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Approvata la relazione di Nencini e anche il documento contro la legge BR

1 aprile 2014 440 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Il Consiglio nazionale del Psi ha dato mandato a Nencini di concertare col Pd una lista ispirata al socialismo europeo. Ma soprattutto ha approvato un ordine del giorno, sottoscritto da Mucciolo, da Buemi, e naturalmente da me, che impegna i senatori socialisti a contrastare e a bocciare la legge elettorale BR. Il documento ha riscontrato la quasi unanimità dei consensi e solo tre astenuti. La relazione di Nencini è stata approvata con 32 voti contrari (la sinistra socialista) e 8 astenuti. Anche un documento politico presentato da Sollazzo sulle elezioni europee, che non escludeva la possibilità di liste unitarie col Pd, è stato approvato, grazie all’astensione della maggioranza. La componente che aveva presentato al congresso la mozione numero tre è anche entrata a fare pare della Direzione nazionale.Sulle Europee Nencini hanno annunciato la disponibilità del Pd a comporre una lista in cui il richiamo al socialismo europeo sia chiaro e visibile e con candidati socialisti in tutte le circoscrizioni elettorali. Il segretario del Psi ha anche annunciato una sorta di patto federativo tra i due partiti e ha sostenuto di aver riscontrato nel Pd una disponibilità a riconoscere pienamente il ruolo dei socialisti. Una novità importante é costituita dall’adesione al Psi di Chiara Moroni, già deputata della Casa delle libertà e del Pdl, che ritorna nella sua vecchia casa socialista.

L’approvazione del documento contro la legge elettorale, è anche il risultato della battaglia politica condotta dal nostro giornale. Vi si sottolinea con tratto crudo che la legge BR “uccide la democrazia”, crea una sorta di minoranza assoluta, perché si prescrive il raggiungimento del 53 per cento dei seggi per una coalizione che raggiunga solo il 37 per cento e, se nella coalizione alcuni partiti non raggiungono il 4,5, anche con molto meno. Si mette in risalto il furto del voto, perché se un elettore vota un partito che non raggiunge la soglia di sbarramento il suo voto viene automaticamente trasferito al partito che la supera. Si evidenzia la permanenza di un Parlamento di nominati, sia pur in una lista corta, ma non per questo meno bloccata e decisa dai vertici dei partiti. Il documento approvato impegna i senatori socialisti a votare contro la legge. Più chiaro di così…

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