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E se la Bonino…

1 agosto 2017 112 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Sono anni che batto sul ferro. Poco sentito in taluni settori del mio stesso partito. L’ho fatto attraverso il documento appello ai radicali e ai socialisti firmato assieme a Giovanni Negri, poi seguendo i primi vagiti della nuova associazione Marianna, e infine prendendo contatto coi verdi Boato e Bonelli. Poi, anch’io, tra sbarramenti elettorali e drastiche rotture in casa radicale, ho allentato la presa. Riprendo a parlarne dopo l’appello de Il Foglio di quest’oggi a firma di Adriano Sofri.

Si chiedono in tanti, osserva Sofri: “Ma in Italia non abbiamo uno anche anziano come Bernie Sanders o Jeremy Corbyn che sappia parlare al cuore e alla ragione delle persone, e specialmente ai giovani? Be’, ne abbiamo una. E’ Emma Bonino. La differenza non sta nel fatto che lei è donna e loro no. Sta nei partiti cui sono associati: i Democratici americani, i Laburisti britannici. Emma, Radicali italiani (senza l’articolo, e senza il Partito Radicale, che ha tramutato una vicenda umanissima in una rottura teologica, e avrebbero ancora tutto il tempo e le ragioni per tornarci su, gli uni e gli altri).

Questa differenza fa di Emma l’invitata d’onore di una quantità di adunanze, cui dice le sue cose, essenzialmente su Europa e migranti, cioè sull’essenziale, senza lisciare il pelo all’uditorio di turno, e dopo averla applaudita le varie adunanze passano imperturbate all’ordine del giorno. I rivali di Emma vedono in questo una smania personale di riconoscimento istituzionale. I suoi ospiti temono di vedersi occupare il loro arruffato nido di cuculo. E’ probabile che sia andata così, per questa vita. Era solo per rispondere alla domanda: ma in Italia c’è uno, piuttosto anziano, eccetera?”.

Come non essere d’accordo. Vado più in là. E’ possibile costruire attorno a Emma un polo, un soggetto, una coalizione, una semplice lista che tra qualche mese si presenti per raggiungere una percentuale accettabile alle ormai imminenti elezioni politiche? I sondaggisti, i partitisti, i ragionieri della politica facciano pure i loro conti sbagliati. Non si tratterebbe di sommare debolezze, cioé di incollare partiti, movimenti, candidati di diversa estrazione. Si tratterebbe della possibilità di investire su un leader e valutare la sua capacità di trascinamento. Siamo sicuri che in una fase in cui, alla stregua del vecchio Diogene, si cerca l’uomo o la donna, giocare la carta Bonino non possa produrre effetti deflagranti? Con quale legge elettorale? Posso rispondere con tutte?

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