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Lo scudetto che scivola via. Adesso il palasport

27 giugno 2015 664 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Un buco nello stomaco per un’intera città. Mai nel passato Reggio Emilia era arrivata così vicina allo scudetto in uno degli sport più importanti, e cioè il basket. Siamo arrivati a gara sette dopo un tre a tre con la Dinamo Sassari, ma le tre partite perse erano tutte e tre da vincere. La prima con la Grissin Bon avanti di tredici punti a cinque minuti dal termine, la seconda finita ai tempi supplementari e la terza conclusa al terzo over time dopo che i nostri eroi erano andati a più cinque a 47 secondi dal termine del primo. Mettiamoci pure anche gli incidenti a Lavrinovic, a Mussini, a Diener e per finire anche a Silins perché nell’aria si è diffuso un vento di eroismo e di impresa. Se c’è un Dio lo scudetto sarà nostro, meritatissimo, pensavamo un po’ tutti. E invece, in una gara coi nostri eroi avanti anche di 17 alla fine del primo quarto, l’esito è stato un altro. Sotto di due punti, dopo che un tiro da tre di Pollonara aveva fatto il giro del canestro roteando su se stesso e poi era finito fuori. Da morire. La gioia per il trionfo racchiusa nel cuore. E l’esplosione di una festa meravigliosa tenuta dentro come un peso che fa troppo male. Un buco nello stomaco, perché arrivare secondi conta poco. Anche se è il migliore risultato di sempre della Pallacanestro Reggiana. Onore e merito ai nostri grandissimi giocatori e al nostro Max Menetti e a Frosini e a Landi. Adesso occorre guardare avanti. E subito risolvere il tema del palasport, perché è evidente che in questo nostro vecchio impianto non può giocare una squadra di vertice. Se restyling sarà occorre che Comune e Landi marcino nella stessa direzione. Sono a conoscenza di una proposta del sindaco assai vantaggiosa per la Pallacanestro alla quale si chiederebbe solo un contributo in conto affitto garantito per dodici anni. Con un aumento considerevole di pubblico e di incassi sarebbe una eventualità vantaggiosa. In alternativa c’è solo un palazzo costruito dai privati, magari nelle forme possibili oggi grazie alla nuova legge sugli stadi e i palazzi dello sport, intesi entrambi come centri polivalenti, comprensivi di zone commerciali e anche residenziali e del tempo libero. Non si può invece continuare a rivendicare un nuovo palazzo dello sport interamente pagato dal Comune. Non è più il tempo, non sarebbe possibile con i tetti alla spesa per gli investimenti e nemmeno giusto alla luce della tendenza nazionale edificare stadi e palazzi dello sport di proprietà delle società sportive. Si scelga subito una strada e la si percorra con coerenza. Il mio augurio è che Landi confermi l’impegno a costruire una squadra sempre più forte per far sì che il sogno svanito quest’anno possa diventare realtà.

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