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Compagno Allende non morirai mai

11 Settembre 2023 198 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Avevo anche scritto una canzone dopo il colpo di stato in Cile. Nel 1973 suonavo la chitarra e avevo anche composto un gruppo musicale prevalentemente folk. “Compagno Allende”, diceva la canzone, “non morirai mai, resterai il simbolo di libertà”. Ero rimasto sconvolto da una violenza criminale scatenata contro un governo democratico, che aveva avuto la fiducia del popolo alle elezioni del 1970. Era una via democratica al socialismo che sfidava il metodo castrista e anche quello sovietico. Era il metodo dei socialisti democratici. Per di più Allende era un socialista che capeggiava un governo di Unitad popular che gli Intillimani celebravano così: “Pur que sta vez non se trata de cambiar un presidente sera el pueblo che construja un Chile bien differente”. Mi capitò anche di parlare, poco dopo, in un palasport strapieno e gli altri movimenti giovanili concessero proprio a me il privilegio di intervenire anche a nome loro. In fondo era giusto così. Allende era socialista come me. E c’era Rafael Alberti e appunto gli Intillimani che da allora accompagneranno con le loro musiche tutte le manifestazioni pro Cile. Sono trascorsi 50 anni e sembra ieri. Invecchiando ho un po’ misurato le mie antiche passioni, ma mi resta, se penso al Cile, un ricordo composto da ragioni e da torti netti e ben definiti. Da un lato la forza della ragione di chi credeva nella democrazia e nel progresso di un popolo, dall’altro il torto di chi ha impedito a un governo democraticamente eletto di governare, con la forza dei bombardamenti al Palazzo de la moneda, dove foto ritraggono Allende con il fucile in mano pronto a combattere e a morire. E che dire degli omicidi, delle torture, degli esili dei cileni anche in Italia. La guerra fredda riservava ingiustizie e violenze non solo a chi stava di là dal muro. Son trascorsi 50 anni e tutto ə mutato. Nel continente caserma, l’America latina, oggi trionfa la democrazia, e i dittatori sanguinari come l’argentino Videla, hanno conosciuto processi e dure condanne, Pinochet é stato messo da parte nel 1990 anche se rimase comandante dell’esercito fino al 1998, quando fu arrestato a Londra. Estradato fu posto agli arresti domiciliari e sottoposto a un processo che, per lo stato di salute dell’imputato e per la sua sopravvenuta morte, non ebbe mai luogo. Il governo italiano, di centro destra, ha condannato il colpo di stato e la dittatura militare in Cile e cosi quello francese. In Cile ci sono invece ancora alcuni partiti che la rimpiangono. La forza della democrazia.

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