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Lettera di Del Bue a Nencini sui referendum

6 Giugno 2011 895 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Caro Riccardo, penso che alla segreteria di mercoledì si dovrà pur dire qualcosa sui quattro referendum della domenica seguente. Ho maturato alcune convizioni che ti esprimo fraternamente, ma altrettanto francamente. Credo che d’ogni parte si veda  nella vittoria dei referendum la nuova sconfitta di Berlusconi, il bis del cappotto meneghino-partenopeo, la nuova ondata arancione cha avanza. E’ ovvio che tutto si giochi sul quorum (perfino Di Pietro se n’è accorto e per questo sta tentando di flirtare cogli elettori del Pdl). Penso tuttavia che non sarà facile raggiungerlo. E che dunque il rischio si presenti. Ma ad ogni modo noi socialisti dobbiamo invitare tutti alla partecipazione. Anche perchè è evidente che il successo dell’astensione sarebbe oggi, per le scelte discutibili compiute dal Pd, una sconfitta della sinistra. Diciamo che dobbiamo farci carico delle decisioni a mio avviso pericolose assunte da altri. Lo capisco. Nel merito dei contenuti dei referendum ti esprimo le mie considerazioni. Svolgere due referendum sul nucleare dopo altrettante tragedie (Chernobil nel 1987 e Fukushima ora) non consente discussioni. Non capisco bene su cosa si debba votare poichè in Italia esistono solo referendum abrogativi. Nel 1987 si abrogarono le norme previste dal piano energetico nazionale, oggi dovremmo abrogare le norme di un piano che è stato ritirato. Ritirato, come ha confessato candidamente Berlusconi, solo per paura di perdere il referendum. Capisco l’obiezione. Vabbè, e allora possiamo anche dire sì. Sì all’abrogazione di non so cosa, ma insomma sì all’abrogazione. Quando poi volessimo parlare più seriamente e scientificamente dell’energia nucleare avremo il tempo e non mi pare che adesso ce ne siano le condizioni. Come possiamo dire sì sul legittimo impedimento, peraltro già bloccato dalla Corte costituzionale. Anche Casini lo ha detto quel sì. Figurarsi noi. Sui referendum sull’acqua, invece, il mio parere è contrario. Ho cercato di documentarmi e mi trovo in dissenso da una visione del mercato che impone un solo interlocutore pubblico non per la proprietà e le fonti di approvvigionamento, che resterebbero comunque pubbliche, ma sulla gestione delle reti. Mi sono chiesto perchè mai dovrebbe essere abolita la gara (se il pubblico farà l’offerta migliore, più vantaggiosa per i cittadini, continuerà a gestirle lui). Poi tutta questa propaganda di basso livello con slogan “Giù le mani dall’acqua”, come se l’acqua fosse il  Vietnam, e anche “No alla privatizzazione dell’acqua” che non è in discussione. Io non sopporto la manipolazione della verità. Come l’idea che l’ingresso dei privati implichi un aumento delle tariffe del 7%. Invece il 7% (giusto o sbagliato che sia) è la remunerazione del capitale investito (in Italia c’è una perdita di acqua del 30% e una rete, soprattutto al Sud, ridotta davvero male). Io penso che noi dovremmo stare dalla parte dei cittadini e non solo delle Multiutility pubbliche che vedo stanno sponsorizzando questi referendum. E’ ovvio, le nuove norme mettono in discussione il loro monopolio. Ma siamo sicuri che il cittadino pagherà meno le bollette se sul mercato c’è solo un’offerta e le pagherà di più se ci sono più offerte? L’esperienza dice esattamente il contrario e non vale tirar fuori sempre l’esempio di Latina. Un caso non fa la regola. In linea di principio, poi, e lo dico perchè ci siamo sempre dichiarati socialisti liberali e d’accordo sulle liberalizzazioni (anche Bersani lo era, quand’era ministro, con le sue lenzuolate), non vorrei che passasse da noi la vecchia teoria di un socialismo statalista che secondo me è superato e perfino dannoso. Io sarei dunque per indicare due no. Ma sicome credo che  non saremmo d’accordo lascerei almeno su questi due referendm libertà di voto. Come credo facciano anche i radicali che di referendum se ne intendono e anche di  liberalizzazioni e che non vogliono accedere all’idea neostatalista che questi due referendum implicano con chiarezza. I mei sono naturalmente solo suggerimenti. Mi è già capitato tuttavia altre volte di trovarmi un pò isolato nella segreteria. Penso all’ idea (vostra) di procedere verso Sinistra e libertà. Forse non avevo tutti i torti. A presto, tuo Mauro Del Bue

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