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Effetto Di Maio

19 Giugno 2022 92 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo
Venga espulso, come si é soliti fare in casa Cinque stelle, o sbatta lui l’uscio, Giggino Di Maio romperà. In verità il nostro ministro degli Esteri da tempo interpreta un testo che con la commedia grillina c’entra come i cavoli a merenda. Moderato, governista, europeista, occidentalista, filo Nato, sulla aggressione all’Ucraina ha dato sfoggio della sua giusta intransigenza.

Non sono solito parlare delle persone, ma del loro comportamento politico e quello di Di Maio non ho faticato, io che mi considero un avversario irriducibile del populismo a Cinque stelle, ad apprezzarlo. Certo si può dire tutto il male possibile di certi suoi affondi sui parlamentari, della trovata del balcone fiorito come in una festa di studenti gaudenti felici dopo la laurea per celebrare il reddito di cittadinanza che cosi come é concepito ha procurato più danni che utilità, o della legge costituzionale sostenuta dallo stesso Di Maio per tagliare i parlamentari a fette di salame e altro ancora. Ma in politica si cambia e un dirigente deve essere valutato per le sue scelte e per le conseguenze che queste determinano. La dichiarazione di Di Maio che accusa i Cinque stelle di Conte di essere ritornati “al partito dell’odio” e di volere destabilizzare Draghi e il suo governo con la stravagante idea di non inviare più armi offensive alla resistenza ucraina, sembra scaturita da un endorsement di stampo renziano o calendiano. Questa offensiva che porterà con Di Maio anche un buon gruppo di parlamentari grillini in cerca di rielezione spezza d’incanto l’asse Pd-Cinque stelle, che già fortemente indeboliti nei sondaggi e alle elezioni amministrative saranno oltretutto danneggiati dalla scissione a destra di Di Maio dopo avere subito una scissione a sinistra da Di Battista. L’eterogeneità dei fini funziona anche in politica. Questo determinerà un successivo evento e cioè la costituzione di un nuovo centro-sinistra con l’apporto del centro, chiamiamolo così anche se la dizione non é corretta, di Azione, Più Europa e Italia viva. Manca ancora il tassello del candidato alla presidenza del Consiglio ma vedo che se nom direttamente capeggiata da lui, si va formando anche una lista che intende esibire un’agenda Draghi. E ci siamo, quasi.

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