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Per Marco

23 Aprile 2014 1.717 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo
Non farà brutti scherzi e si ristabilirà in fretta il nostro Marco Pannella. Un intervento, peraltro riuscito, non può scalfire la forza di un ultraottuagenario per finta, che ha sfidato il mondo con le sue battaglie di libertà. Pannella è forse l’uomo politico italiano più amato, anche da chi non la pensa come lui. Anche perché Marco ha sempre avuto il massimo rispetto dei suoi avversari. La sua laicità si è sempre nutrita del valore rivoluzionario della tolleranza. I suoi digiuni sono sempre stati apprezzati anche da chi non ne condivideva gli obiettivi. E chi, come me, ha avuto l’onore di conoscerlo e di frequentarlo, anche assiduamente, non ha certo potuto esimersi dal rilevare ed apprezzare la sua modestia e la sua disponibilità, sempre accompagnata da lunghi discorsi, da confessioni, da curiosità e da racconti accompagnati dalle nuvole delle sue immancabili gauloise
.
Quel che Pannella ha regalato a questo Paese è sotto gli occhi di tutti. Ho condiviso tutte le sue battaglie, da quelle temerarie e vinte sul divorzio condotte assieme al nostro Loris Fortuna e battezzata da quel’esaltante referendum del 1974, (questo magnifico tandem di uomini veri ci ha poi regalato anche la legge sull’aborto), e poi le lotte cristiane contro la fame nel mondo, per la giustizia giusta, col referendum promosso assieme a Claudio Martelli, quelle contro il giustizialismo durante Tangentopoli, quelle per la libertà di morire, per la revisione dell’assurda legge sulla fecondazione, oggi vinta grazie ai tribunali, per l’amnistia ai detenuti e per le carceri più umane. Tra Psi e radicali si sono evidenziate incomprensioni sul tema della droga e sul giudizio attorno alla cosiddetta partitocrazia. Qualche sfumatura sul liberismo. Forse anche sulla questione palestinese. Mai rotture.
Approfitto degli auguri a Marco, da amico e da compagno di strada, per una riflessione politica. Sono ancora convinto della bontà del progetto della Rosa nel pugno. Ho aderito al gruppo parlamentare nel 2007 provenendo dal Nuovo Psi, che si avviava, con Caldoro e Barani, a confluire nel Pdl. Contrariamente a Boselli mi schierai contro la smobilitazione del gruppo e dell’unione politica tra socialisti e radicali in funzione di una Costituente solo socialista. Avevo proposto una nuova Costituente liberalsocialista che comprendesse anche i radicali. Non fu così e andammo divisi alle elezioni. Noi soli e disperati, dopo i veti veltroniani, presentando temerariamente i nostri emblemi, i radicali nelle liste del Pd ottenendo qualche rappresentanza parlamentare. Nelle recenti elezioni politiche si é verificata la situazione opposta. Due errori, forse, dovuti alla mancanza di una strategia comune. Caro Marco, sono disponibile a sorbirmi anche il fumo delle tue pesanti, troppe sigarette assieme al vulcanico effluvio delle tue parole. Ma davvero non si può riprendere un cammino comune?

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