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La kazakata

26 Luglio 2013 986 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Brutta storia tra il giallo e il nero quella kazaka. Una bambina e sua madre prelevate da una schiera armata di agenti e trasferite al paese di origine. Senza motivo, senza pietà. Una delle pagine più inquietanti del nostro atteggiamento verso gli stranieri, ospiti del nostro ospitale Paese. Neanche fossero pericolosi clandestini. Neanche si trattasse di sospetti terroristi. E per di piu rimessi nelle grinfie di un dittatorello che odia il loro più stretto congiunto. Certo un congiunto con l’etichetta di esule molto particolare questo Ablyazov che a Londra se la gode con milioni di sterline, dicono prelevate indebitamente dalla banca di cui era presidente in Kazakistan. Resta il groviglio delle responsabilità. È evidente che Alfano non ne è ha una diretta. Nessuno penso gli abbia riferito della illegittimità dell’operazione richiesta dall’ambasciatore kazako e, anche se c’è chi giura di avergli riferito di cosa si trattasse, dubito che il ministro degli Interni abbia ordinato un’operazione essendo a conoscenza della sua natura esplosiva. Sarebbe un sadico o un’idiota. Resta però l’evidente responsabilità politica che non si puó ignorare. Facciamo un passo indietro. Quando Moro venne ucciso dalla Bierre Cossiga si dimise immediatamente. C’entrava forse qualcosa con l’omicidio? Quando Kappler evase dal Celio si dimise Lattanzio. Non era stato certo lui a nasconderlo in una valigia. Quando si svolge una funzione politica bisogna sempre assumersi tutte le responsabilità, anche quando non sono direttamente riconducibili alla singola persona. Questa è la regola che ieri valeva e oggi non vale più. O almeno non vale per Alfano. Capisco che, con la sua triplice funzione politica, quella di vice presidente del Consiglio, di ministro degli Interni e di segretario del Pdl, un suo abbandono avrebbe determinato conseguenze politiche. Ma si poteva uscire dalla storia con maggiore dignità e coraggio. E invece questo affare kazako si è trasformato in un Kazakistan gate o poi probabilmente solo in una kazakata…. Da commedia all’italiana.

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