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Il Giro di Basso, la Champions di Mourinho, il papà di Maschio

29 maggio 2010 757 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Su per quelle ispide  salite dei viottoli che conducono alla vetta del Mortirolo, graffiati da roccie e da cespugli sadici, poi giù per quelle ripide discese a dirupo sulla valle che aspetta temerari acrobati più che ciclisti e poi ancora su verso la gloria dell’Aprica, quest’anno più nervosa degli altri, ho palpitato per Ivan Basso, tanto quanto ho tremato e gioito per l’Inter di Mourinho nella notte di Coppe e di Campioni, per dirla alla Venditti. Non sono interista (come il mio amico Luigi Mazzocchi, detto Mazzocchino, che ha perso la voce e due chili al Bernabeu) e non sono bassiano. Ero piuttosto innamorato di Pantani e prina di Chiappucci e dei loro scatti frenetici, delle loro fughe solitarie e poetiche che da bambino mi avevano fatto tifoso di Charly Gaul, inarrivabile scalatore sul Bondone innevato. E però quando ci vuole, ci vuole. E l’Italia è prima di tutto. A proposito, come starà oggi il papà di Maschio, improvvisamente assentatosi con giustificazione a Pescara? Mica “per pugno a compagno di squadra”, ma per “ragioni familiari e di salute”, davvero preoccupanti.

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