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Hume, il mio amico Artemio e le onde magnetiche

11 aprile 2011 1.208 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Di Edimburgo era anche Jeames Clerk Maxwell, che inventò il campo elettromagnetico. E da qui poi presero inizio gli studi per la realizzazione delle onde elettromagnetiche, che solo negli anni ottanta dell’Ottocento Einrich Hertz riuscirà poi a produrre davvero. Maxwell visse nella prima metà dell’Ottocento. Eppure secondo Artemio, reggiano della seconda metà del Novecento, ex dipendente del Palasport e ora pensionato in preda a lucide allucinazioni e preveggenti elaborazioni fisiche e metafisiche, dunque filosofo contemporaneo tra i migliori, da allora il mondo è radicalmente cambiato e non in meglio. Sì, perchè a causa di questa importante e rivoluzionaria scoperta si è poi prodotta una conseguenza criminale. Grazie alle onde elettromagnetiche, infatti, tutti gli uomini sono quotidianamente controllati e anche disturbati. Artemio o Artemius, filosofeggiando nei pressi d’un campo che, come quello greco, si chiama di Marte, e sempre attorniandosi di un seguito numeroso di attenti uditori, ha svolto una attenta ricerca sulle conseguenze letali di una scoperta scientifica positiva. Come quella dell’energia atomica. Secondo la sua ricerca per nulla intuitiva, ma individuata col metodo sperimentale, su se stesso, e che verrà presto pubblicata, le onde magnetiche vengono oggi utilizzate a fin di male, da organizzazioni criminali, facenti capo a mafie e massonerie segrete, col solo compito di controllare l’individuo, di non farlo ragionare, di procurargli insonnia e anche gravi deformazioni psichiche. Il tutto per consentire al sistema di reggere. Pazzo? Forse solo in minoranza, per dirla con Hume. Anche perchè è sempre più provato che i sistemi moderni si reggono sui controlli e sulle evoluzioni indotte da nuovi strumenti tecnologici. Pensiamo al potere delle intercettazioni telefoniche e a quello, ancora più subdolo, delle spollecitazioni e dei controlli telematici ed elettronici. Il mondo vive sottoposto alla pressione di radiazioni ionizzanti e non, sempre pericolose per la salute degli individui. Per quanto riguarda le radiazioni ionizzanti è evidente che possano produrre mutazioni del Dna e delle cellule in senso cancerogeno. Insomma la teoria artemiana potrebbe reggere bene anche se agli effetti negativi citati egli aggiunge il suo punto d’arrivo filosofico: e cioè l’uso che il potere fa delle onde nel controllo delle menti umane. Artemius forse esagera quando ritiene di dover difendersi dalle onde con il plexiglass, col quale si copre ogni giorno, o quando pensa di difendersi dall’insonnia indotta con un tubo di metallo che si usa per le condutture dell’acqua. Esagera. Diciamo che si cura così e qualche beneficio pare l’abbia conseguito. Esagera anche quando ritiene che la calvizie sia un prodotto del campo elettromagnetico perché anche prima dell’Ottocento esistevano i calvi. Alla sua osservazione che nessuno lo può provare Hume sarebbe assai sensibile. Ma che Caio Giulio Cesare sia sempre stato riprodotto come calvo, questo risulta indiscutibile. Artemius osserva che anche i ritratti e i libri sono stati artefatti. E questo è almeno assai dubbio. Ma con Hume diremmo che è però difficile dimostrare che non lo siano stati. Più facile, invece, assecondare un’altra sua geniale e recente scoperta, e cioè che le moderne case farmaceutiche internazionali siano state ormai tutte acquisite dai proprietari dei campi elettromagnetici e dunque siano oggettivamente interessate a fare ammalare la gente per poi poterla curare. Dalla produzione del danno al consumo della sua cura, dunque, sulla pelle di noi tutti. E che i suicidi siano tutti omicidi cammuffati e indotti è un’altra delle sue più recenti scoperte. Che, se studiata e approfondita al di fuori dello schematismo artigianale che lo contraddistingue, non è per nulla sbagliata. Artemius aggiunge anche che il mondo è pieno di quel che lui definisce “ergastolani impuniti”. Un ossimoro efficace per incolpare la maggior parte della popolazione del suo tempo di subalternità al crimine organizzato. E al rifiuto della sua sollecitazione ad impugnare, se non le armi, almeno le menti per la nuova liberazione dal potere. Artemius passerà alla storia della filosofia, molto più di qualsiasi altro pensatore dell’attualità. Inventore di un nuovo modo di pensare, di agire, di vestire, di dormire, di mangiare, di parlare, e perfino di andare in biciclettta, non si accontenta di leggere i libri artefatti e di accettare a scatola chiusa le loro verità. Con la matita blù egli passa il tempo a correggere errori e ad applicare il suo schema interpretativo che cambia il senso degli avvenimenti. Un nuovo Messia. Che predica, per ora, nel deserto e nel campo… di Marte

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