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La Lega dei super-ricchi

20 Aprile 2021 147 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo
Non é che scopriamo oggi che il calcio é diventato un’industria. Dall’avvento del business televisivo le squadre non giocano più partendo dagli stessi diritti. Alla Juventus vengono messi e disposizione più del doppio dei milioni l’anno di quelli che vengono destinati al Benevento o al Crotone. Ma per arrivare a questo si é dovuto stabilire l’esistenza di una quota perequativa, il 50% del totale, che viene distribuita in parti uguali tra le diverse società. Altrimenti la differenza sarebbe ben più elevata.

Sappiamo benissimo che le squadre che scendono dalla A in serie B, grazie al cosiddetto paracadute, hanno a disposizione dai 20 ai 25 milioni di euro e devono confrontarsi con le squadre che, provenendo dalla C, possono contare solo su 4-5 milioni. Difficile partire alla pari e soprattutto arrivare alla pari. Il fatto é che soprattutto le grandi società si sono indebitate a dismisura con ingaggi faraonici, spendendo fior di milioni per assicurarsi  campioni, o presunti tali, per poter competere tra loro, vincere un Campionato o una Champions. Soprattutto in tempo di pandemia rinunciando ad abbonamenti, a incassi, spesso anche a sponsor e proventi pubblicitari. E cosi l’egoismo di salvare loro stessi sprofondando gli altri si é fatta strada. Esisteva già un precedente in Italia, nel basket, con una sorta di Superlega riservata ai grandi club a prescindere dalle posizioni di ciascuno in campionato e la scelta non ha suscitato polemiche. In Italia vi partecipa solo l’Olimpia Milano. Ma con tutto il rispetto del basket il calcio é altra cosa. E’ lo sport nazionale, quello che muove sentimenti e passioni, che entusiasma e deprime buona parte della popolazione. Il calcio unisce e divide gli italiani, oggi molto più della politica, Cosi la Superlega calcistica sta facendo chiasso. Tanto. Sono convinto che indietro non si tornerà. I 3,5 miliardi messi a disposizione dalla JP.Morgan non saranno certo rifiutati. E i club coinvolti, per ora dodici (tre spagnoli, Real Madrid, Barcellona, Atletico Madrid, tre italiani, Juventus, Milan, Inter, sei inglesi, Manchester City, United, Chelsey, Tottenham, Arsenal e Liverpool), non torneranno indietro. Per ora da questo club dei grandi restano fuori il Psg e il Bayern oltre al Dortmund. Vedremo in seguito. Fa specie che tutti i governi, e non solo quelli del calcio, si siano detti contrari a questa decisione. Sgomenta il comportamento di taluni dirigenti, in primis Agnelli, vice presidente dell’Uefa, che fino a due giorni fa avrebbe rassicurato il suo presidente Ceferin negando una decisione già presa. Cosa accadrà adesso? La mia sensazione é che alle minacce di estromettere i club della Superlega dai campionati nazionali e i loro giocatori dalle competizioni internazionali tutto sarà mediato ancora una volta dal Dio denaro. Forse una quota della Superlega verrà girata alla Uefa e le squadre potranno disputare i rispettivi campionati nazionali, anche perché, penso all’Italia, un campionato senza Juventus, Inter e Milan produrrebbe ingenti danni economici alle altre società sia in termini di introiti televisivi, sia in termini di abbonamenti, incassi e pubblicità. Resterà la Champions, ridotta a europeo di serie B, e forse anche l’Europa league o forse no. E non credo che un campionato mondiale si possa disputare senza Messi e Cristiano Ronaldo. Vincerà ancora una volta la logica del più forte e perderà lo sport. Che aveva già perso da tempo, però. Lo scudetto sarà sempre appetito, assai di meno la lotta per entrare in Champions. Avvertite da subito Pioli e Pirlo, anche se la Superlega avrà inizio nel 2022. E non mi si venga a dire che tutto questo c’entra con le emozioni che provavo da bambino quando, con la mano di mio padre stretta nella sua, entravo nello stadiolo della mia città e provavo un brivido alla schiena quando il magrissimo Pistacchi infilava il portiere del Parma Bandoni. Quello era un altro sport. Era un altro calcio. Quello fatto in casa con dirigenti che si trovavano di tanto in tanto a cena per ripianare i debiti. Ma com’era bello. Com’era vero. Com’é lontano…

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