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Scalare i… Monti

9 Gennaio 2012 1.025 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Reggio ha accolto il presidente come un amico, con l’eccezione di due banchetti: uno promosso da Rifondazione e l’altro dalla Lega, che legittimamente manifestavano il loro dissenso. Il discorso del presidente del Consiglio al Municipale è stato ispirato al buon senso e Monti ha letto una decina di cartelle a bassa voce, concedendosi una sola battuta strappa applausi quando ha affermato: “Non credo alla massima di non mettere le mani in tasca agli italiani. Anche perchè in questo momento ci sono italiani che le mettono in tasca ad altri italiani. E sono gli evasori fiscali. Bisogna che ognuno si tenga le mani nelle sue tasche”. Quel che mi ha impressionato è quel richiamo al governo a tempo (al massimo durerà fino alla primavera del 2013) e quell’ambizione di fare cose che si proiettino molto in avanti, fino al 2061. E cioè fino al duecentesimo anniversario dell’unità d’Italia. E’ evidente che il governo Monti se ne andrà a scadenza di legislatura, come qualsiasi altro governo, ci mancherebbe. Poi dipende da quel che succederà. Personalmente non credo affatto che si ritornerà al bipolarismo di prima, soprattutto se Monti riuscirà a raggiungere buoni risultati col suo governo, e non è scontato. Sarebbe anche contradittorio. Abbiamo avuto un buon governo e allora torniamo a un governo che sarà peggiore, come lo sono stati quelli che lo hanno preceduto e non sono riusciti a risolvere un solo problema italiano? Che razza di proposta elettorale sarebbe mai questa? Ma c’è uno scoglio o, se si preferisce , una montagna da scalare per Monti. E cioè la sentenza della Corte sul referendum elettorale. Si dice che qualora la Corte lo ammettesse il governo avrebbe vita breve e sarebbe costretto a levarsi di torno per rendere possibili elezioni nella prossima primavera, indispensabili per evitare il referendum che molti partiti temono. E allora si vocifera che la Corte dovrebbe dichiararlo inammissibile. Personalmente la penso come Angelo Panebianco che scrive ieri sul Corriere che il referendum non c’entra nulla con il governo Monti. Però il sol pensare che la Corte debba dichiarare la sua inammissibilità per opportunità politica mi fa venire i brividi. Io sono convinto che questo referendum sia quanto meno inutile, perchè il ritorno al Mattarellum non introduce la possibilità, da parte dell’elettore, di scegliere i suoi candidati (nella quota proporzionale le liste sono bloccate e i collegi uninominali vengono formati dalle coalizioni dopo trattative di partito). Ma in Italia si sono svolti già tre referendum elettorali (1991, 1993 e 1999), tutti resi ammissibii dalla Corte. E sarebbe quanto meno bizzarro che adesso la stessa Corte ne invalidasse il quarto, sol perchè il suo svolgimento recherebbe qualche danno al governo. Non eravamo al tempo della separazione dei poteri?

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