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Buzzi e Carminati, gli opposti estremismi unificati dal denaro

5 dicembre 2014 958 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Erano due nemici politici. Due che se si fossero incontrati per strada alla fine degli anni settanta si sarebbero sparati. L’uso delle armi era loro piuttosto familiare se è vero che Buzzi, oggi in galera per aver diretto con quell’altro la cupola definita mafiosa, ma diciamo affaristica, era un estremista rosso, condannato per omicidio nel 1980 a trent’anni di carcere, poi redento e uscito come un santo dalla galera e con tanto di laurea a pieni voti, e se è vero che Carminati era non solo nei Nar, organizzazione armata di estrema destra, ma legato, a quanto si legge, addirittura alla banda della Magliana e collegato anche ad altre cosche affaristico-mafiose. Due nemici giurati, da anni divenuti amici e collaboratori. Gli affari annullano gli ideali. Anzi, li rendono conciliabili. L’argent c’est l’argent….

Quello che risulta ovvio è che uno di destra, anche se estrema e violenta, e uno di sinistra, anche se molto al limite, possono essere assai produttivi con destra e sinistra. Lo schema pare un po’ lo stesso di quello usato per l’Expo. Uno di qua e uno di là per comprarsi tutti e fare affari sicuri. I due, però, mischiavano anche le carte. Buzzi è anche amico di Alemanno e dei suoi, collabora con l’Ama del destrissimo Panzironi, detto Panza, vede nei rifiuti, nella manutenzione del verde, ma soprattutto nella gestione degli immigrati e degli zingari, l’occasione per un grande business. Lo dice al telefono: “Gli immigrati rendono più della droga”. È vero. Gli rendono, sommati agli zingari, un fatturato di 40 milioni su un totale di 55 delle sue cooperative. Più ce n’è di campi rom e di profughi e immigrati da sistemare in alloggi romani meglio è per lui e per il suo consorzio di cooperative. Investe in uomini: 5mila euro al mese per l’ex segretario di Veltroni Luca Ovedaine, solo mille per il segretario del pidino Coratti, poi presidente dell’Assemblea comunale, con la promessa però di ben 150 mila euro. C’è anche l’assessore Ozzimo, alla casa, che viene definito “uno dei nostri”. E la regione. Mette sotto contratto Patané, consigliere del Pd, diecimila euro. Ma confida che quelli del Pdl “costano di più”.

Sulla destra agiva prevalentemente, ma non solo, Carminati. Lì c’erano quasi tutti, dal segretario di Alemanno, al presidente dell’Ama Panzirotti (parlano di 15mila a settimana), al presidente dell’Eur Mancini. Simpatico anche il diretto coinvolgimento di colui che guidava la direzione definita Trasparenza del Comune, e cioè Walter Politano. Adesso è uscito trasparente anche il suo coinvolgimento. Quello di sinistra però si trova bene anche a destra. Alle primarie voleva Marroni, oggi deputato Pd, ma ha sofferto Marino, certo avrebbe preferito il destro Alemanno. Carminati, detto anche “il nero” o “il cecato”, teneva rapporti anche con la cosca dei Casamonica che doveva aiutare Buzzi ad avere rapporti coi nomadi del campo di Castel Romano, dopo avere ottenuto l’appalto per l’ampliamento. I due, Buzzi e Carminati, così lavoravano insieme. Tutti avevano timore di Marino. Hanno lavorato contro di lui prima che fosse eletto. Poi evidentemente non sono riusciti a coinvolgerlo. Anzi. “De Marino nun se fida nessuno”, mormorano.

Buzzi lo dice apertamente e fa il conto: “Finanzio giornali, finanzio eventi, pago segretaria, pago cena, pago manifesti. Lunedì c’ho una cena da ventimila euro (…) C’ho quattro cavalli che corrono col Pd, con la Pdl ce ne ho tre e con Marchini c’è… c’ho rapporti con Luca (Odevaine) quindi va bene lo stesso. Lo sai a Luca quanto gli do? Cinquemila euro al mese. Ogni mese (…) un altro che mi tiene i rapporti con Zingaretti duemilacinquecento al mese. Un altro che mi tiene i rapporti al comune millecinquecento, un altro a… sette e cinquanta… un assessore diecimila euro al mese… ogni mese, eh! (…). Marino è fuori. Forse ha vissuto in un’altra dimensione. È un chirurgo improvvisatosi sindaco, che si voleva seppellire per immigrati e rom, e invece diventa il sindaco che esce pulito proprio dall’affare più sporco, su migranti e rom. Lo scandalo di Roma non lo ha travolto, anzi era contro di lui. A volte non tutto il male viene per nuocere…

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