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Berlusca e i precedenti
Letta ha chiuso la direzione del Pd con l’enfatica proposta di un patto di legislatura che prevede l”elezione di un presidente della Repubbluca condiviso. Che Berlusconi non lo sia pare evidente anche a Vittorio Sgarbi, convertito oggi alla funzione di suo centralinista alla ricerca delle noci. O meglio dei voti.

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16 Gennaio 2022 No Comments 44 views

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Meno drago?
Il Consiglio dei ministri di ieri sera pare aver trasformato l’immagine di Draghi da decisionista a mediatore. Voleva l’obbligo vaccinale almeno sui posti di lavoro, che significava in sostanza l’obbligo generalizzato, ma Lega e Cinque stelle si sono opposti. E’ iniziato un lungo braccio di ferro risolto appunto con una mediazione e non con un’imposizione, come altre volte era accaduto.

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8 Gennaio 2022 No Comments 76 views

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D’Alema e Bersani sull’uscio della porta di casa

A mia memoria non ricordo due dirigenti politici chiedere di rientrare in un partito che non li vuole. Ho assistito a scissioni nel Psi e a reingressi anche impensabili. Uscivano e rientravano dal Psiup e dal Psdi. Senza suscitare rancori e contrarsi in pentimenti. E’ avvenuto perfino nel Pci, vedasi i casi Terracini, espulso perchë contrario al patto Ribbentrop-Molotov, e poi riammesso nell’immediato dopoguerra, e Magri, espulso per la questione Manifesto e poi rientrato non certo in punta di piedi. E’ avvenuto nella Dc che di vere scissioni non ne ha subite. Penso perfino al Msi col caso Rauti. Perché loro due no? Hanno rubato, ucciso? No, ma non li vogliono per ragioni interne. Perché un loro recupero segnerebbe uno spostamento degli equilibri. Almeno come immagine generale. Diciamo la verità. Perché D’Alema e Bersani sono leader ex comunisti e adesso il Pd é in mano a Letta e Franceschini, ex democristiani, con Mattarella, ex democristiano al Colle (adesso fanno anche il nome di Casini). Io ho rivalutato molto la balena bianca. E mi scappa da ridere sul fatto che gli ex democristiani sbarrino la porta agli ex comunisti nel loro partito. Anzi nella loro ex ditta…

3 Gennaio 2022 No Comments 66 views

« Nazionale, Reggio Emilia

Dannato ‘21

In questo dannato 2021 mi sono venuti a mancare molti amici. Il primo, proprio a inizio anno, é stato un uomo al quale ero molto legato. Un compagno, un affettuoso e fedele collaboratore che mi aveva seguito sempre nelle angosciose traversie lungo le quali si é avviluppato il socialismo italiano di questi trent’anni: Mario Guidetti. Due mesi dopo é scomparsa Giosetta (la mitica Giò, come la chiamava la mia adorata, meravigliosa e indimenticabile figlia), l’amica, la segretaria, la consigliera. Sembrava eterna nel suo spirito di perenne ragazza. Poco dopo é morto Vincenzo, il segretario del Pci, migliorista, riformista, coerente, un vero uomo politico col quale trascorsi i migliori anni della nostra vita. Il solo che mi difese nel 1994 quando un tavolo di esagitati profittatori, in un impeto di malato giustizialismo, mi cancellò dalle liste elettorali senza che io avessi ricevuto nemmeno un avviso di garanzia. Coraggioso, temerario. Gliela fecero pagare anche per aver difeso Otello Montanari. Se n’é andato anche Niger Ficarelli, il socialista presidente della Federcoop, il compagno al quale mi legano tante battaglie, epica quella condotta insieme per l’uscita dalla giunta del Comune di Reggio nel 1982. Sono scomparsi in questo anno anche Dino Felisetti, il mio predecessore alla Camera, un uomo d’altri tempi. Aveva 102 anni. Superando le 101 primavere con le quali ci aveva lasciato l’anno prima Giuseppe Amadei, il socialista democratico, succeduto alla Camera ad Alberto Simonini. Non era ancora arrivato al centesimo anno, invece, il grande architetto socialista Antonio Pastorini, un maestro di urbanistica, pittore e scultore, che aveva ideato il monumento al tabarro di Santa Vittoria. E Guido Zannoni, grande direttore de I teatri, che io presiedetti dal 1987 al 1990. Uno che viveva in quei corridoi, li annusava, parlava con loro e li condivideva. E per ultima Milena, un’altra delle mie segretarie, bella e dolce. La notizia è di ieri l’altro. Nessuno di loro é morto di Covid. Strano? Ovvio che dopo questo anno mi senta più solo. E guardi con impazienza alla sua fine e con speranza all’anno che verrà…

31 Dicembre 2021 No Comments 114 views

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Amato o no?

Strano il destino di Giuliano Amato. I suoi vecchi compagni, o taluni di loro, lo criticano per non aver difeso il vecchio Psi, ma nel contempo non é diventato, finora, presidente della Repubblica perché ritenuto il socialista più vicino a Craxi. Giuliano rischia di pagare un prezzo per l’opposto di quel che i suoi critici gli imputano. Dislealtà o troppa fedeltà, dunque? Cerchiamo di mettere in fila alcuni tratti del nostro cammino. E’ vero che Amato é stato il più prezioso collaboratore di Craxi durante la sua presidenza del Consiglio. E in quei quasi quattro anni si devono a Guliano alcune intuizioni, molti buoni consigli economici e istituzionali. Read the full story »

30 Dicembre 2021 No Comments 119 views

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125 anni e non li dimostra (i tre attentati all’Avanti, terza puntata)

L’Avanti fu devastato tre volte. La prima risale all’aprile del 1919. Fu un clamoroso precedente. Nel 1919 non erano ancora organizzati i fascisti. Si era tenuto da pochi giorni il convegno dei fasci di combattimento a piazza San Sepolcro. E si era lanciato al cospetto di pochi intimi un programma repubblicano e rivoluzionario da parte dell’ex direttore dell’Avanti e di un gruppo di ex sindacalisti rivoluzionari che avevano sposato la causa dell’interventismo. Le squadre fasciste non si erano ancora formate e il nuovo movimento veniva guardato con diffidenza dai ceti che poi l’appoggeranno e con indifferenza dai più. Read the full story »

30 Dicembre 2021 No Comments 126 views

« Reggio Emilia

La Vecchi band

Vedere sindaco e giunta cantare in un locale mi ha fatto bene. Ho ritrovato serenità e fiducia. Nei panni del cantante Vecchi ci sta da Dio. Impugna il microfono e ondula come un cantante in stile Mino Reitano. Anche gli altri, soprattutto i chitarristi, sono bravini. Niente a che vedere con gli Inti Illimani che non intonavano Bella ciao, ma “El pueblo unido jamas serà vencido”. E “Purque sta ves non se trata de cambiar un presidente, serà il pueblo quien construja un Chile bien differente”. Altri tempi. Altre tensioni ideali. Si pensava di cambiare il mondo anche con le canzoni. C’era un’epidemia di illusioni. Adesso c’é il Covid. E la Vecchi band pare che intoni “Canta che ti passa”. Bastasse… E le mascherine? Ma avete mai visto qualcuno cantare con le mascherine? Suvvia. Accettate la Giunta jazz, dal momento che Bassetti canta con Pregliasco e Galli con Crisanti fanno il coro. Cosa volete mai che sia l’assessore De Franco nelle vesti di un Albano qualsiasi ancora alla ricerca di una Romina. E canta che ti passa, davvero, col sindaco a volto, e che é stato, scoperto…

30 Dicembre 2021 No Comments 78 views