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La presidenta?

23 Ottobre 2022 133 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo
Non vorrei ripetere quel che si é detto in questi giorni. Che sia la prima volta dall’unità d’Italia ad oggi che una donna é chiamata a presiedere un governo italiano, e come mai sia stata la destra e non la sinistra a innovare un’abitudine consolidata, che il governo formato non sia particolarmente attestato sulla linea del Piave del conservatorismo nazionalista, che Nordio sia un ottimo ministro della Giustizia d’impronta liberale e garantista.

Quello di cui vorrei trattare non é neanche il rapporto tra questa destra e il fascismo che in occasione del centenario della marcia su Roma si troverà a dover prendere le distanze financo in modo eclatante, nonostante tutti noi conosciamo i sentimenti di La Russa e compagnia verso l’antico regime. E neanche dei rigurgiti di laicismo che sorgono anche in modo giustificato a fronte della nomina della Roccella a ministro della famiglia e della proposta di legge di Maurizio Gasparri sui diritti del feto. Di Berlusconi e delle sue sciagurate giravolte sull’Ucraina abbiamo già detto. Sono convinto che Tajani, già promosso come ministro affidabile da tutto il Ppe, sarà fautore di una politica estera europeista e atlantista. Vorrei solo parlare dei primi appuntamenti a cui il governo Meloni é chiamato. In tema di energia l’ottimo lavoro di Mario Draghi, che grazie ai nuovi contratti con l’Algeria e con altri stati africani e l’approvvigionamento di gas liquido americano, ha già dimezzato la percentuale proveniente dalla Russia, dal 40 al 20%, si é recentemente concluso con il documento votato al Consiglio europeo che prescrive alla Commissione di decidere in tema di prezzo del gas. Questo consentirà, il suo costo é già passato da oltre 300 megawat ora sotto i 100 ed é destinato a scendere ancora, di marciare spediti verso l’autosufficienza entro il 2024, soprattutto se a Piombino verrà installato un rigassificatore. La Meloni saprà convincere il suo compagno di partito sindaco a recedere? Sganciare il prezzo del gas dalle speculazioni del mercato di Amsterdam é non solo un’operazione coraggiosa di stampo europeista, ma anche un’azione che esprime un segno socialista e non liberista e nazionalista, come invece fino all’ultimo intendeva manifestare il cancelliere Scholz. Lo dico per i fanatici del Pes. Chi é il nazionalista tra Scholz che stanzia 200 miliardi di euro per il prezzo dell’energia dei tedeschi e si oppone fino all’ultimo al prezzo comune del gas e Draghi che dopo alterne vicissitudini riesce ad imporlo nonostante la ritrosia tedesca? La Meloni pare su questo in continuità con le scelte di Draghi. Lo verificheremo meglio. Subito occorrerà un nuovo decreto, dopo gli altri due che hanno stanziato complessivamente 60 miliardi, per famiglie e imprese. Sarà inevitabile uno scostamento di bilancio? Anche questo lo vedremo. Altro tema urgente é la gestione del Pnrr, che é di complessivi 200 miliardi circa di investimenti. La Meloni ha parlato di sua revisione. Se si tratta di un necessario aggiornamento dei costi delle opere nulla qaestio, se si tratta di una revisione che tocchi l’impianto generale del piano e l’elenco delle opere attenzione. Si rischia grosso. Il fatto che il Pnrr sia stato tolto alle competenze del ministro delle Infrastrutture Salvini (uno smacco dopo aver affidato il ministero degli Interni non a lui ma al suo ex capo di gabinetto Piantedosi) e affidato a Fitto, assieme alla delega sui rapporti con gli organismi europei, la dice lunga sulla diminutio del segretario della Lega. Altra questione urgente, ma ne esistono molte altre, riguarda il decreto di rifinanziamento degli aiuti militari all’Ucraina. Dopo le esternazioni di Berlusconi e le recenti posizioni di Salvini é facile pensare che la maggioranza terrà. Più difficile e scommettere sull’unità delle opposizioni, col Pd e il Terzo polo decisamente favorevoli (ma tutto il Pd?) e con Conte e Fratoianni contrari. Cosa che farebbe ritenere il centro-sinistra un luogo dalle divisioni perenni, sia quando governa sia quando si oppone. Su questo di una retragona coerenza. Ultima nota di colore. La Meloni é presidente e non presidenta, il ministro donna non é ministra, come l’avvocato donna che abbiamo fatto definire avvocata e l’architetto architetta (su questo meglio non fare ironia). Passino la sindaca e l’assessora. Ma la presidenta del Consiglio non l’avremmo retta…

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