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Italicum o Europeum?

6 Novembre 2023 193 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Una contraddizione della bozza Casellati, l’ha ben inquadrata Flick, sta nel voto popolare e nel voto di fiducia. Può un premier eletto dal popolo chiedere e magari non ottenere la fiducia delle Camere? A quel punto possono le Camere andare contro la volontà popolare? Può insomma il premier eletto a suffragio universale dimettersi da premier per volontà del Parlamento? La Costituzione afferma il contrario. Può una legge votata dal Parlamento essere abrogata dal popolo e addirittura una legge di riforma costituzionale, anche se approvata con le procedure contemplate dall’articolo 138, deve essere sottoposta al voto popolare per entrare in vigore a meno che non sia approvata dai due terzi del Parlamento. La bozza contempla invece che il premier eletto dal popolo, poi vediamo in quale forma, perché ancora non si capisce, debba ricorrere alla fiducia parlamentare e che per una volta, se decade col voto di fiducia, essere sostituito da un altro presidente non eletto. Si verrebbe a creare di fatto una disparità di poteri tra il presidente eletto e quello solo designato. Ma a quest’ultimo, qualora decada, verrebbe addirittura riservato un potere in più: quello di sciogliere il Parlamento. Con quale meccanismo dovrebbe poi essere eletto il premier? Inutile girarci attorno. Per avere una maggioranza sicura o si ritorna al Porcellum, incostituzionale perché non fissa una soglia minima, o al doppio turno. Ma tra due coalizioni, le prime due del primo turno. A quel punto una si prende la maggioranza dei seggi e l’elezione del premier. Il ballottaggio nazionale tra due coalizioni non esiste neppure in Francia, dove il doppio turno per l’elezione dei parlamentari é di collegio e solo quello tra i candidati alla presidenza della Repubblica é nazionale. Torna in qualche misura l’Italicum. Ma allora perché fare una riforma costituzionale. Basterebbe rilanciare la riforma di Renzi e gli effetti sarebbero gli stessi. Il presidente del Consiglio sarebbe espressione della coalizione che al secondo turno conquista la maggioranza assoluta. A che serve il finto premierato, oltretutto subordinato alla fiducia e al possibile cambio in corsa? L’Italicum, come del resto il premierato, sarebbe tuttavia un unicum nel panorama internazionale. La scelta del doppio turno, valida per l’elezione dei sindaci, o del presidente della Repubblica francese, non esiste come duello nazionale di coalizioni. Trattate alla stregua di una corsa di cavalli. Era il difetto dell’Italicum. Torniamo a ribadirlo. I modelli restano due. O si va verso il presidenzialismo, o il semipresidenzialismo, alla francese. O si guarda al modello tedesco. Col cancellierato e la legge proporzionale con sbarramento. Inventarci altri italicum, noi che amiamo molto la nostra originalità, e che disponiamo di cinque leggi elettorali in contrasto tra loro (prevalentemente maggioritaria per le politiche senza preferenze, proporzionale con preferenze per le europee, proporzionale con preferenze e premio di maggioranza a un turno per l’elezione dei governatori regionali, proporzionale con preferenze ma a due turni per le elezioni dei sindaci in comuni superiori ai 15mila abitanti, maggioritario per i comuni inferiori ai 15mila abitanti) sarebbe ora che guardassimo i buchi del nostro ombelico. Ad esempio sulle preferenze e sui turni. Alle elezioni politiche le preferenze sono state abolite perché, si dice, causa potenziale di corruzione e il Parlamento non é eletto ma nominato, mentre alle europee, alle regionali e alle comunali permangono perché evidentemente non causano pericoli, i turni sono unici alle politiche, alle europee e alle regionali, e doppi alle comunali. Cioè un governatore regionale può essere eletto se arriva primo anche col 25%, mentre per un sindaco occorre il 50 più uno che, se non ottenuto al primo turno, si conquista al secondo. Credo che nessun paese europeo disponga di un così elevato numero di leggi elettorali con diversità palesi e razionalmente incomprensibili. E noi pensiamo di aggiungervi una nuova legge per giustificare il premierato. Se noi anziché inseguire l’ennesimo Italicum pensassimo per una volta a um Europeum non sarebbe male. O dopo essere stati l’unico paese europeo con un forte partito comunista che non voleva andare al potere col 51%, per diventare l’unico paese europeo ove sono stati cancellati tutti i partiti del novecento, vogliamo diventare l’unico paese con un premierato inesistente altrove e con un Parlamento eletto grazie a una legge elettorale sconosciuta?

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