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L’assessore in tre pezzi (da “Il Giornale di Reggio” del 14 novembre 2010)

14 Novembre 2010 1.112 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Barilli come Diogene cerca la città

Sforna idee e iniziative e getto continuo Aramis Barilli, l’uomo nuovo del calcio reggiano. Vuole smuovere la città. E la corteggia, l’amorosa, la lusinga. Propone gadget, marchi, spille, distintivi, foto, maglie, sciarpe, calze, scarpe, bigodini e cotillon e esorta tutti, come Dulcamara: “Comprate, comprate”. E magari il giorno di San Prospero, quando lui e gli atleti con mister Mangone si trasformeranno in ambulanti granata. E chiede ai commercianti: “Volete che gli abbonati vengano a voi e allora venite a me e datemi il sostegno”. Due oboli in cambio di potenziali clienti. E agli imprenditori: “Non volete esporvi in prima persona? Avete paura che se si perdono tre partite vi rompano i vetri della macchina? E allora state coperti e silenti, datemi l’obolone generoso e rassicurante. Ci penso io a espormi, voi state nel guscio e pensate all’azienda, alla famiglia e ai compiti a casa dei figli”. E agli sportivi: “Venite allo stadio. Vi garantisco che pagherete anche meno. Parcheggiate le auto davanti ai distinti, coperti e comodi, potete mangiare ai Petali o bere un caffè. Poi avete il posto numerato per 15 euro. Venite, venite e moltiplicatevi”. E Aramis Barilli, come Diogene, ha acceso il lume e cerca la città.

 Alesino, piede d’oro ci sarà?

Lui è mica un giocatore qualsiasi. Quando gira, gira la squadra. Quando si rinsecchisce, si arruginisce, si incupisce allora la ruota si blocca. E’ un giocatore d’altri tempie d’altra classe. Uno di quelli che gli amanti del calcio amano a dismisura. Uno che non caspici perchè giochi in C. E non nell’Inter, che ne avrebbe anche bisogno. Oggi. C’era una volta un certo Diamanti che a 26 anni era in C2 nel Prato e in molti si chiedevano “Ma questo qui non è un giocatore di C, perchè nessuno se ne accorge?” Se ne accorse il Livorno, poi anche l’Inghilterra e adesso il Brescia. Mercoledì se n’è accorto anche Prandelli. Peccato che Alessi, piedino d’oro, non sia più in età. Ma, secondo me, quando gioca come con la Cremonese o con l’Alessandria, potrebbe anche lui candidarsi a successore di Cassano. Oggi ci sarà? Spero di sì. Secondo me è il giocatore più determinante. Irrinunciabile. Coi suoi piedini che ti invitano a nozze…

 Don Gianni Gariselli il nostro padre Eligio?

Smilzo e di statura non elevata, don Gianni ha il dono dell’ironia, come tutte le persone intelligenti. Ama anche lo scherzo. E adesso sì è pure innamorato (si può dire di un prete?) della Reggiana, come padre Eligio del Milan di Rivera. Gliel’ha presentata quel matto di Claudio Campani che di calcio ne ha masticato come il sottoscritto di trigonometria. Eppure, da grande neofita appassionato, si sta sorbendo le gare i casa e anche in trasferta. Domenica erano tutti e due appollaiati in quel di Ravenna e alla fine hanno deciso di rilasciare a me questa dichiarazione telefonica: “Noi oggi abbiamo vinto”. Eppure la partita l’avevano vista fino in fondo…

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