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Edoardo e Leopoli

6 Luglio 2023 133 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Edoardo Crisafulli, responsabile culturale dell’ambasciata italiana a Kiev, nostro compagno e collaboratore de La Giustizia, ci avvisa da Leopoli, città a poche decine di chilometri dal confine polacco, dove risiede: “I russi stanno bombardando fino a qui. Scrivetelo. Mi vergogno degli intellettuali italiani, all’80% filo putiniani. E comincio a rivalutare Oriana Fallaci”.  Credo che Edoardo, forse esagerando un tantino la percentuale dei cervelli italiani, abbia sostanzialmente ragione. E’ di pochi minuti fa la notizia che l’attacco missilistico su Leopoli ha causato cinque morti. Che i russi si siano spinti fino ai confini polacchi, spiega la determinazione della Polonia stessa nell’accoglienza generosa ai profughi ucraini e la decisione, assai precedente negli anni l’invasione all’Ucraina, di aderire alla Nato. Ormai non c’é più differenza tra obiettivi militari e civili, non c’é differenza tra aree da occupare e martoriare con bombe e cannonate. Leopoli non é nel Donbass, non é in Crimea. Crollano scuole e ospedali, teatri e ristoranti. Muoiono vecchi e bambini. I russi tentano l’offensiva a largo raggio dopo aver perso decine di chilometri a Est, appunto nella zona di Backmut e Mariupol. Più complicato é sapere esattamente dove si trovi Prigozhin. Se il terribile capo della Wagner, dopo il fallito pseudo golpe, é persona dotata di buon senso, sarà non certo nella filo putiniana Minsk, né tanto meno a San Pietroburgo, dove Lukashenko dichiara si trovi. La condanna a morte decretata da Putin lo avrebbe già colpito perché, come canta il marchese di Posa nel Don Carlo, “la vendetta del re non poteva tardare”. Adesso di Progozhin si scopre di tutto. Che era un sanguinario, un bandito, un drogato, un mafioso. Adesso, ovviamente, e da parte russa. Fino a ieri era un patriota. Quanto all’osservazione sugli intellettuali italiani (di sinistra e di destra) non fa certo eccezione quella Bianca Berlinguer che ha ospitato decine, centinaia di volte, il professor Alessandro Orsini, il teorizzatore, un po’ come Medvedev, dell’inevitabilità dello scontro atomico, e adesso viene accolta con l’aureola della salvatrice nelle libere reti Mediaset, mentre si ergono a colpevolizzare l’Occidente i vari Moni Ovadia, Santoro, Travaglio, da sinistra, e i soliti Borgonovo e Cardini, da destra. Solo in Italia in tv ha trovato spazio la portavoce di Lavrov Maria Zukharova, solo in Italia una tv berlusconiana ha addirittura concesso un’intervista allo stesso Lavrov, solo in Italia gli spazi televisivi dei vari talk show sono largamente frequentati da filo putiniani, da Di martedì a Otto e mezzo, anche da giornalisti russi di regime. Solo in Italia esiste un partito, Sinistra italiana, che propone ancora l’uscita dell’Italia dalla Nato, solo in Italia esiste un partito, i Cinque stelle, che prima vota a favore dell’invio delle armi agli ucraini e poi fa marcia indietro. Hai ragione, Edoardo, e sai cosa mi aspetto adesso? Una conversione di Elly Schlein. I suoi “se e ma” alla posizione tenuta precedentemente da Enrico Letta fa presumere una conversione al pacifismo in stile Landini. Ci aspettano brutti giorni. Edoardo, pazienza e soprattutto prudenza. Pensa innanzitutto a portare a casa la pellaccia. E’ importante anche per noi. Un fraterno abbraccio, tuo mauro.

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