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La via giusta in Iran

“Perché siete stati in silenzio con 40mila morti?”. Con queste parole, Leila, una giovane iraniana che vive a Firenze, ha momentaneamente interrotto, domenica pomeriggio, il corteo per la pace in Medio Oriente promosso da varie sigle della sinistra pacifista. “Perché si scende in piazza contro la guerra all’Iran e non si è scesi in piazza contro lo sterminio di migliaia di iraniani?”,  si è chiesta Leila rivolgendosi alle persone che sfilavano per le vie di Firenze, in riferimento alle migliaia di vittime civili massacrate dalla feroce teocrazia. Ha ragione Polito, nel suo editoriale di oggi sul Corriere, a temere, come già avvenuto con la Cgil che ha promosso una manifestazione a difesa di Maduro, che si arrivi anche a protestare per il “vile” omicidio di Khamenei e per la difesa dell’autonomia e indipendenza dell’Iran, non importa se gestita da una teocrazia sanguinaria. C’é un ritorno agli anni cinquanta piuttosto diffuso. E pericoloso. Come se il mondo fosse quello di allora, come se il pericolo per la pace e l’indipendenza dei popoli si ricavasse dal comportamento dell’imperialismo americano. Di quello sovietico era meglio soprassedere. Read the full story »

2 Marzo 2026 No Comments 56 views

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Abbattere il regime?

Cominciamo dalla tragedia. Il bombardamento israelo- statunitense ha colpito anche una scuola di Teheran uccidendo, a quanto è dato sapere, oltre ottanta bambine. Un dramma dovuto anche alla dislocazione della scuola a fianco di un deposito militare che poteva essere colpito. Era la strategia scelta da Hamas che collocava gli ordigni militari negli ospedali e nelle scuole. Ma è anche il tributo degli innocenti a tutte le guerre, quelle giustificabili e quelle non giustificabili. Nella mia città due bombardamenti anglo americani per colpire le officine Reggiane, che producevano armi per i tedeschi, provocò 275 morti e un migliaio di feriti nel gennaio del 1944 e mio zio e la sua famiglia vennero a vivere dai miei nonni. Read the full story »

2 Marzo 2026 No Comments 46 views

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Vannacci vince Sanremo

Altro che rep e ritmi blues, altro che sambismi e toni arabeggianti, altro che vaghi accenni agli chansonniers francesi e a duetti adattati, altro che bacio tra Levante e Gaia. Qui ha vinto una melodia anni cinquanta, adatta a un Luciano Tajoli meroleggiato con un accenno di napoletanità. E soprattutto ha vinto il mondo di ieri o di ieri l’altro che probabilmente è denso di rimpianti melanconici. Ha vinto Sal (sta per Salvatore e ci mancava) Da Vinci  (esagerato), uno che canta, come Claudio Villa con l’acuto finale, l’amore eterno e indica la fede matrimoniale, uno che si vanta di aver trovato la sua metà a 15 anni e di volerla tenere con sè per la vita. Uno che odia i divorzi e gli aborti e quando dice Ti amo lo registra e lo fa ascoltare per tutta la vita. Salvatore ha vinto perchè ha vinto il passato. Un ritorno nella versione piu popolare. Quella di Consolini e di Tutte le mamme del 1954, o se volete quella di Villa e Pane di Buongiorno tristezza del 1955. D’altronde, come prescrive tassativamente la famosa canzone napoletana “Quanno se dice sì tienilo a mente. E Sal, convinto da questa filosofia assoluta, ce lo ricorda. Altro che mondo all’incontrario, generale Vannacci, il mondo di tal Da Vinci sanremese é perfettamente allineato ai suoi precetti. Ritorno al passato? Sì e tinilo a mente..

2 Marzo 2026 No Comments 49 views

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Il Melonellum

Siamo transitati da leggi con nome neutro singolare latino, datole da Giovanni Sartori, fino alla proposta di legge della maggioranza che sostiene il governo Meloni. Dal Mattarellum, 75% di uninominale maggioritario e 25% di proporzionale con sbarramento al 4%, al Porcellum, in questo caso la legge é stata definita dal suo massimo estensore, il leghista Roberto Calderoli, proprio “una porcata”, e cioè un proporzionale e sbarramento al 2% in coalizione con recupero della prima lista sotto il 2% nelle due coalizioni, più premio di maggioranza alla prima coalizione senza fissare quote, poi dichiarata per questo illegittima dalla Corte costituzionale, al Rosatellum, dal nome del suo estensore Ettore Rosato, con collegi e voti di lista, ma da calcolare insieme (le liste devono per forza indicare i collegi) e sostanzialmente maggioritario. Adesso ecco a voi il Melonellum, la proposta presentata ieri dal centro-destra. Read the full story »

2 Marzo 2026 No Comments 48 views

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La posta in palio

Mi stupisco che la principale motivazione dei sostenitori del no consista nella difesa della autonomia e della indipendenza della magistratura. Non capisco dove esista questo pericolo di metterla in discussione negli otto capitoli della legge. Premetto che un Csm eletto dalle organizzazioni politiche dei magistrati a cui é iscritto solo un 25% del totale delle toghe non rappresenta certo un modello di indipendenza e di rappresentanza democratica, oltretutto spalleggiato e orientato com’é adesso da una Associazione nazionale magistrati la cui propensione a trasformarsi in soggetto politico è ulteriormente confermata dalla discesa in campo come Comitato per il no al referendum. Read the full story »

24 Febbraio 2026 No Comments 112 views

« Reggio Emilia

Lettera per il convegno di Novellara

Affido all’amico avvocato Alberto Lasagni che é qui a rappresentare il Comitato Giuliano Vassalli queste brevi annotazioni. Mi scuso per l’assenza innanzitutto con Alessandro che mi aveva invitato. Vorrei precisare che il Comitato Vassalli per il sì al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo prossimi é composto prevalentemente da socialisti, radicali, liberali che da sempre combattono una battaglia per una giustizia giusta a cominciare da quella referendaria sulla responsabilità civile dei giudici del 1988. La separazione della carriere dei magistrati inquirenti e di quelli giudicanti e il conseguente sdoppiamento del Csm appartiene a questa storia e ha preso forma già nel 2007 con una proposta di Legge (primo firmatario il rimpianto Enrico Buemi) dei deputati della Rosa nel pugno. Lo stesso sorteggio introdotto dalla legge Nordio per colpire i partiti dei magistrati al quale é iscritta una parte minoritaria dei novemila magistrati italiani e che invece occupa il 95 per cento della quota dei venti togati del Csm é una battaglia di libertà, di libertà dai condizionamenti politici e dalla conseguente spartizione partitocratica di incarichi e prebende. La formazione dell’Alta corte di disciplina é opportuna perché non ci siano altri casi Tortora, perché quei piemme che hanno compiuto palesi forzature e irregolarità non vengano premiati come accaduto, ma puniti. Noi faremo un banchetto in piazza e abbiamo organizzato una iniziativa per domenica 15 marzo con Francesca Scoppeliti, moglie di Enzo Tortora. Io stesso partecipo a iniziative e contraddittori in mezza Italia. Un consiglio. Mobilitatevi e fate andare a votare i vostri elettori. Il successo della nostra posizione dipende in larga misura da questo. E’ chiaro che dopo il referendum niente rimarrà come prima. Se vincerà il sì si potrà completare la legge con decreti attuativi magari concordati con l’opposizione, se vincerà il no per decenni non si parlerà più di riforma della giustizia e tutto resterà come é ora. E  a seconda del risultato referendario si produrranno equilibri diversi tra le forze politiche e nello stesso governo del Paese. Auguri di buon lavoro a tutti voi e di successo, per questa e per altre iniziative. Mauro Del Bue

24 Febbraio 2026 No Comments 64 views

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La Gualmini in Azione

Non credo di aver mai conosciuto personalmente Elisabetta Gualmini, ma certo ho seguito il suo percorso politico. Modenese trasferita a Bologna, com’é capitato a gran parte del vecchio gruppo dirigente comunista, docente universitaria, studiosa, saggista e scrittrice, sposata col politologo e docente, anch’esso nella università della capitale emiliana, Salvatore Vassallo, Elisabetta é stata vice presidente della giunta regionale e per due mandati parlamentare europea del Pd. Ha annunciato l’uscita da quest’ultimo partito e l’adesione ad Azione di Carlo Calenda. La scelta é interessante. La Gualmini non passa alla componente auto definitasi riformista del campo largo, per intenderci con Renzi, ma si colloca al di fuori dell’asse Schlein, Conte e Fratoianni e in posizione di perfetta autonomia dai due poli. Potrebbe essere questa una via da seguire attentamente, non solo perché é anche la nostra ma perché dimostra due cose. Read the full story »

19 Febbraio 2026 No Comments 122 views