale. Adesso il centro-sinistra con Letta torna al dogma “Giù le mani dalla Costituzione”, e questo sarebbe la base dell’accordo con Fratoianni. Una sinistra conservatrice é destinata alla sconfitta. Non vuole giocare la carta Draghi che é l’unica che può sbarrare la porta al governo Meloni. E ancora una volta la stupidità emerge sovrana. Si dice: “A sinistra non si può proporre un tecnico”. E allora beccatevi un politico, ma di destra, Giorgia, e non lamentatevi. Togliatti si alleò col re per combattere il fascismo. Io non penso che il fascismo sia alle porte. Ma é paradossale che coloro che lo pensano facciano gli schizzinosi e non capiscono quale sia la proposta più adeguata per contrapporsi. Questo testimonia il basso livello della nostra classe politica. Se nel 1944 al posto di Togliatti ci fossero stati Orlando e Bettini ho l’impressione che Mussolini avrebbe dormito sonni tranquilli. E che la sua sostituzione sarebbe stata garantita solo dalla presenza degli Alleati.

14 Agosto 2022 No Comments 40 views

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Risentimenti

Morti e sepolti i vecchi ideali spuntano ovunque i risentimenti. Letta non vuole Renzi nel centro-sinistra e gli preferisce Sinistra italiana. L’intento è coprirsi a sinistra, certo, ma ancora acidulo è il crepitare di quella campanella. Anche la Bonino non ne vuol sapere di Renzi. Uno che non ricorda si chiede: “E perchè mai?”. Sarà mica perchè il governo Renzi non l’ha confermata agli Esteri dove l’aveva nominata Letta? Sono curioso di leggere le candidature Pd. Quanti ex renziani verranno ricandidati? E veniamo al terzo polo. Qui tutti i risentimenti paiono d’improvviso cancellati. Aveva testualmente affermato Carlo Calenda: “Non mi alleerò con Renzi nemmeno tra 18 milioni di anni”. Forse c”era un refuso. Voleva dire “tra 18 mesi”. Risentimenti a go go nel centro destra. Il vice direttore di Libero ha definito la Carfagna e la Gelmini “due veline”. Eppure fino a 15 giorni fa erano autorevoli dirigenti di Forza Italia. E Cottarelli, fino a una settimana fa responsabile del programma di Azione, vuoi che abbia scelto il Pd senza ricordarsi, adesso che Azione si è alleata con Italia viva, che fu Renzi a sostituirlo da commissario alla Spending review?

11 Agosto 2022 No Comments 58 views

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Grillo e il vaffa ai suoi

Grillo, dopo aver gridato vaffa a tutta la classe politica italiana, ha deciso, coerentemente, di mandare a vaffa anche i suoi. Vaffa al presidente del Senato Fico, vaffa alla Raggi e a Di Battista, vaffa a Casalino e a Bonafede, vaffa a Toninelli. Mi piace questo secondo vaffa…

11 Agosto 2022 No Comments 57 views

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Letta poteva far meglio

Francamente non capisco perché Letta non é partito dai programmi. Cinque, sei, sette cose che la coalizione si impegna fare, oltre alle scelte internazionali. E poi chi ci sta ci sta. Senza esclusioni. Dunque compreso Renzi. Si é andato attorcigliando nelle due alleanze, una politica e una elettorale, quella con Si e Verdi. Venendo ora a mancare oltre a Renzi anche Calenda gli resta l’alleanza elettorale e un ristretto nucleo politico programmatico: il Pd, nella versione di Democratici e progressisti, + Europa e Impegno civico. Poteva fare meglio.

11 Agosto 2022 No Comments 56 views

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Azione in comune

Accordo Pd-Azione. Tre le condizioni accettate. Nell’uninominale non saranno candidati i leader delle forze politiche che compongono la coalizione. Non saranno candidati nell’uninominale gli ex parlamentari di Forza Italia né gli ex parlamentari dei Cinque stelle. A occhio ha vinto Calenda. Nell”uninominale non ci saranno nè Fratoianni, nè Bonelli, nè Di Maio. Se per Bonelli e Fratoianni è ragionevole pensare a un’elezione sul proporzionale perchè la loro lista dovrebbe superare il 3 per cento e la cosa non crea problemi a Gelmini e Carfagna che sarebbero state presentate sul proporzionale da Azione, un problema, anzi più problemi, si presentano per gli ex Cinque stelle. Se non verranno eletti sull’uninominale se ne staranno probabilmente a casa dato che Impegno civico, la lista formata da Di Maio con Tabacci, ben difficilmente riuscirà a superare la soglia di sbarramento. Oppure correranno da soli. Tanto è uguale. A me non sono mai piaciuti i veti sulle persone. Read the full story »

4 Agosto 2022 No Comments 76 views

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Il centro-destra dà i numeri
Dunque 98, 70, 42, 11. Ci sarà chi se li gioca. Ma al tavolo del centro-destra se li sono spartiti così. A Fdi 98 seggi uninominali, alla Lega 70, a Forza Italia 42, comprensivi anche della sparuta quota Udc, e 11 a vari ed eventuali, come Noi per l’Italia, Brugnaro, forse Toti se sta di qua. In più la conferma che in caso di vittoria alla lista che conquisterà più voti spetti di indicare il presidente del Consiglio.

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30 Luglio 2022 No Comments 110 views

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I Craxi

Sono amico di Bobo anche per ragioni extra politiche. L’amore per la musica, entrambi suonatori di chitarra, ma io suono (meglio sarebbe dire suonavo) conoscendo dieci accordi mentre lui si arrovella nelle arzigogolate armonie brasiliane, la passione calcistica, lui milanista e io solo tifoso della squadra della mia città, il suo carattere tendente all’ironico e anche all’autoironico simile al mio, hanno cementato un rapporto che non si è logorato nemmeno nei momenti di frizione politica. Conosco meno Stefania ma devo confessare che con me la figlia di Bettino ha sempre avuto un atteggiamento mite e affettuoso. Read the full story »

30 Luglio 2022 No Comments 120 views