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L’inganno

11 febbraio 2015 841 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Deputati di Sel, che avevano appena votato il presidente della Repubblica, accaniti avversari della riforma elettorale e costituzionale, si scagliano contro i banchi del governo lanciando le cartelle degli emendamenti. Il relatore della legge elettorale, il povero Sisto, di Forza Italia, costretto a dimettersi perché il suo partito, dopo aver subito l’onta dell’accordo Pd-Sel sul nuovo presidente della Repubblica, ha deciso di contestare una legge da lui sostenuta e appena approvata dal suo partito nell’altro ramo del Parlamento. Nel mezzo deputati del Nuovo centrodestra, che ringhiano per la sottomissione a Renzi, ma alcuni pronti, qualora il partito se ne distaccasse, a far parte dei nuovi “responsabili”. Più a lato i grillini, sempre meno determinanti e ormai abbandonati da una trentina di parlamentari dialoganti con Renzi. Sui banchi del governo ministre e ministri sicuri di potere andare avanti da soli. Dicono da soli, immaginando che Alfano sia nessuno o uno dei loro.

Alla Camera nessun problema. Il Pd, anche coi suoi dissidenti, conta su una solida maggioranza. Ma al Senato? Ormai se ne dicono di tutti i colori. Si parla di un Verdini, a proposito anche lui al vertice di una banca assieme al papà della Boschi, intenzionato a capeggiare un gruppo di renziani di centro-destra. Si ritiene che i dissidenti grillini possano dare la fiducia al governo, poi che alcuni esponenti del gruppo del Gal sarebbero pronti al passo. La mia impressione è che i senatori tutto possano volere tranne le elezioni anticipate. Oddio, si voterebbe ancora per il Senato e per loro non sarebbe neppure un male. Ma quanti di Forza Italia verrebbero rieletti? Potrebbe avvantaggiarsene la Lega e infatti nessuno dei leghisti è un sospettato responsabile. La verità e che ormai esiste al Senato una maggioranza supplente.

D’altronde non era stato lo stesso Romani a teorizzare la funzione supplente di Forza Italia quando dichiarò, a proposito dell’approvazione della legge elettorale, che i voti di Forza Italia “sostituivano” quelli mancanti del Pd? Dopo lo strappo sul presidente della Repubblica Forza Italia ha deciso, almeno al momento, di non svolgere più questa funzione e così si è creato il vuoto del partito supplente, perché evidentemente, con la presenza dei dissidenti del Pd, la maggioranza di governo non è più autosufficiente. Per la verità non lo è mai stata e basta verificare i voti di fiducia e le assenze dei senatori di Forza Italia, per rendersene conto Quel che però sarebbe politicamente e costituzionalmente corretto è dire la verità.

Il governo Renzi, che si è retto, non solo per le riforme elettorali e costituzionali, sull’apporto determinante di Forza Italia, adesso si rivolge al supplente del supplente. Sarà costituito un gruppo di senatori proveniente da partiti che l’elettorato aveva individuato come oppositori. Ex grillini ed ex berlusconiani, dunque. Più o meno come fece, rosicandoli nel fronte avverso, il bersagliato Berlusconi. Se allora era un male, adesso sarà un bene. Nell’immediato dopoguerra quando un giovane comunista chiese al segretario di sezione del suo partito perché se un iscritto proveniente dal Psi si scriveva al Pci era giusto, mentre il contrario era un tradimento, gli fu risposto: “Perchè nel primo caso è un passo avanti, nel secondo un passo indietro”. Così va il mondo.

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