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Di Lello ha fatto bene

13 luglio 2014 711 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Quando si vota sull’arresto di un parlamentare bisogna riflettere per bene. Oggi la richiesta dei piemme viene sottoposta al Parlamento unicamente su questo punto. Anche le intercettazioni telefoniche dovrebbero essere vagliate dalla Camera di competenza, ma sappiamo che in realtà non è mai così. Si trova sempre un escamotage, l’intercettazione del soggetto col quale un parlamentare ha una conversazione, e poi il tutto non solo viene registrato senza alcuna autorizzazione, ma viene anche gentilmente inviato ai giornali. È da ravvisare un fumus persecutionis nella richiesta di arresto di un parlamentare e nella specie dell’on. Galan, accusato di gravi reati relativi alla vicenda del Mose di Venezia?

Si dice oggi che un parlamentare deve essere trattato come qualsiasi cittadino. Non sarebbe proprio così perché un parlamentare dovrebbe rappresentare il popolo e dunque il venir meno della sua presenza in Parlamento rappresenta pur sempre un vulnus della democrazia. Ma accediamo anche a questa tesi. Ritengo che la carcerazione preventiva debba essere usata in modo corretto per tutti, parlamentari e semplici cittadini. Quali sono le fattispecie nella quali la legge prevede la carcerazione preventiva? Si tratta di eccezioni relative al pericolo di fuga, alla reiterazione del reato, alla manomissione delle prove. Questi e solo questi sono i requisiti indispensabili per l’arresto. Io non so, ad esempio, se le due donne di Avetrana, che da più di due anni sono in carcere in attesa di un verdetto definitivo, possano fuggire, uccidere ancora, manomettere le prove. Mi pare quanto meno discutibile sostenerlo.

Prendiamo il caso di Galan. Può fuggire all’estero? Si è dichiarato innocente e pronto a difendersi davanti a un tribunale. Non si capisce come possa reiterare un reato che sostiene di non aver commesso e senza più potere e sottoposto com’è a indagini meticolose e per di più col Mose commissariato, come possa dunque manomettere prove dopo due mesi di indagini. Dunque ha fatto bene Marco Di Lello a votare contro l’arresto unitamente a Forza Italia e al Nuovo Centro destra. In precedenza la Giunta aveva anche respinto, con 14 voti contrari, 4 a favore e 1 astenuto, la richiesta, avanzata dallo stesso Di Lello, di rinviare gli atti relativi alla richiesta di custodia cautelare nei confronti di Giancarlo Galan, alla luce della nuova normativa sulla custodia cautelare, che prevede che siano possibili gli arresti domiciliari qualora il soggetto sia incensurato e la misura venga prevista per un reato superiore ai tre anni.

Se Galan è colpevole in carcere ci finisca dopo un regolare processo. Se è innocente l’ingresso delle patrie galere non lo deve mai superare. Il Pd vota sempre per l’arresto. Non credo neppure sia per convinzione, ma per convenienza. Se il popolo vuole l’arresto allora arresto sia. Se il popolo vuole Barabba diamogli Barabba. Noi siamo attenti alla questione dei diritti, anche per i presunti colpevoli. Coi compagni radicali abbiamo preso le difese non solo di Abele, ma anche di Caino. Non mi pare una differenza da poco.

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