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Io sto con Buemi, Violante, Napolitano

10 settembre 2013 520 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Non ho proprio incertezze sull’argomento. Parto dal presupposto che Berlusconi, secondo me, si dovrebbe dimettere e lasciare il governo dov’è. Non mischiare la sua situazione, anche se ritiene di aver subito un’ingiustizia, con i destini del Paese. Non capisco però che urgenza ci sia di toglierlo subito di torno. Il Pd è entrato in fibrillazione. La base scalpita. Non ha digerito la bocciatura di Prodi al Quirinale, ha sopportato a malincuore il governo di larghe intese, adesso si ribellerebbe all’idea di non avere subito lo scalpo del cavaliere nero, dopo tre sentenze della magistratura che, secondo i suoi dirigenti, non vanno mai né commentate, né tanto meno contestate. La verità è che quel che preme all’asse Buemi, Violante, Napolitano, è permettere che l’eliminazione istituzionale del leader del principale partito italiano, tuttora tale alla luce dei sondaggi, sia frutto di una corretta interpretazione della legge Severino. E metta al sicuro, per quel che si può, il governo del Paese, mettendo nel contempo al riparo l’Italia da avventure e rischi gravissimi. Oggi i giuristi sono divisi sulla retroattività delle prescrizioni normative della legge. Oltre tutto la Corte d’appello, alla quale è rinviata la quantificazione degli anni di esenzione dai pubblici uffici del condannato, dovrà riunirsi il 19 ottobre e la Cassazione poco dopo dovrà essere chiamata ad approvare la nuova sentenza. Qualsiasi sia il risultato della giunta delle autorizzazioni a procedere del Senato, chiamata a decidere sugli effetti della Severino, la nuova sentenza farà piazza pulita di ogni dubbio. Perché allora non rinviare il tutto alla Corte costituzionale affinché definisca la retroattività o meno della legge Severino? Le due decisioni si accavalleranno. C’è un solo vantaggio politico da questa scelta. Qualora il Pdl accedesse a questa determinazione, che costituisce la prima eccezione contenuta nella relazione Augello, dovrebbe poi accettarne anche le conseguenze. E se la Corte, come ritengo probabile, dovesse dichiarare legittima la retroattività della Severino non potrà gridare al complotto e mettere in crisi il governo. Non vale la pena intraprendere questa strada e scegliere questa tempistica? Cosa impedisce questo? Dispiace dirlo, ma la risposta è che lo impedisce la situazione interna del Pd e la voglia di sbarazzarsi ad un tempo sia di Berlusconi, sia del governo Letta. Mi permetto di non essere d’accordo. E sono con Buemi, Violante e Napolitano, in buona, ottima compagnia.

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