Non mi appello all’infallibilità del papa, dogma per un laico incomprensibile. Mi appello alla inverosimile serie di fallibilità del presidente degli Stati uniti. L’attacco diretto a papa Leone che da papa non può che richiamare tutti gli esseri umani alla pace e alla fratellanza in nome del Vangelo, é solo l’ultima e più inconsueta delle prove dello squilibrio e dell’arroganza di Trump. Le frasi contro papa Leone sono state pubblicate tra domenica e lunedì da Truth, sito del presidente, che vuol dire “verità”. Già la parola, usata anche dalla dittatura bolscevica “La Pravda”, e portata in Italia anche da un famoso quotidiano di destra, mi lascia di stucco. Chi ha la verità non ammette altre opinioni. Solo la sua sua conta, in quanto vera e tutte le altre invece gli risultano false. Cosa ha scritto Trump, che si é sentito in dovere di bacchettare Papa Leone come mai nessuno prima di lui in epoca recente aveva fatto, neanche a fronte di clamorosi scivoloni di qualche pontefice in conflitti mondiali (e sarebbe stato invece opportuno). Ha scritto che Papa Leone “é debole contro la criminalità e terribile in politica estera” aggiungendo che se é stato eletto papa lo deve proprio a lui: “Se non fossi alla Casa bianca, lui non sarebbe papa”, ha scritto in preda a un’allucinazione. E poi che é molto meglio il fratello Louis, maga, di Leo. Lasciamo almeno per un po’ cadere l’incredibile effluvio di egocentrismo malato che si racchiude in queste parole e che perfino la Meloni, la preferita da Trump, ha criticato. E veniamo alla sostanza. Di stupidaggini Trump ne ha dette e fatte un’infinità. Doveva far finire la guerra in Ucraina in un giorno e dopo due anni la guerra continua più sanguinosa di prima, ha accolto l’aggressore Putin in Alaska con un applauso e scaricato indegnamente Zelensky per poi tornare a finanziare Zelensky contro Putin, ha imposto la pace tra palestinesi e israeliani e la guerra si é spostata in Libano, ha rapito e incarcerato il presidente venezuelano Maduro per lasciare premier la sua vice e col regime di prima, ha attaccato l’Iran due volte (la prima doveva servire per distruggere l’arsenale atomico e la seconda anche. E allora?). Doveva appoggiare la resistenza liberale al sanguinario regime degli ayatollah e invece si viene a sapere che del regime non gli importa nulla, basta che non privilegino la Cina nell’esportazione di petrolio. Dopo aver ucciso Al Kamenei voleva scegliere lui il capo della teocrazia, confondendo un’autorità religiosa con il regime del Venezuela. Insomma siamo al disastro. Un disastro culturale, politico, logico, psichico che certo non fa bene all’America. Avere un papa a Roma nell’ottocento equivaleva ad avere un re dotato di carisma e poteri religiosi. Ritrovarne uno in America, patria della moderna democrazia, uno che dice e disdice, che condanna e assolve, che invade e ri invade, che confessa e sconfessa, che fa la guerra invocando il Nobel per la pace, che attacca il papa proprio perchè parla di pace, è molto triste. E sconvolgente. E soprattutto pericoloso.
Giuseppina Di Foggia, manager di lusso, ingegnere elettronica con specializzazioni negli Usa, vice presidente di Nokia, poi amministratrice delegata e direttrice di Terna, ê stata nominata presidente dell’Eni. E’ la prima donna ad occupare la poltrona del colosso energetico italiano, come prima donna era stata in qualità di amministratrice delegata e direttrice di Terna. Ha fatto chiasso la notizia riportata dagli organi di stampa relativa a una sua richiesta di 7,3 milioni di euro di buonuscita da Terna. Cifra invero esorbitante per un dirigente di un ente pubblico. Si dirà che la Di Foggia ha portato Terna ad un elevatissimo livello di investimenti, pari a 16,5 miliardi di euro e che la società che ha amministrato ha prodotto utili. Si si d’accordo. Ma i cosiddetti top manager di stato pagati profumatamente da noi tutti sapete quanto hanno guadagnato? Le cifre sono dell’anno 2023. L’amministratore delegato di Terna circa 2milioni e cento l’anno, l’amministratore delegato di Eni l’eterno De Scalzi, addirittura 7,7 milioni, quello di Enel, era Francesco Starace, 4 milioni e mezzo, quello delle Poste 1 milione e mezzo, l’amministratore di Leonardo 1,6 milioni. Toglietene pure la metà che andranno in tasse ma il netto é impressionante. Il taglio annunciato dal 2025 che é notevole non tocca però quelli che erano al vertice da prima, non é retroattivo, al contrario del taglio dei vitalizi, ma solo le nuove nomine. Marattin sostiene che il vero scandalo non sono gli stipendi, ma le buonuscite. Pare che queste non vengano toccate. E la Di Foggia ne approfitta. Cosa volete che siano 7 milioni e trecentomila, trattabili. Ma sì, togliamo i trecentomila e chiudiamola lì..
Il nuovo decreto sicurezza si aggiunge ai diversi provvedimenti che dal suo nascere ha partorito il centrodestra. E che sostanzialmente affrontano la questione dell’aumento della criminalità in termini quasi esclusivamente di emissione di nuovi reati. Si calcola che dal 2022 siano stati coniati 48 nuovi reati per un totale di oltre 400 anni di carcere. Anche il ddl in ballottaggio oggi tra Camera e Senato inquadra ambiti sui quali si è intervenuto con i precedenti pacchetti sicurezza, quattro di questo ultimo governo, da quello contro i rave al decreto Cutro, al penultimo con la criminalizzazione della resistenza passiva in carcere. Tutti provvedimenti bandiera in nome di sicurezze promesse e appunto sbandierate ai cittadini. Contro i Rave, primo provvedimento del governo Meloni, si é addirittura partorito il reato di “invasione di terreni e edifici per raduni pericolosi”, facendo finire nel conto dei raduni pericolosi (chi deve giudicarli tali?) semplici assembramenti di giovani. Read the full story »
Dunque la reazione di Trump non ha tardato. Chiunque non sia d’accordo con lui lo delude, lo tradisce, lo sciocca. Il presidente americano dopo avere attaccato nell’ordine, la Ue, la Von der Leyen, Zelensky, Macron, Sanchez, Merz, Starmer, la Cina, il Papa, la Nato, l’Onu, dopo essere uscito pressoché da tutti gli organismi internazionali, se l’é presa con la Meloni e in una breve intervista al Corriere ha confessato di essersi sbagliato su di lei, perché pensava avesse più coraggio, sostenendo che l’Italia verrà distrutta dagli emigrati e anzi che l’Italia non c’é più perché immigrati e costi dell’energia la seppelliranno. Per la verità la Meloni ha avuto il coraggio di cantargliele prendendo le difese di papa Leone, come nessun leader europeo ha fatto. Aveva definito quella in Iran non la nostra guerra, aveva negato le basi italiane ai bombardieri americani, ha trovato inaccettabili le accuse a un papa che predicava la pace del Vangelo. Vance distingue tra etica e politica ma la distinzione é labile. Read the full story »
E’ il caso di Trump che esplode in frasi cruente e aggressive che spaventano perfino il papa e poi cambia improvvisamente tono e annuncia tregue e trattative. Dai tempi del nazismo non si era udita una frase così: “Distruggeremo un’intera civiltà”, per dire metteremo a ferro e fuoco l’Iran. Ma, peggio ancora, distruggeremo una storia antica, più antica di quella europea e naturalmente di quella americana, quella della Persia che si batteva con la Grecia per la conquista del mondo conosciuto e che é tesoro di opere e di reliquie di straordinario valore e rilevanza. E poi “Scateneremo l’Inferno”, come se già non fosse stato scatenato con le bombe sganciate su Teheran e dintorni che hanno colpito siti militari, infrastrutture ma anche migliaia di civili. Poi Trump proclama un’intesa per sospendere le incursioni di un paio di settimane e procedere verso un possibile accordo con l’Iran sullo stretto di Hormuz. Read the full story »
Già é difficile stabilire in Italia chi siano e dove stiano i socialisti. Ma aggiungervi un certificato di autenticazione preventivo complica di molto la soluzione dell’interrogativo. Partiamo dal più semplice. Se per socialisti si intendono coloro che hanno appartenuto al Psi o lo hanno semplicemente votato fino al 1992, bisogna pur ricordare che da allora sono trascorsi 34 anni e la maggioranza di costoro o sono morti o hanno sostenuto partiti nati dopo il 1992 e dunque non sono recuperabili semplicemente con un vorticoso giro di lancette dell’orologio all’indietro. Dati i risultati elettorali delle liste socialiste in questi 34 anni si deve concludere che i sopravvissuti hanno creduto giusto non aggregarsi in nuove avventure identitarie, ma aderire a partiti anche collocati all’opposto. Se per socialisti si intendono coloro che si ritrovano nel socialismo europeo allora non si può fare a meno di considerare il Pd che fa parte del Partito socialista europeo e del gruppo dei Socialisti e democratici a Strasburgo. Il Pd, questa la sua ambivalenza, o ambiguità se preferite, non appartiene però alla storia del socialismo italiano. Read the full story »
Si è fatta una gran confusione in questi due giorni tra la decisione, in coerenza con la procedura dei trattati, della presidente del Consiglio di non potere concedere la base di Sigonella per bombardieri diretti in Iran e la decisione di Craxi di circondare i soldati americani nella stessa Sigonella per sancire il diritto di fermare, processare o lasciar partire i passeggeri di un aereo egiziano fatto atterrare in Italia senza preavviso. Il caso riguardava anche gli Usa perché un cittadino statunitense, Leon Klinghoffer, di origine ebrea, era stato precedentemente ucciso nel corso del dirottamento della nave da crociera Achille Lauro e in quell’aereo figuravano quattro dirottatori e due dirigenti del Flp tra cui Abu Abbas, l’interlocutore col quale il governo italiano aveva trattato la liberazione dei passeggeri. Si rischiò uno scontro armato tra la Vigilanza aeronautica militare e i Carabinieri da un lato e i militari della Delta force, reparto speciale delle forze armate statunitensi, e a seguito di questo una rottura insanabile (che venne in seguito ricucita) tra il presidente americano Reagan e quello italiano Craxi. Read the full story »