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La sinistra che nasce o che muore

7 novembre 2015 481 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Nasce il cantiere della sinistra che ritiene Renzi e il suo Pd un partito di centro, se non addirittura di destra. Le domande che mi sorgono spontanee sono tre. Che sinistra si intende fondare, e con chi? C’è spazio con questa legge elettorale per un polo, o partito, che si collochi alla sinistra del Pd? E, infine, si può pensare che un partito socialista ne faccia parte? Vengo a rispondere naturalmente esponendo opinioni mie. La sinistra che si vuole fondare non è mai stata una sinistra per me stimolante. Si basa sul tentativo di rivedere le nostre revisioni, riportandoci a un vecchio linguaggio che pare si debba dedurre dalla crisi economica e finanziaria. Unisce i suoi fondatori la lotta al cosiddetto liberismo, a cui si dovrebbe contrapporre una nuova, ma in realtà vecchia, idea vetero socialista. Non a caso i suoi levatori sono oggi vecchi sindacalisti, esponenti di Sel e soprattutto ex democratici che si oppongono a Renzi in nome della conservazione e addirittura ex dirigenti di Rifondazione in cerca di un approdo per il loro comunismo.

Si tratta di un misto di reducismo e di massimalismo conservatore che ha qualche fautore in Europa. Ma in realtà un solo recente precedente, e cioè quello di Tspiras, poi sconfessato anche lui, e del partito degli scissionisti ellenici che però sono stati beffardamente sconfitti alle recenti elezioni. Personalmente ritengo invece che proprio la crisi rilanci il socialismo liberale, un’idea nuova di società solidale, una strategia di forte compenetrazione tra pubblico e privato, un nuovo orizzonte di responsabilità anche diretta dei lavoratori nella conduzione delle imprese, lo spostamento di risorse verso le nuove opportunità di lavoro per i giovani. E qui introduco il secondo ragionamento. E cioè quello relativo allo spazio di una formazione del genere a fronte del nostro sistema elettorale che è ancora più rigido di quello greco. Certo una posizione di questo tipo, vedasi la Rifondazione di Bertinotti, aveva sfiorato in Italia il 10 per cento. Poi, però, la stessa formazione, unita ad altri alleati, nel 2008 non ha raggiunto il quorum ed è rimasta esclusa dal Parlamento. Si è trattato di una conseguenza del cosiddetto voto utile. Cioè in presenza di una legge che propone uno scontro tra due poli, quello posto più alla sinistra, ma varrebbe anche per quello posto più alla destra, viene giudicato inutile e anzi dannoso perché il voto a questa posizione favorisce inevitabilmente l’avversario più lontano. Fanno naturalmente eccezione a questa regola i grillini che non sono né di destra, né di sinistra. Il voto a loro è consapevolmente contro la destra e la sinistra. È un voto volutamente dannoso per entrambi.

A maggior ragione questo schema funzionerà con l’Italicum, che per ora non prevede le coalizioni, e dunque porrebbe questa lista ancora più necessariamente in conflitto con quella del Pd e funzionale a facilitare la vittoria dei grillini o del centro-destra, nel nostro nuovo sistema tripolare. Ma anche se l’Italicum venisse cambiato e fossero reintrodotte le coalizioni costoro dovrebbero o collocare la loro lista all’interno di un’alleanza di aperto sostegno a Renzi, contro il quale si sono mossi e stanno fondando la sinistra che non c’è, o ugualmente presentarsi in autonomia con le controindicazioni prima richiamate. L’ultima domanda merita una risposta breve. Non ho mai pensato che i socialisti italiani potessero recuperare, in una posizione di collaborazione, coloro che hanno vissuto come un disastro la caduta del muro di Berlino. Peraltro senza aderire al socialismo europeo, ma alle posizioni dell’estrema sinistra alla La Fontaine che nulla hanno a che fare con la socialdemocrazia europea. Non penso che lì, come ho già detto alla conferenza programmatica del Psi, si possa verificare un risorgimento del socialismo italiano, ma invece il suo opposto, e cioè una decadenza dal socialismo europeo e da quello rappresentato dal Psi che noi abbiamo conosciuto e frequentato.

Mauro Del Bue
Mauro Del Bue
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