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Segreteria Psi: il manifesto del socialismo liberale, il referendum contro il Porcellum, le iniziative sul 150esimo

18 Febbraio 2011 990 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

S’è svolta ieri, giovedì 17 febbraio, la segreteria nazionale del Psi, aperta da una relazione di Riccardo Nencini. Nencini ha toccato quattro punti: la situazione poltica nazionale (la crisi extraparlamentare, che però, per il momento, non si incunea nella aule della Camera e del Senato), la proposta del manifesto degli intellettuali sul socialismo liberale, iniziativa coordinata da Gigi Covatta e da Massimo Teodori, alla quale stanno aderendo molti uomini di cultura, la raccolta di firme sul referendum, lanciata già alla festa di Ferrara, contro l’attuale legge elettorale e le iniziative sul 150esimo dell’unità d’Italia, che si apriranno con una manifestazione del Psi a Roma, in piazza San Giovanni, con video  e conferenze al chiuso. Nel suo intervento Mauro Del Bue, ha sostenuto la difficoltà per i socialisti di accettare questo bipolarismo all’italiana, e a maggior ragione un nuovo bipolarismo fondato sul conflitto tra magistratura e Berlusconi. Tuttavia Del Bue ha asserito che il presidente del Consiglio non può sfuggire al giudizio e che il Paese deve essere governato. Qualora sui precipitasse verso le elezioni anticipate, cosa tutt’altro che scontata (Berlusconi sta ulteriormente allargando la sua maggioranza), ilPsi deve lavorare per un’unione della sinistra col centro (senza Di Pietro, come parrebbe pretendere giustamente Casini e come dovremmo pretendere a maggior ragione  anche noi) e deve presentare una propria lista, aperta o concordata coi radicali, verdi riformisti, liberali e laici. Esclusa invece qualsiasi partecipazione di socialisti in altre liste di partito. Anche Biscardini ha sostenuto più o meno le stesse tesi e Labellarte ha invece polemizzato con Del Bue sull’equidistanza supposta tra magistratura e Berlusconi. Bobo Craxi ha apertamente polemizzato con la Procura di Milano e ha avanzato dubbi sul referendum elettorale, dubbi condivisi anche da Biscardini e da Labellarte e invece contestati da Di Gioia e da Rometti che, assieme a Rita Cinti Luciani, hanno sottolineato l’importanza di una mobilitazione del partito su questo tema. Bartolomei è stato l’unico a criticare una visione di socialismo liberale stile anni ottanta (dunque anche alcuni passaggi del manifesto) che a suo giudizio non sarebbe confacente con le esigenze della proposte dalla crisi economica e sociale dell’Europa e dell’Italia, crisi al centro dell’intervento di Sollazzo. Di Lello ha illustrato la campagna di tesseramento del 2011 al partito e alcune innovazioni rispetto alla precedente (il costo di 25 euro, 15 alla direzione, 5 ai regionalie 5 alle federazioni, mentre i giovani sotto i trent’anni avranno un costo tessera di 15 euro e contestualmente l’adesione alla Fgsi). Alla fine è stato uguamente approvata l’iniziativa del manifesto, della raccolta di firme referendaria (i cui contorni sono stati precisati da Gianfranco Schietroma) e delle attività rivolte al 150esimo.

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