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Di Pietro, genitore di Berlusconi, e il giustizialismo suo potente alleato

21 maggio 2009 711 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Niente da fare. L’idea che Berlusconi si possa battere per via giudiziaria non è ancora morta. E d’altronde ogni volta che si parla di giustizia il consenso al premier sale. Non è un caso. Berlusconi è figlio legittimo di Di Pietro. Senza il giudice di Mani pulite non sarebbe nato il berlusconismo. Berlusconi sarebbe ancora presidente di Mediaset e non si sarebbe mostrato al Paese come l’unico in grado battere, come fece, la gioiosa macchina da guerra ispirata dal giustizialismo di chi lo generò. E dall’idea che i socialisti e i democristiani fossero tutti ladri. Oggi si rimestano ancora vecchie storie legate al finanziamento al Psi di quasi vent’anni fa. A me non interessa molto il colore politico del giudice di Milano, nè se Mills abbia mentito o meno e se abbia avuto soldi da Berlusconi. Credo debba pensarci la magistratura e credo che Berlusconi farebbe bene a non usare come uno scudo il lodo Alfano (ma se lo farà è suo diritto utlizzare quella legge). Quel che mi interessa è militare in una sinistra liberale che non usa più l’argomento giudiziario per sconfiggere l’avversario. Per essere credibile, il Pd dovrebbe immediatamente prendere le distanze, anche con una rottura solenne, da Di Pietro e dalle sue farneticazioni, che fanno sì che ancora una volta il genitore, accortosi del figlio messo al mondo, se ne voglia in tutti i modi disfare.

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