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Cinque risposte sull’Afghanistan

24 Agosto 2021 176 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Usiamo la logica, che dovrebbe aiutare anche a comprendere le vicende politiche. Primo: non si era mai visto che i miliziani di uno stato sparassero contro manifestanti che sventolavano bandiere di quello stesso stato. Nella storia, anche dell’Italia, era accaduto che occupanti di uno stato sparassero contro manifestanti con la bandiera dello stato occupato.A ben pensarci anche i talebani non si sentono afghani, ma appartenenti a uno stato che altri gruppi hanno tentato e tuttora tentano di creare: lo stato islamico. Dunque dobbiamo considerare l’Afghanistan uno stato occupato dai Talebani che oltretutto intendono, in barba alle promesse (promesse da marinai, no, semplici promesse da talebani) riprendere il filo della violenza sulla sua popolazione interrotto dalla guerra. Secondo: quella dei contingenti stranieri, e non solo di quello, prevalente, Usa, é stata una fuga, non un ritiro. Una fuga sconcertante, vergognosa, che ha lasciato soli gli afghani, esponendoli alla violenza dei nuovi occupanti. I quali sono stati chiarissimi e hanno promesso, e stavolta manterranno la promessa, che governeranno con la Sharia e non con la democrazia. Hanno già cominciato e quella di ieri non sarà l’ultima strage. Terzo. I profughi, perché di profughi si tratta in quanto gli afghani fuggono dalla morte e dal terrore seminati dai talebani, sono una figura a parte nella nostra legislazione e soprattutto nella nostra Costituzione. La legislazione attuale introduce una differenziazione tra migranti economici e chi fugge dalle guerre, assicurando a costoro diritto d’asilo. L’articolo 10 della Costituzione recita testualmente “Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge”. In verità il dettato costituzionale, che risale a un’epoca in cui non si producevano migrazioni di massa, é di visione assai larga. Quali sarebbero infatti i paesi africani in cui sono assicurate le libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana? Ma a maggior ragione non é quella dei talebani che vogliono imporre le leggi della Sharia. E dunque appaiono stonate le distinzioni introdotte da Salvini tra padri e figli, che avrebbero diritti differenti e che non potrebbero ricongiungersi in Italia. Stonate e anche decisamente disumane. Certo se i profughi, come appare ormai evidente, superano quota mezzo milione, andranno suddivisi equamente tra i vari paesi europei, più che imposti ai paesi confinanti mediante finanziamenti appropriati. L’Europa dimostri finalmente di esistere e di giocare un ruolo di primo piano nell’assistenza internazionale. Quarto: nessuno, sono rare le eccezioni, si chiede chi ha mantenuto e finanziato la guerra dei talebani che é durata vent’anni e che ha finito per avere la meglio sul resto del mondo. Quanti miliardi saranno serviti per le spese degli armamenti, per spese di reclutamento e di formazione alla guerriglia, per il mantenimento dei gruppi che formavano un autentico esercito più o meno regolare? Ha risposto Zamir Kabulov, l’inviato speciale del presidente russo in Afghanistan e direttore del secondo dipartimento Asia del ministero degli Esteri russo: “I Talebani sono stati sostenuti da alcune fondazioni islamiche situate, come si capisce, nella regione del Golfo Persico, dove hanno ricchi sponsor”, ha detto Kabulov alla stazione radio. L’ex capo della Cia Panetta ha parlato anche del Pakistan. Ora, un momento. Il principale paese affacciato sul Golfo Persico é quell’Arabia saudita storicamente legata agli Stati uniti, e il Pakistan é un paese così amico della Nato che il presidente Obama giudicò, nel dicembre 2010, meritevole di uno stanziamento di due miliardi di dollari per la lotta al terrorismo. Forse anche da queste sottovalutazioni ed errori si comprende la clamorosa dèbacle occidentale. Quinto. La Cina, la Russia e la Turchia sono gli unici paesi che continuano a mantenere le loro ambasciate a Kabul. Il motivo è evidente. Sono i tre paesi più attivi nello scenario orientale e mediorientale. E l’Afghanistan fa gola. L’Afghanistan è dotato di una ricchezza di risorse naturali, inclusi vasti giacimenti di gas naturale, petrolio, carbone, marmo, oro, rame, cromite, talco, bariti, zolfo, piombo, zinco, minerale di ferro, sale, pietre preziose e semipreziose e molti elementi di terre rare. Nel 2006, un sondaggio geologico degli Stati Uniti ha stimato che l’Afghanistan ha fino a 36 trilioni di piedi cubici di gas naturale, 3,6 miliardi di barili di riserve di petrolio e di condensato. Secondo una valutazione del 2007, l’Afghanistan ha una quantità significativa di risorse minerarie non combustibili non scoperte. I geologi hanno anche trovato tracce di abbondanti depositi di pietre colorate e pietre preziose, tra cui smeraldo, rubino, zaffiro, granato, lapislazzuli, kunzite, spinello, tormalina e peridoto. C’é bisogno di altre risposte?

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