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Il giorno del crimine lecito

6 settembre 2014 469 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Dunque si parla da più parti di un possibile sciopero delle forze di sicurezza, cioè dei diversi corpi, troppi, ha ragione Renzi, preposti all’ordine pubblico. Parliamo di Polizia di stato, Carabinieri, Guardia di finanza, Forze armate, Guardie forestali, ma anche Vigili urbani in quanto agenti di pubblica sicurezza, e Polizie provinciali. Insomma di una sequela di organismi che fanno più o meno le stesse cose e che sono organizzati in modo gerarchico, con agenti, graduati, comandanti, dirigenti. Che si arrivi presto a una riforma di tutto il settore, mai tentata in passato per le storiche rivalità tra corpi, sarebbe davvero ora. Ma intanto, essendo dipendenti statali, anche costoro si vedono costretti da accettare le disposizioni del governo annunciate forse con un di più di ingenuità dalla giovanissima ministra Madia. Bloccati dunque gli stipendi anche nel 2015. Notizia non drammatica, ma neanche lieta per chi gli stipendi li ha bloccati da anni e anche piuttosto in basso.

Quel che i giornalisti di carta e di etere, e anche di web, non riescono a comprendere, o fanno finta di non comprendere, è che un conto è che scioperino i dipendenti comunali del settore urbanistico, altro che scioperino i vigili e addirittura tutte le polizie. Ma ci rendiamo conto davvero di cosa accadrebbe? A parte il fatto che questo è negato dai loro regolamenti, ma siccome anche loro sono sindacalizzati, pensiamo alla polizia tra Sap e Siulp, un sindacato di destra e uno di sinistra, tutto è possibile. D’altronde solo l’Italia dispone di una magistratura organizzata in partiti, dunque che lo sia anche la polizia non c’è da stupirsi. Mettiamo allora che tutti i corpi di polizia annuncino uno sciopero per il giorno tal dei tali. È evidente che verrebbero immediatamente militarizzati (per la verità lo sono già) e obbligati al lavoro.

Ma mettiamo invece che prevalga la tesi accreditata dai giornalisti e sostenuta da Alessandro Rumore, del Cocer carabinieri, che annuncia, cito tra virgolette”: “Siamo pronti a toglierci la divisa anche a costo di violare quella legge che ci vieta lo sciopero”. E dunque che si decida una astensione dal lavoro di polizia, carabinieri, eccetera eccetera. Sarebbe il giorno dei ladri, dei delinquenti, degli scassinatori. Il giorno ideale per commettere delitti. Tutti costoro potrebbero agire senza pericolo di essere sorpresi. Bisognerebbe raccomandare la chiusura immediata dei negozi o autorizzare i commercianti a fornirsi di armi, chiedere agli automobilisti di lasciare in garage le loro macchine, soprattutto sbarrare le porte alle banche. Oddio, con l’aria che tira, che vengano svaligiate non creerebbe un irreparabile dolore alla pubblica opinione. Poi, riflettendoci un po’, siccome i soldi nostri ancora non abbiamo deciso di tenerli custoditi sotto il cuscino, ci mangeremmo le mani, l’unica cosa rimasta.

Esageriamo? Forse sì. Ma il giorno senza agenti di pubblica sicurezza si trasformerebbe nel giorno del crimine lecito. Mamma mia, che ore dovremmo passare. A meno che, come sosteneva la cultura sessantottina, siano proprio i poliziotti a creare i crimini. Senza, ognuno di noi sarebbe più buono e più giusto. Anche se nel sessantotto c’ero anch’io, non ho mai creduto a queste panzane. Mi auguro per questo che una soluzione si trovi, e che un po di luce venga fatta anche nella testa dei giornalisti che danno queste notizie come quelle relative al libro di Valerie, che ci ha fatto perfino rivalutare Veronica. Chi lo sa, magari rimpiangeremmo anche i bei tempi di Scelba, uno che invece la polizia la usava forse un po’ troppo….

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