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Ballottaggi e nuovo centro-sinistra

23 giugno 2009 560 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Tutti naturalmente hanno vinto. E nessuno ha completamente torto. Complessivamente, se prendiamo a paragone gli assetti di governo precedenti, ha indubbiamente vinto il centro destra (anzi, ha stravinto, soprattutto al nord) avendo strappato 34 province, delle quali ben 22 erano di centro sinistra, e decine di comuni (compresi Prato e Sassuolo, che parevano cittadelle inespugnabili). Se però prendiamo solo i ballottaggi allora non è insensato l’anelito di rivincita che si respira nei quartieri alti del Pd. In fondo, su 22 province, 14 sono finite al centro sinistra e otto al centro destra, mentre 11 comuni capoluoghi di provincia sono stati conquistati dal Pd e dai suoi alleati contro 5 che son quelli vinti da Pdl e Lega. Anche la gioia di Casini non è senza motivo. Vittorie come quelle di Torino e di Bari portano chiaramente il marchio dell’Udc. Gioisce nel Pdl, naturalmente la Lega, che può ben vantare, nella conquista di quasi tutto il nord, la sua impronta e in particolare, da ultimo, nelle conquiste delle province di Venezia e di Milano, ma non può lamentarsi la stessa Pdl con Berlusconi assediato dal Patriziagade e difeso dal solo taciturno Minzolini. E d’altra parte, giustamente, possono cantar vittoria anche gli alleati del Pd, che sono stati ovunque determinanti nelle vittorie del centro-sinistra. Se vogliamo trarre un’indicazione politica dalla triplice consultazione, europea, referendaria e amministrativa, possiamo senz’altro affermare che l’unico vero sconftto è il bipartitismo. Nè il Pd, e neanche il Pdl, da soli possono vincere nulla e men che meno concorrere a conquistare il governo del Paese. Ormai l’idea del Veltrusconi è sepolta e nasce l’era delle nuove alleanze. Questo devono comprendere bene i socialisti. Quale è il contenitore più idoneo e più opportuno per concorrere alla nuova alleanza di centro sinistra? Questo dev’essere il tema dei prossimi mesi, da affrontare senza fretta e senza fughe in avanti, ma con la consapevolezza che lo scenario disegnato a giugno di quest’anno apre davvero una fase nuova per tutti.

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