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Ma tutto questo Conte non lo sa…

26 Giugno 2022 169 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo
Che la guerra e anche le sanzioni provochino problemi anche a noi, questo era evidente fin dall’inizio. Che la rincorsa all’approvvigionamento del gas dai paesi africani, che dovrà ridurre la dipendenza dalla Russia dal 40% al 25%, non basti a garantire il normale consumo delle aziende e delle famiglie per il prossimo inverno, era prevedibile.

Che occorra punire severamente chi alza a sproposito il costo delle bollette per specularci su è doveroso. Che sia necessario sostenere le famiglie e le imprese danneggiate o per mancanza di mezzi o per chiusure di mercati è urgente. Così com’è sacrosanto che l’Europa stabilisca il prezzo massimo dell’energia per tutti i paesi e che congeli ancora il patto di stabilità. La domanda é la seguente. Quale prezzo siamo disponibili a pagare per sostenere la resistenza ucraina? Ma prima ancora di questa domanda ce n’è un’altra, preliminare. Per cosa stanno combattendo gli ucraini? Nell’editoriale di oggi sul Corriere Galli della Loggia descrive bene gli orrendi crimini di guerra commessi dai russi. Non quelli che sono loro attribuiti, anche i più brutali, per ragioni militari e nemmeno quelli perpetrati come danni collaterali, come sono definiti con linguaggio burocratico le stragi di innocenti vittime di bombardamenti. Qui c’é dell’altro, secondo decine di testimonianze ritenute affidabili. Ci sono civili innocenti assassinati volutamente, ci sono ragazzi uccisi con insana malvagità, ci sono migliaia di bambini (sarà pur eccessivo il numero di 300mila diffuso dalle autorità ucraine, ma insomma) deportati in Russia con l’evidente proposito di stampo nazista della russificazione delle nuove generazioni ucraine. L’obiettivo di Putin, per lui l’Ucraina semplicemente non esiste, è quello, esplicitamente esposto, di riedificare i confini dell’impero russo, diffondendone cultura, linguaggio, appartenenza (quanti sono i passaporti russi rilasciati nelle parti occupate e come si spiega l”espropriazione del grano ucraino poi venduto all’estero?). Anche la relativa autonomia concessa da Lenin alle varie nazioni dell’Unione sovietica è, a suo giudizio, contestabile. Il suo nume ispiratore è Pietro il grande. E del suo grande zar il presidente russo tiene il ritratto dietro la scrivania. I suoi accoliti, Medvedev o Lavrov che siano, sparano contro l”Occidente che sarebbe in crisi o addirittura alla fine del suo ciclo. Ne contestano i valori di libertà, di tolleranza, di rispetto per l’autonomia dei popoli che per noi sono virtù inalienabili. E perfino il rispetto degli omosessuali, come ha esplicitamente dichiarato il guerrafondaio patriarca russo Kirill. In questo contesto l’avv. Conte, ammiraglio di un imbarcazione che sta affondando, parla di stop alle armi e di negoziato. Ma quale negoziato? Come si dovrebbe convincere Putin a negoziare? E su cosa? E gli ucraini, che giustamente non hanno la minima idea di concedere alla Russia una parte del loro territorio, quale esito del negoziato dovrebbero accettare? E Putin, che dovrebbe essere processato come criminale di guerra, potrebbe, per non essere umiliato, festeggiare così la sua vittoria? Tutto questo, come Alice nella bella canzone di De Gregori, Conte proprio non lo sa. Ma sopratutto quale sarebbe la conseguenza di un negoziato che consentisse ai russi  di celebrare la spartizione dell’Ucraina? Si chieda ai moldavi e ai georgiani in che situazione si troverebbero, loro che al contrario dei paesi baltici non sono protetti dell’alleanza atlantica. E come si troverebbero i finlandesi che ancora non sono stati ammessi alla Nato e che hanno già assicurato di essere pronti a combattere qualora venissero attaccati. E in quale stato si sentirebbe la Polonia che ancora ricorda la strage staliniana di Katyn dove decine di migliaia di funzionari militari e civili vennero massacrati dopo l’accordo Ribbentrop-Molotov che spartiva il paese in due. Sono domande che hanno un’unica risposta.

 

E’ necessario fermare Putin in Ucraina per un futuro di pace e libertà per i nostri figli e nipoti. La resistenza ucraina è la nostra resistenza. Magari non quella di Conte. A meno che qualcuno gli spieghi perchè lui questo proprio non lo sa…

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