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Per un nuovo soggetto liberalsocialista

27 Marzo 2024 133 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Chi non cambia mai idea, come dice il proverbio, é un gran coglione. Ma chi ne cambia cinque in due anni cos’é? Un genio? Ma vogliamo essere buoni.. E prendiamo atto che il Psi, parola grossa, s’intende, ha firmato l’accordo con Renzi, la Bonino e gruppuscoli vari. La lista si chiamerà Stati uniti d’Europa ed é aperta anche ad Azione di Carlo Calenda. Com’é noto ai miei dodici lettori la mia opinione é che Calenda stesso debba aderire, superando comprensibili ostacoli. Si potrebbe creare un polo riformista, di natura liberalsocialista, che potrebbe poi trasformarsi in soggetto politico. Quello che é mancato in questi trent’anni di attività politica é l’erede del Psi, che per trent’anni ci siamo illusi di rifondare. Illusione ben evidente giacché tutti i partiti della prima repubblica erano spariti e non si capiva il motivo per cui quello più tartassato, e proprio solo lui, dovesse rinascere. Noi, generalmente senza posti, prebende e da veri e propri carbonari, con sedi ricavate nei sottoscala di periferia, abbiamo tenuto duro ricostruendo una miriade di soggetti socialisti: il Si, il Ps, lo Sdi, la Lega socialista, il Nuovo Psi. ancora il Ps, Risorgimento socialista, e ancora il Psi. Il massimo risultato raggiunto é stato il 2,1% alle elezioni europee (nel 1999 lo Sdi e nel 2004 il Nuovo Psi). Da notare che nel 1994 il Psi, segretario Del Turco, passò dal 13,7% del 1992 al 2,1. Non é stata colpa dei dirigenti (anche se Craxi ha la responsabilità di non aver capito la rivoluzione del 1989 e i suoi effetti italiani), ma dopo la trasformazione del sistema politico in raggruppamento post ideologico, il primo partito post ideologico fu la Lega, e l’introduzione del sistema maggioritario, tutti i partiti della cosiddetta prima Repubblica sono evaporati. Questo solo in Italia, va detto, giacché l’Italia era un’anomalia con il più forte partito comunista dell’Occidente, e col conseguente sempre più pesante e costoso sistema politico. E’ più semplice da un’anomalia passare ad un’altra anomalia che uniformarsi alla normalità europea. Politicamente l’Italia non é mai stata europea e non é per questo divenuta europea. Lo spiraglio che potrebbe ad un tempo risolvere sia l’eredità del vecchio Psi (tutti i partiti del vecchio sistema politico hanno avuto eredi nel nuovo: i comunisti, i democristiani. I liberali, la destra missina, tranne il Psi) sia l’europeismo della politica può essere arrivato. Li vedete nelle loro sezioni i ritratti di Berlinguer, di Nilde Iotti, di Moro, di De Gasperi, di Croce, di Almirante. Ne avete visti molti di Turati, Nenni, Saragat e sopratutto di Craxi? L’eredità deve essere visibile come quella patrimoniale. La nostra non c’é. La soluzione poteva essere quella della Rosa nel pugno, frutto dell’alleanza tra due cuori che spesso hanno battuto all’unisono. E’ andata a finir male. Poteva essere Più Europa, o Azione o Italia viva con la quale abbiamo dato vita a un gruppo senatoriale, ma il Psi non ci ha sentito e ha guardato da un’altra parte, dalla parte del Pd in nome del socialismo europeo. Finendo nella lista del Pd, con l’aggiunta di democratici e progressisti. Di socialista nemmeno un cenno. E nemmeno un eletto. Mi permisi al congresso di indicare la via del terzo polo. Scomunicato. E dopo le elezioni scomunicato anche Intini, messo in minoranza. Il Psi ha guardato all’estrema sinistra, a Fratoianni e a Bonelli e abbiamo duramente contestato la scelta. Poi d’incanto si é convertito sulla via di Renzi, la via che personalmente avevo suggerito e che mi é costata l’emarginazione politica, assieme a quella di Nencini, Pastorelli, Crema, Buemi, tutti terzopolisti d’accatto. Non importa. Quel che conta é il presente. Del doman non v’é certezza, diceva il poeta. E invece bisognerebbe anche pensare al domani. E cioè non solo a un polo elettorale ma a quel partito liberalsocialista che ci ha proposto Calenda e che mi auguro possa essere accettato anche dagli altri possibili partner, superando appartenenze, denominazioni, personalismi, gelosie. Mali antichi dei partiti laici e uno dei motivi della loro minorità.

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