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I casi Craxi

4 marzo 2014 685 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Stefania Craxi invita Matteo Renzi, domani in visita in Tunisia, a recarsi sulla tomba di Bettino Craxi. Personalmente mi associo all’invito. Sarebbe un atto di solidarietà umana, prima che politica, di un presidente italiano a un suo predecessore, al di là delle condivisioni politiche e del giudizio sulle questioni giudiziarie. Renzi mostrerebbe una sensibilità diversa rispetto ai precedenti presidenti italiani. E dopo aver pilotato l’ingresso del Pd nel Partito socialista europeo, e credo anche nell’Internazionale della quale Craxi era vice presidente, troverebbe un altro e forse decisivo aggancio col mondo socialista italiano. Non solo con quello aggregato da noi, poca cosa in verità. Ma anche con le disperse membra di una più vasta area collocata altroveHo qualche dubbio, ma spero di ricredermi, che questo possa avvenire. Renzi é troppo attento ai sondaggi, non ha il gusto e la temerarietà di sfidarli e orientarli diversamente con l’azione politica. Pare anche lui, come Berlusconi, troppo attratto dalla dimensione estetica della politica, i volti nuovi, le facce pulite, le donne carine, i sottosegretari con lo zainetto, i successori a sindaco con la giacchettina e la cravattina e il ciuffettino, per osare tanto. E tutto sommato, anche se non seguirà il nostro consiglio, non perderà un punto nella classifica del più amato dagli italiani.

Resterebbe in noi l’impressione che l’Italia, con l’eccezione delle chiare indicazioni contenute nella lettera del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, indirizzata alla moglie Anna nel decennale della morte di Bettino, non voglia fare i conti col suo passato. Ci giunge qualche voce sulla perplessità, non diciamo opposizione, perché non penso siano giunti veti a chi già ricopriva un incarico nel governo Prodi, manifestata all’eventualità del nome di Bobo Craxi come candidato al governo. Eppure i figli di Ferri e di Costa sono tranquillamente nell’esecutivo e proprio al ministero della Giustizia, credo accolti con favore anche dallo stesso Berlusconi. Insomma, non vorrei che mentre si scoprono vecchie figure forse anche ingiustamente trascurate, e si rivaluta perfino Cencelli assieme a quell’Acerbo che stese il testo della legge fascista del 1923, il solo Craxi restasse ancora sul banco dei reprobi a pagare un prezzo che la sua lontananza dall’Italia e la sua morte non hanno ancora esaurito. Dopo la condanna a morte anche la condanna ad aeternum…

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