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Dopo l’Irlanda per Loris

25 maggio 2015 707 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Che noi italiani siamo rimasti soli, in compagnia di Bulgaria e qualche stato baltico, è veramente desolante. Non bastava la Spagna di Zapatero, non la Francia di Hollande e perfino la Gran Bretagna del conservatore Cameron, noi fatichiamo addirittura a fotocopiare le unioni civili della democristiana Merkel. Adesso ci si è messa anche l’Irlanda, la cattolicissima Irlanda che tramite referendum ha approvato i matrimoni omosessuali.

Viene spontaneo un senso di vergogna per questo ritardo italiano. “Chi sono io per giudicare?”, ha ammesso Bergoglio. E il Vaticano pare oggi su un fronte perfino più avanzato del Parlamento italiano. Vediamo di capirne i motivi. Oggi siamo in presenza di un governo che si regge su voto determinante del Nuovo centrodestra, che popolato com’è di ex ciellini, da Formigoni a Lupi e del caro Giovanardi che ha sempre sposato in materia le posizioni più arretrate ancora di padre Gemelli, non accetta di approvare nemmeno il testo assai moderato in materia fatto proprio dalla cancelliera tedesca.

Vorrei sapere se costoro conoscono il modo in cui si comportò la Dc ai tempi del divorzio e dell’aborto. Non li considerò argomenti di competenza del governo, ma del Parlamento. Non fece crisi di governo quando il Parlamento approvò le leggi del socialista Fortuna, ma chiese ed ottenne un referendum abrogativo, che regolarmente perse. Sarebbe giusto che oggi il Nuovo centrodestra si comportasse nello stesso modo. E se proprio crede che le leggi sui matrimoni omosessuali, perfino nella veste più moderata delle unioni civili, siano invise alla maggioranza degli italiani promuova il referendum abrogativo.

Quanto alla differenza tra matrimoni omosessuali e unioni civili, al di là del nome, resta un principio al quale credo che tutti i laici e i socialisti si debbano attenere. E cioè quello di sancire la parità di diritti tra coppie eterosessuali e omosessuali. Altrimenti siamo da capo. Considerare quelle omosessuali come coppie di serie B, che non possono celebrare un’unione che attesti diritti paritari, come negli altri paese retti da governi laici, sarebbe un’altra occasione persa. I socialisti su questo tema, ma anche su una legge europea del fine vita e sulla fecondazione eterologa, devono dire la loro. Saranno in prima fila, lo ha assicurato Nencini, perché si sentono tutti figli di Loris Fortuna, del quale stiamo preparando il trentesimo anniversario della scomparsa. Su questi temi c’è ancora bisogno di lui e di noi.

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