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Se Lavitola è il pataccaro, povera Italia

24 Settembre 2010 986 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Ho conosciuto Valter Lavitola. Era iscritto al Nuovo Psi e proprietario e direttore dell’Avanti, quotidiano che nessuno ha mai capito perchè sia finito nelle sue mani. Mi dissero che era stato uno degli ultimi errori di Bettino Craxi, quando era ad Hammamet. L’avevo conosciuto anche prima quando era un giovanissimo militante della Fgsi. Mi era apparso già in quell’epoca un arrampicatore senza strumenti per raggiungere la vetta, che non fossero quelli di una sua smisurata ambizione manifestata sempre apertamente e spesso senza scrupoli. Poteva essere indifferentemente di destra o di di sinistra. Solo per trarne qualche vantaggio personale. Abile, anzi spregiudicato oltre il limite del lecito, Valter o, come  lo chiamava Del Michelis, Valterino, si candidava sempre a tutto. C’erano alcuni posti da designare per le elezioni alla Camera e allora si faceva avanti lui, c’era da desiganre un sottosegretario, e allora doveva essere lui, perchè, era ovvio, solo lui aveva il gradimento di Cicchitto, di Colucci, di Brancher, di Tizio e di Caio. Uscì presto dal Nuovo Psi, che suo dire non l’aveva valorizzato e attraverso Fabrizio Cicchitto entrò in Forza Italia (poi Pdl) portando in dote il suo Avanti che da allora divenne quotidiano liberalsocialista e non più socialista tou court. Fu premiato con la candidatura alle Europee del 2004. Seppe anche farsi valere conseguendo un ottimo risultato elettorale, ma senza essere eletto. Da allora ho perso le sue tracce. E solo ieri sera ho saputo dalla voce di Italo Bocchino, che sarebbe proprio lui il pataccaro sulla casa di Montecarlo di Fini. Non so se la notizia sia vera, non so se Berlusconi si sia fidato di lui, non so neppure se i suoi rapporti coi Servizi di cui si è sempre vantato (come si vantava delle amicizie più roboanti, ma anche più imbarazzanti) corrispondano a verità. Era assai più facile per lui dire cose non vere piuttosto che tacere quelle vere e i Servizi con lui più che segreti sarebbero diventati pubblici. Difficile accettare l’idea che Valterino sia il centro di un complotto che fa traballare un governo e un partito politico. Se è così è proprio il caso di affermare: siamo proprio caduti in basso. Dopo l’affare Mattei, dopo il caso Sifar-De Lorenzo siamo passati al complotto Lavitola…

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