Questo Joussef Siher, italiano di seconda generazione, é in galera con l’accusa di istigazione alla violenza aggravata dalle finalità di terrorismo. Vedremo se i giudici proveranno le accuse. Si tratta di reati molto gravi o solo di opinioni per quanto gravissime ma, in quanto tali, non degne d’essere considerate reato? E soprattutto il fermo é giustificato dall’esistenza di uno dei tre presupposti stabiliti dalla legge, e cioè pericolo di fuga, reiterazione del reato e inquinamento delle prove? L’articolo 414 del Codice penale istituisce l’istigazione a delinquere (chiunque organizzi, sostenga o esalti fatti criminosi, deve essere indagato e punito). La pena prevista é da uno a cinque anni se trattasi di istigazione a commettere delitti e fino a un anno se si tratta di istigazione a commettere contravvenzioni. La pena ë aumentata di un anno se l’istigazione o l’apologia riguarda delitti di terrorismo o crimini contro l’umanità. Siher ha fondato il sito del 18 ottobre dopo gli incidenti di Milano che si erano svolti il giorno prima anche se da Istagram ha annunciato volontà insurrezionali e violente. Ma questo non é il punto, perché da duecento anni in Italia ormai si é invocato il rito di una rivoluzione violenta e più o meno tutti i giovani della cosiddetta sinistra extra parlamentare degli anni settanta avrebbero dovuto essere inquisiti e arrestati per questo. Mi pare più grave il commento sulla strage del 7 ottobre, definito “atto di de colonizzazione”. Cioè evento rivoluzionario positivo. Si tratta di una strage criminosa e terroristica che é costata la vita a 1200 israeliani, tra cui molti bambini, sgozzati in casa. Apologia di reato e per di più di stampo terroristico. Read the full story »
E’ andata bene. Benino, insomma. Nessun negozio saccheggiato a Milano. Piazza del duomo blindata. I millequattrocento militari oltre ai poliziotti hanno garantito l’ordine. Scaramucce varie si sono verificate a Torino e, più gravi perché hanno determinato feriti tra le forze dell’ordine, a Bologna. Tutto sommato un sabato normale o quasi. Certo, le autorità hanno avuto da fare nelle ore precedenti il supposto D-Day. La strategia del Viminale ha consentito, dopo le oltre cento perquisizioni di venerdì e le oltre 150 di sabato mattina, il ritrovamento di indumenti per il travisamento ma anche oggetti d’offesa, insieme con l’identificazione del creatore della pagine social del movimento “14 ottobre”, Ussef Shier, trentenne italiano di seconda generazione di origini marocchine e residente in provincia di Brescia. Costui, come aveva annunciato sulle piattaforme social con un seguito di migliaia di persone, avrebbe dovuto indicare le nuove piazze per le proteste dei ragazzi in otto città. Read the full story »
Circolano già a Milano, ma pare anche in molte città italiane, gli appuntamenti su Internet. Ci troviamo sabato. Alcuni hanno chiesto per fare cosa. Hanno risposto: per la rivolta. Meno male che non parlano, come molti di noi un tempo, di rivoluzione. Anche perché cosa vogliano costruire questi ragazzi non lo sanno neanche loro. Ci sono infatti organizzazioni di estrema sinistra e di estrema destra, quel Movimento 17 ottobre, dai contorni alquanto confusi, extracomunitari e anti extracomunitari, chi inneggia a Marx e Gramsci e chi al fascismo, chi sventola bandiere palestinesi e chi bandiere con falce e martello. E ci sono frammenti di una generazione disturbata, con problemi reali, dalla scuola alla casa, che però saltano fuori meno dei vestiti Harmony fregati nelle boutiques d’alta moda. Read the full story »
Ci sarebbero ragioni da vendere per una generazione di giovani a cui é stato parzialmente sottratto il futuro. Non da un governo, non da un premier, e nemmeno, a mio giudizio, da una destra o da una sinistra, ma da una serie di orientamenti di carattere internazionale ispirati alla globalizzazione e alla mondializzazione senza regole che hanno indebolito i paesi occidentali e da una corrispondente pratica politica dei governi che ha finito per penalizzare i giovani privilegiando gli interessi di altre generazioni. Pensiamo, in Italia, alle manovre per addolcire la fuoriuscita dal lavoro (l’attenuazione del cosiddetto scalone voluta da Prodi é costata 10 miliardi). Perché non tenere lo scalone e investire nella scuola sulla formazione degli insegnanti che non sanno insegnare e sull’edilizia? Read the full story »
Avevamo già visto un simbolo in prestito. Quello del Centro democratico del bravo Tabacci dato ripetutamente a gruppi politici diversi per legittimare la presentazione delle loro liste. Ovviamente in cambio di una candidatura per il proprietario. Ma non avevamo mai sentito parlare di un deputato in prestito. Questo é avvenuto e spiace rimarcare che il beneficiario di questa transumanza sia stato proprio il Psi di Maraio. Dunque si può passare dai Cinque stelle al Psi per ragioni politiche? Magari. Sarebbe un passo avanti verso posizioni garantiste. Non é questo il caso. Questo deputato ha annunciato il suo passaggio al gruppo misto e la sua opzione per il Psi su ordine di Conte per rendere possibile (e non decisamente complicata per la norma delle seimila firme a collegio previste dalla nuova legge) la presentazione di una lista che fa riferimento all’assessore romano Onorato. E alla quale il Psi intende aderire. Sotto il supremo dominio dei Cinque stelle. O delle Cinque balle. Read the full story »
Ci sono oggi nel mondo, secondo i dati dell’Uppsala, 65 guerre. E’ più o meno la cifra fornita da altri centri verificati, ed é quello più alto dal 1946. In Meynmar, ad esempio, il conflitto tra le forze governative e quelle della resistenza ha già causato oltre 100mila morti e 3 milioni di sfollati e questa cifra si raggiunge anche nel conflitto in Sudan. Gli sfollati in quest’ultimo caso sono 13 milioni. La guerra nello Yemen, dove sono coinvolti gli Houti con l’appoggio dell’Iran, ha già mietuto oltre 250mila vittime civili. E stiamo citando solo tre dei 65 conflitti in corso. Ma passiamo all’aggressione militare russa all’Ucraina. In quattro anni di attacchi e di resistenze i dati, non ufficiali, parlano di oltre un milione di morti. Read the full story »
Voglio discutere le parole. Si diceva che le parole sono pietre, ma se sono usate a sproposito sono anche peggio. Prendiamo il sostantivo “sionismo”. I propal e in genere parte della sinistra, quella massimalista e populista, sostiene di non essere antisemita ma antisionista. Si rende conto che dir questo é oggi perfino peggio? Il sionismo, che non é una religione, ma una teoria dell’Ottocento, postulava una patria per gli ebrei della diaspora. Ed accettando questa teoria l’Assemblea delle Nazioni unite ha deliberato nel 1947, dopo l’Olocausto o a causa di esso, la nascita di Israele in Palestina, aggiungendo che avrebbe dovuto nascere nel contempo uno stato palestinese in territori detenuti dall’Egitto, dalla Giordania, dal Libano. Una volta proclamato lo stato d’Israele, invece, tutti i paesi arabi gli hanno dichiarato guerra, che poi si é ripresentata nel 1967 con Nasser che proclamava la distruzione di Israele, nel 1973 con la guerra del Kippur e via via fino a oggi. Egitto e Giordania hanno poi fatto pace con Israele riconoscendone il diritto all’esistenza e Israele ha ceduto loro gran parte dei territori occupati con la guerra del 1967. Read the full story »