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Berlusconi tra i disabili e Renzi

11 aprile 2014 497 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Non siamo mai stati tra quelli che hanno gioito delle disgrazie giudiziarie di Berlusconi. Risuona a noi amico il vecchio detto di Nenni, dopo la sconfitta di De Gasperi, nel 1953: “Gli avversari vanno battuti, mai umiliati”. Non vogliamo qui riprendere l’odissea giudiziaria del cavaliere. Diciamo solo che non può essere per nessuno confortevole la condanna così pesante del maggiore leader dell’opposizione, né la sua pena, sia pur scontata, come pare, ai servizi sociali. Escludendo il carcere per ragioni di età, le possibilità erano quelle dei domiciliari e dell’affidamento ai servizi sociali. Sono molto curioso di vedere Berlusconi tra gli anziani disabili e non autosufficienti. Sono sicuro che li farà divertire con le sue barzellette e che gli ospiti faranno a gara per riuscire a parlare con lui. Il problema di Berlusconi è oggi duplice.Di carattere psicologico per questa sua prova, forse la più difficile della sua vita, che é costellata di successi, di applausi, di gratificazioni, sia in campo professionale che politico, molto meno in quello di Casanova. Ma altrettanto dura è la prova del suo partito senza, o quasi senza, di lui. Il suo partito, si chiami Pdl o Forza Italia, è stato per questi due decenni la sua persona più un gruppo di amici. Oggi si affaccia la prova elettorale delle europee, e per la prima volta una disputa elettorale viene affrontata con la mancanza in lista di Berlusconi e con una pericolosa incursione, la più insidiosa dei vent’anni, assai più di quella di Occhetto e forse anche di Prodi, e cioè quella di Renzi, che è ormai entrato a piè pari nel suo territorio. A Berlusconi Renzi è sempre piaciuto, da quando lo conobbe e ricevette a casa sua ad Arcore.

“Con Renzi”, ha proclamato più volte Berlusconi, “finalmente la sinistra italiana diventa socialdemocratica”. La sintonia è ancora lievitata dopo l’accordo sull’Italicum e companatico vario. In fondo Renzi lo ha sdoganato. Condannato e vilipeso, il nuovo segretario del Pd, lo ha voluto ugualmente come interlocutore principale e ospitato al Nazareno tra le polemiche dei suoi. Come cambiare linea? Come divincolarsi dall’abbraccio che potrebbe essergli politicamente letale? Bastano i ruggiti di Brunetta per contrassegnare una svolta? Bastano i dissensi sulle Province e qualche emendamento sul Senato? Non credo. Mentre il cavaliere racconterà l’ultima agli anziani della Casa di riposo dovrà attentamente valutare se pugnalare alla schiena il suo giovane amico o se consegnargli la vittoria su un piatto d’argento…

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