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Nessuno si era accorto della mafia?

30 gennaio 2015 1.391 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Sono perplesso e anche incredulo. Dunque, dopo le rivelazioni, le indagini, gli arresti clamorosi, siamo diventati una delle province più mafiose d’Italia. E nessuno se ne era accorto? Nessuno dei nostri quarantacinque sindaci e delle nostre centinaia di amministratori, delle migliaia di cooperatori attivi sul mercato, delle decine di migliaia di associati nella variegata e multiforme realtà organizzata dell’economia e della società reggiana? Erano tutti un pochettino distratti? Erano invece, ma voglio sperare di no, almeno alcuni, collusi? Erano convinti che tutto restasse misteriosamente al suo posto? Leggo con sorpresa interviste di autorevoli amministratori che annunciano l’esistenza di vecchi sospetti, di antiche trame da interpretare, di telefonate ambigue per sostenere questo o quell’amministratore o candidato. Solo adesso nascono questi dubbi, queste domande, questi interrogativi? Dobbiamo certo essere grati all’ex prefetto di Reggio per aver più volte sollevato il problema, dobbiamo essere grati alla questura e alla magistratura per non avere guardato in faccia nessuno, nemmeno loro uomini insospettabili, che prestavano i servizi più delicati. Reggio si sveglia improvvisamente, e anche un po svogliatamente, città mafiosa. Eravamo fino a pochi decenni fa un’isola felice. Dominavano sul mercato le nostre cooperative e qualche coraggioso imprenditore privato. Spesso si mettevano d’accordo tra loro. Per questo non c’era quasi mai bisogno di tangenti per vincere i bandi pubblici. Il mercato era forse un po’ bloccato, ma sostanzialmente impermeabile a incursioni della malavita proveniente da altri territori. Ci siamo trasformati, negli ultimi trent’anni. La città di Reggio, unica in regione, è aumentata vertiginosamente nel numero di residenti. Da circa 130mila siamo passati a 172mila. Tutto questo ha provocato una forte domanda nel mercato del mattone e la formazione di nuove imprese, nonché l’apertura di nuovi appetiti che provenivano da altre sedi. Oggi il mercato immobiliare è in forte crisi. Molte aziende sono fallite, altre si sono riciclate, altre ancora hanno iniziato attività illegali. Nessuno lo sapeva, nessuno lo sospettava? Le indagini andranno avanti ed è giusto aspettare prima di emettere sentenze. Resta una doppia macchia sulla nostra terra. Quella di uno scandalo oggi da interpretare e quello di un silenzio che non si è saputo infrangere.

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