« Nazionale, Reggio Emilia

Otello e Tomaso

Io di Montanari ho conosciuto Otello, quello che col suo Chi sa parli del 30 agosto 1990 (in verità quel Montanari rispondeva a una mia sollecitazione a scoprire verità seppellite dalla memoria come quella dell’omicidio del sindaco socialista di Casalgrande che avevo commemorato due giorni prima) aprì la riflessione sui delitti del dopoguerra che tanto riscontro ebbe a livello nazionale. Non conosco questo professore Tomaso (con una sola esse) che chiede la soppressione della legge istitutiva del giorno della memoria dedicato ai martiri delle foibe. Intanto mi chiedo perché costui meriti tanta enfasi giornalistica? E’ un leader politico? No. E’ uno storico? Si ma dell’arte. E’ un parlamentare, un governatore di regione, un sindaco? No. E allora? Il professor Montanari però rappresenta un’area che continua a resistere a sinistra. Trattasi della sinistra vetero comunista, massimalista e radicale, quella che nega la verità della storia. Quella che divide il mondo in buoni e cattivi. Il problema é che almeno una volta c’era un partito e c’era un insieme di stati che impersonavano tale ideologia. Adesso no. Per questo il peccato del professore é ancora più grave. Perché divide il mondo in chi, come lui, ha la verità in tasca e in chi, come tutti noi, interpreta la parte dei biechi traditori. Mi permetto di annoverarmi tra questi ultimi con orgoglio. Perché tra integralisti e traditori la storia (non dell’arte, ma delle vicende politiche) ha sempre dato ragione a questi ultimi. Tra chi é stato condannato, fucilato, ghigliottinato e i vari boia, con l’ideologia settaria del professore, a uscire vincitori sono stati i primi. E tra Otello e Tomaso, tra chi ricerca la verità della storia e chi assume la storia secondo le sue verità, non c’é mai stata partita.

29 Agosto 2021 No Comments 118 views

« Nazionale

Tagliano la gola all’ironia

Una risata vi seppellirà, si urlava in Italia nel ‘68 e soprattutto nel ‘77. L’ironia e la presa in giro, ritenute motivo sufficiente di morte con la strage di Charly Ebdo consumata a Parigi dall’Isis, perché non si può offendere il profeta, ha avuto una replica ancora più allucinante ieri in Afghanistan, perché i talebani non possono, paragonandosi evidentemente a novelli profeti, essere oggetto di scherno. Nazar Muhammed, nome d’arte Kasha Zwan, era un comico tagliente e in mezzo alla bufera della guerra, coi rischi che sapeva di correre, non aveva mai smesso di prendere in giro i talebani con canti e balli. A modo suo questa era la sua resistenza. Che solo i fanatici, invasati da una religione, non tollerano e anzi sono indotti a sopraffare. Read the full story »

26 Agosto 2021 No Comments 158 views

« Nazionale

Cinque risposte sull’Afghanistan

Usiamo la logica, che dovrebbe aiutare anche a comprendere le vicende politiche. Primo: non si era mai visto che i miliziani di uno stato sparassero contro manifestanti che sventolavano bandiere di quello stesso stato. Nella storia, anche dell’Italia, era accaduto che occupanti di uno stato sparassero contro manifestanti con la bandiera dello stato occupato. Read the full story »

24 Agosto 2021 No Comments 175 views

« Nazionale

Me gô la mia idea

Mi piace discutere con i no vax. Non che pensi di convincerne uno soltanto, perchè assomigliano ai comunisti, e purtroppo anche a molti socialisti, degli anni cinquanta, che credevano che in Russia ci fosse il paradiso e che Stalin fosse un padre del popolo. Loro pensano che i vaccini siano una truffa e che sia in atto un disegno per sopprimere la libertà. Me gô la mia idea, come diceva una mia vecchia zia. Adesso si aggrappano ai dati della Cina e di Israele. La Cina ha azzerato i contagi interni e con due vaccini che la Comunità mondiale ha definito inefficaci. Israele conta invece su una crescita vistosa di contagi a fronte di una vaccinazione di massa (e la maggioranza di costoro sono vaccinati). Però. C’é un però, anzi ve ne sono due grandi come una, cioè due case. La Cina ha effettuato recentemente, in presenza della variante Delta, un lock down durissimo e controllato militarmente. La Cina se ne frega dei diritti di libertà. Il caso cinese non può essere esportato da noi, al prezzo di una vera e propria sommossa popolare. Israele ha oltre l’85% della popolazione vaccinata e i contagi riguardano un 60% di vaccinati e un 40% di non vaccinati. Bisogna fare una corretta proporzione. E cioè quanto valgono un 60% e un 40% rispettivamente su 85% e su 15%. Il dato é circa 80 e 20. I contagi riguardano al 20% i vaccinati e all’80% i non vaccinati. Il dato in Israele pare ancora più favorevole ai primi per quanto concerne le ospedalizzazioni e le terapie intensive. Ma non importa. Gli amici no vax non sentono ragioni. Non fanno di conto. Hanno appunto le loro idee, come mia zia che non voleva metterle in discussione mai. Indovinate di che partito era….

24 Agosto 2021 No Comments 169 views

« Nazionale

Non si esporta la democrazia?

Odio i luoghi comuni. E mi schiero con Galli della Loggia che se la prende con i contestatori, oggi dilaganti, che puntano il dito sulla pratica della esportazione della democrazia. Ovvio che ci sono precedenti: la Germania e l’Italia si sono giovate dell’esportazione della democrazia grazie alla vittoria delle forze antinaziste. Ma l’Urss, che era tra queste, importò nei paesi suoi alleati la dittatura. In Iraq, e io mantengo tutte le mie riserve su quella guerra, si é fatta piazza pulita di un dittatore e si sono liberati i curdi che quel dittatore aveva gasato. In Serbia e in Bosnia l’intervento é servito per colpire un criminale come Milosevic e dare a quei paesi governi democratici. Ma si dice: bisogna rispettare la storia di ciascun paese. Che vuol dire, in buona sostanza, che i paesi che sono governati dall’arbitrio e dal terrore se lo meritano perché non sono abituati alla democrazia. Ora, pensate ai paesi comunisti che per quasi 50 anni sono stati sottomessi al dominio di un partito solo. Si meritavano di tornare alla democrazia? E perché tra i paesi arabi o mediorientali la Tunisia, l’Algeria e il Marocco sono retti da governi regolarmente eletti e l’Arabia Saudita, l’Iran, e oggi l’Afghanistan sono retti da teocrazie? E’ una scelta libera di quei popoli? Ma se si formano movimenti, oggi in Afghanistan, di contestazione ai tiranni l’Occidente deve voltarsi dall’altra parte? Come sta avvenendo? Perché non si esporta la democrazia? Il punto é un altro. Davvero il fine della coalizione occidentale era quello di esportare la democrazia in Afghanistan oggi e in Iraq ieri? Davvero non c’é contraddizione tra il fine proclamato e il comportamento americano nei confronti dell’Arabia Saudita e del Pakistan, che non solo sono guidati da regimi più o meno assolutisti ma hanno finanziato palesemente i talebani che combattevano contro quella coalizione che intendeva esportare la democrazia combatteva e che intendevano costruire una teocrazia islamica?

20 Agosto 2021 No Comments 165 views

« Nazionale

Psi, una nascita e un futuro

Centoventinove anni fa nasceva il Partito dei lavoratori a Genova. Era il ferragosto del 1892. Venne fondato il Partito dei lavoratori, e non il Psli come erroneamente titola il mensile che porta il nome del quotidiano che dirigo, perché il termine “socialista” si aggiunse l’anno dopo, col congresso di Reggio Emilia, e il nome Psi fu scelto col congresso di Parma del 1895, svolto semi clandestinamente durante la fase della repressione crispina. Il nome fu mantenuto anche nei decenni successivi, ma quando i riformisti (Turati, Treves, Matteotti, Prampolini) furono espulsi dai massimalisti, nell’ottobre del 1922, a pochi giorni dalla marcia su Roma, questi ultimi fondarono il Psu. I due tronconi socialisti (Nenni aveva preso il sopravvento nel Psi mettendo in minoranza il fusionista Serrati che assieme ai suoi internazionalisti aderirà nel 1924 al Partito comunista) si riunificarono a Parigi nel 1930. Il nuovo partito unificato si chiamerà Psi, ma dopo l’unificazione col Mup, nell’immediato dopoguerra, prese il nome di Psiup. Read the full story »

15 Agosto 2021 No Comments 206 views

« Nazionale

La vergogna di Kabul

Mancano pochi giorni alla caduta di Kabul nelle mani dei talebani. Dopo vent’anni di guerra, o di simil guerra, tra i talebani e il resto del mondo, sta accadendo quel che in molti paventavano, ma che per i più distratti appariva impossibile: la vittoria degli estremisti afghani. L’esito umiliante della guerra in Afghanistan non é paragonabile a quello in Vietnam, perché in Estremo oriente, al tempo della guerra fredda, si fronteggiavano mondi contrapposti. E i Vietcong erano pesantemente appoggiati dall’Urss e dalla Cina. Tanto che durante le manifestazioni di protesta anti americana i comunisti si esaltavano al grido: “Russia e Cina unite in Indocina”. E non é neanche paragonabile alla guerra di Corea dei primi anni cinquanta, finita con un onorevole uno a uno, uno stato occidentale e uno comunista: con tanti saluti a chi si é trovato a vivere con i predecessori di Kim. Read the full story »

14 Agosto 2021 No Comments 201 views