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Ciao Ugo, grande cuore del socialismo italiano

La notizia della morte di Ugo Intini non può che provocare dolore nei suoi compagni di viaggio, ma anche nei suoi avversari politici. A lui tutti riconoscevano profonda coerenza intellettuale e assoluta purezza di comportamento. Era il grande cuore della storia socialista degli ultimi cinquant’anni. Era milanese, autonomista come la nidiata di giovani raccolti attorno a Bettino Craxi, da Claudio Martelli, a Carlo Tognoli, a Nuccio Abbondanza, a Carlo Fontana, a Ferdinando Mach, a Gigi Da Rold, solo per citarne alcuni. Giornalista della redazione milanese dell’Avanti apparteneva a una tendenza, quella autonomista, non disposta a piegarsi ai voleri del Pci e neanche della Dc. Apparteneva a un partito che a Milano eleggeva Pietro Nenni e Loris Fortuna ed esprimeva i migliori sindaci della città. Ugo scriveva e mi insegnò l’arte dello scrivere. Ad esempio che prima si fanno i titoli e poi si espone il contenuto, già sintetizzato nel titolo. Fu direttore de “Il Lavoro nuovo” di Genova e amico di Sandro Pertini che lo accolse con favore come suo successore alla Camera. Read the full story »

13 Febbraio 2024 No Comments 103 views

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La medicocrazia

C’era un tempo in cui Platone sognava il governo dei filosofi. Lo sperimentò anche in un’isola della magna Grecia e fu un fallimento. Forse per dimostrare che non si stava proprio sbagliando mi laureai in filosofia. Ma venne il tempo della crisi della politica. “La politica non è una professione”, si stabilì in Italia dopo Tangentopoli. E fu il tempo degli avvocati. Tutti erano avvocati: dal capogruppo di Forza Italia, alla rampante Serracchiani, a Larussa, Biondi e Paniz. Infine é nata l’epoca degli economisti: da Ciampi a Dini, a Draghi, a Cottarelli. Nessuno credo avesse ipotizzato il tempo dei medici. Delrio é stato un antesignano, ma prima di fare il sindaco era già stato consigliere comunale e regionale, mentre Massari, che penso di aver conosciuto e apprezzato nel corso di un mio ricovero ospedaliero, non ha alcuna esperienza amministrativa. E’ solo un medico, come Aguzzoli, candidato della lista civica del bravo De Lucia. Read the full story »

11 Febbraio 2024 No Comments 90 views

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Il rito di Sanremo

Il Festival é un grande evento nazional popolare. Come la Milano-Sanremo o il Giro d’Italia. Ci accompagna puntuale nella sua cadenza annuale dal 1951 e pare che non se ne possa fare a meno. Rappresenta i gusti e gli umori dell’Italia, trattando temi sociali, culturali, politici? Certo nel 1952 il “Vola colomba” di Nilla Pizzi, facendo riferimento a San Giusto e all’animo mesto, richiamava in qualche misura la questione di Trieste e della sua italianità sopita. E che dire di Modugno e del suo “Nel blu dipinto di blu”, che nel ritornello declamava un “Volare” nel tempo in cui le prime astronavi venivano proiettate nello spazio. Chi non ha pianto allora per la fine della cagnolina Laika e chi non ha esultato per Gagarin, il primo uomo a varcare i confini dell’ignoto? E non dimentichiamo la ragazzina Gigliola Cinquetti che nel 1964 esaltava il pudore femminile, invitando il suo amore ad attendere, subito smentita dalla seconda interprete, la francese Patricia Carli, con un “Je suis a toi”, che significava il contrario, mentre la sensuale Jula De Palma pochi anni prima era addirittura stata censurata per aver cantato, con “Tua”, una sorta di aborrito amplesso. Era l’Italia bacchettona degli anni cinquanta e primi sessanta. Read the full story »

8 Febbraio 2024 No Comments 93 views

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Errare humanum, riformare diabolicum

L’articolo 138 della Costituzione prevede il voto dei 2/3 dei parlamentari di Camera e Senato in seconda lettura per validare una riforma costituzionale e in caso contrario un referendum confermativo se richiesto da 1/5 dei parlamentari di una Camera o da cinquecentomila elettori o da cinque Consigli regionali. E’ragionevole, dunque, prevedere, come nel caso della riforma Renzi, che anche la legge sul premierato che verrà presentata dopo alcune modifiche nei prossimi giorni venga poi sottoposta a referendum. Poiché lo stesso articolo della Costituzione prevede che le quattro votazioni debbano avvenire con una differenza minima di tre mesi l’una dall’altra, é previsto un anno per l’approvazione parlamentare. E se anche la prima approvazione avvenisse, come si augura la Meloni, prima delle elezioni europee, il tragitto parlamentare si concluderebbe a giugno del 2025. Read the full story »

6 Febbraio 2024 No Comments 101 views

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Sinner e i grandi evasori

Si fa un gran parlare di Jannick Sinner e della sua residenza a Montecarlo. Non é un eroe, qualcuno sostiene, perché paga le tasse all’estero. Come se fosse l’unico. Valentino Rossi si trasferì a Londra per non pagare una salatissima multa per evasione fiscale, pare di 35 milioni di euro, per non aver denunciato due anni di lauti profitti. Poi fu costretto a sborsare tutta la cifra. Anche il terzo grande sportivo italiano, Alberto Tomba, é stato coinvolto in una controversia fiscale e ha pagato una somma significativa all’erario per evitare un processo per evasione. Per non parlare di Matteo Berrettini, anche lui residente a Monaco o di Max Biagi che ha scelto Dubai. Ma quello che sconcerta é la perdita di ben 35 miliardi di euro dello stato italiano perché intere aziende, le più grandi, hanno scelto l’Olanda. Interessante é sfogliare un articolo di Panorama del 20 luglio 2020. Read the full story »

2 Febbraio 2024 No Comments 389 views

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No al patto Psi-Fratoianni

Dopo aver promesso liste del solo Psi, dopo aver garantito che il Psi avrebbe fatto parte di una lista del socialismo europeo, dopo aver bussato invano alla porta di Calenda il segretario del fu Psi ha annunciato l’accordo con Sinistra italiana e Verdi per le elezioni europee. Comprendo bene che l’accordo non abbia nulla di politico e sia stato perseguito con l’unico obiettivo di una sua elezione al Parlamento europeo, impossibile presentando la lista del solo Psi, e anche, per via del divario delle preferenze coi candidati di quel partito, entrando nelle liste del Pd. Restavano Calenda e Fratoianni, non importa se distanti anni luce l’uno dall’altro, non importa se l’uno è per dare armi alla resistenza ucraina e l’altro é per l’uscita dell’Italia dalla Nato, e chi se ne frega della politica, poi. Il fu Psi é un reperto inossidabile a qualsiasi coerenza ideale. E degli sporchi sionisti che ne facciamo? Li consideriamo davvero dei genocidi? Fratoianni è per il sì, il segretario del Psi non si pronuncia ma se per essere candidato deve dire sì anche lui lo farà. Io penso che a questo scempio non si sia mai arrivati dalla fine del Psi, 1993, ad oggi. Read the full story »

1 Febbraio 2024 No Comments 103 views

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Addio Gigi, socialista e campione

Lo chiamavano Rombo di tuono per le sue incursioni sempre possenti nell’area avversaria. Gigi Riva ci ha lasciato a 79 anni. La stampa riferisce di un problema, non grave, alle coronarie e di un’operazione di angioplastica momentaneamente rifiutata. Riva era socialista. In pochi ricordano la dichiarazione recente sulle sue propensioni politiche: “Mi considero un buon socialista. Conobbi Craxi e Martelli negli anni settanta e il loro progetto mi convinse. Fui inserito nell’Assemblea nazionale”. Questa dichiarazione e la sua successiva nomina scompaiono dalle cronache. Di lui si ricorderà giustamente lo scudetto vinto, grazie alle sue reti, dal Cagliari di Scopigno, detto il filosofo, nel 1970, i mondiali messicani dello stesso anno (del Cagliari figuravano anche Albertosi, Cera, Domenghini con Niccolai in panchina) e i suoi gol al Messico e alla Germania nella semifinale del mitico 4 a 3 che fece innamorare gli italiani alla nazionale per la prima volta nel dopoguerra. Di lui si ricorderanno i gol al vecchio Amsicora di testa, di rovesciata. Di semirovesciata, con bolidi da lontano. Di collopiede su punizione, di taglio e di spigolo. Riva era l’immagine del gol. Dicono fumasse un pacchetto di sigarette e che agli allenamenti andasse non prima di mezzogiorno. Ma non ne aveva bisogno. Lui era atleta perfetto e a prescindere. Ebbe anche una storia d’amore travagliata e un incidente grave che lo tolse di torno. Per la gioia dei portieri. Aveva cominciato a tirar calci ne Legnano. Lo cercarono alcune squadre del Nord scartandolo peché troppo magro. Solo il Cagliari, allora in serie B, credette in lui. E grazie a lui, a Martiradonna, a Greatti, a Mazzucchi, a Campanaro ottenne nel 1964 la promozione in A e solo sei anni dopo, con l’avvento di Domenghini e Gori, girati dall’Inter in cambio di bomber Boninsegna, arrivò lo scudetto sull’isola non ancora scoperta dai turisti. I pastori esultarono. Tutta la Sardegna era in festa perché i sardi son fatti così. Amano chi resta fedele. E se poi la fedeltà é vincente lo amano di più. Il legame di Riva con la Sardegna fu assoluto. Non ne volle sapere di cambiare nonostante vantaggiose offerte delle grandi del Nord. Un po’ come noi che siamo rimasti fedeli a quelle che erano anche le sue idee politiche. Anche rifiutando proposte d’ingaggio più gratificanti.

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28 Gennaio 2024 No Comments 113 views