Home » Nazionale

Il Conclave

26 Gennaio 2022 104 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo
L’dea di Enrico Letta di chiudere i leader dei partiti in una stanza cum clave (cioè a chiave, da cui deriva Conclave, luogo conosciuto per eleggere i papi) non ha avuto successo. D’altronde nel Conclave, da quell’elezione di Gregorio X nel palazzo papale di Viterbo dove gli abitanti avevano rinchiuso i cardinali perché non si decidevano a eleggere il papa, ci sono tutti i cardinali, mentre nel Conclave lettiano solo l’elite dei parlamentari.

Ma siccome questo Parlamento più di qualsiasi altro pare non risponda, se non parzialmente, agli ordini di scuderia, richiudere qualcuno a chiave potrebbe essere anche pericoloso. In Parlamento pullulano una quindicina di gruppi politici, peraltro, molti, a cominciare da quello dei Cinquestelle, ma il Pd non è una virtuosa eccezione, alquanto frastagliati. L’Italia é vittima di un’illusione bipolare e addirittura bipartitica secondo le aspirazioni veltroniane. Maggioritaria per finta, come l’hanno disegnata Segni e Mattarella. La verità é che nonostante gli sbarramenti i partiti si camuffano alle elezioni e si moltiplicano dopo. E partoriscono gruppi e gruppetti, correnti interne e movimenti. Si abbia il coraggio di fare un bilancio di questi trent’anni di malapolitica. E si riscoprano le storie e le identità, come in Europa. Riprenderemo l’argomento, anche quello della riforma presidenziale e dell’elezione diretta del presidente della Repubblica. Ma torniamo al Quirinale. Oggi Mattarella é stato votato da decine di parlamentari, mentre nessuno, o quasi nessuno, ha votato Draghi. Se non si contraddice Mattarella ha dichiarato che il suo ruolo, e non solo il suo mandato, é scaduto. Draghi resta invece coi piedi in due palazzi: Chigi e Quirinale. Preferirebbe sette anni tranquilli al Colle piuttosto che un anno travagliato al governo. E’ nell’interesse dell’Italia? Ma non dipende da lui. Adesso i giochi si aprono davvero. Da domani basta la maggioranza semplice per eleggere il presidente. Delle due l’una. O nella notte si troverà l’accordo su un nome condiviso o il centro-destra giocherà la carta Casellati. Letta sostiene che la Casellati é divisiva, perché é divisivo tutto quello che non piace a lui. Ma sic rebus stantibus la Casellati difficilmente passerà. Venerdì potrebbe essere il giorno buono. Se la Casellati o chi per lei non dovesse passare, allora si andrà su Draghi, o in subordine su Amato o Casini. Non penso che, qualsiasi dovesse essere l’esito, cadrà il governo. Non si é mai visto un governo dimettersi a causa di un presidente della Repubblica, comunque venga eletto. Anche dopo un conclave che si concludesse con l’ennesima fumata nera…

Leave your response!

Add your comment below, or trackback from your own site. You can also subscribe to these comments via RSS.

Be nice. Keep it clean. Stay on topic. No spam.

You can use these tags:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

This is a Gravatar-enabled weblog. To get your own globally-recognized-avatar, please register at Gravatar.