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Non mettere le mani nelle tasche degli italiani?

29 agosto 2011 633 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Oggi Alessandro Sallusti su “Il Giornale” si gongola perchè Tremonti sarabbe stato messo in un cantuccio da Berlusconi e da Bossi, che avrebbero deciso di togliere la supertassa per i redditi medio-alti e di non introdurre la patrimoniale, aumentando di un punto l’Iva senza toccare le pensioni. A parte il fatto che Sallusti dovrebbe spiegare come fanno a tornare i conti in questo modo, egli commenta: “Non verranno messe le mani nelle tasche degli italiani”. Non è affatto vero perchè anche l’Iva è un costo in più che potrà essere scaricato sui prezzi, e i vari balzelli inntrodotti (dai ticket alle accise) altro non sono se non nuovi prelievi per le  famiglie  e i citadini italiani. Quello che c’è dietro l’affermazione di Sallusti e dietro l’obiettivo dei cosiddetti liberali del Pdl è l’idea che i redditi non devono essere toccati e meno che meno devono essere toccati nella loro progressività. Cioè esattamente l’opposto di quel che a mio avviso devono pensare i socialisti. Tremonti un socialista? Qualcuno continua a dirlo. Però è chiaro che sia la tassa sui redditi medio alti, sia la patrimoniale vanno nella direzione di far pagare la crisi soprattutto a chi più ha. E’ su questo che mi pare oggi si sia aperto il confronto nella maggioranza. Dispiace che l’opposizione anzichè appoggiare le posizioni più eque si rintani dietro lo scudo della soppressione dell’articolo 8 della manovra (che pure può essere migliorato secondo la positiva intesa dei tre sindacati di qualche mese addietro) e che regolamenta la possobilità di arrivare ad accordi aziendali in deroga, col consenso della maggioranza dei lavoratori. Ancora una volta una parte del sindacalismo italiano anzichè difendere i diritti dei lavoratori (e il primo dei diritti è quello all’occupazione e il secondo è quello a un salario dignitoso) difendono i diritti dei gruppi dirigenti sindacali, col bel risultato che gli operai italiani sono quelli pagati peggio d’Europa col maggior sindacato che in questi anni ha parlato d’altro.

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