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Una legge (quasi) europea

12 maggio 2016 227 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Anche noi brindiamo soddisfatti per la definitiva approvazione della legge sulle Unioni civili. In fondo, molto in fondo, anche l’Italia si adegua all’Europa essendo, fino ad oggi, l’unico paese ad esserne priva. Solo i fondamentalisti possono gridare alle streghe e minacciare ritorsioni elettorali o addirittura, come pare aver dichiarato Marchini e come invece intendono fare i leghisti, proporre la volontà di boicottarla. Sia ben chiaro, qualsiasi pubblico ufficiale si rifiuti di applicare una legge dello stato commette un reato che va perseguito per legge.

Quello che sfugge, ma fino a un certo punto, è che quel che in tutta Europa è prassi in Italia si trasformi in dramma. Anzi, partiamo dal presupposto che la legge italiana non postula il matrimonio tra coppie omosesuali, previste ormai nei paesi più avanzati, e diversamente governati, come la Spagna, la Francia, la Gran Bretagna, il Portogallo, la Svezia. E nemmeno prevede tutte le clausole contenute nella legge più moderata, approvata nella democristiana Germania della cancellieta Merkel, dove è norma quella stelchild adoption negata in Italia.

E forse questo resta il punto debole della legge, che a questo punto risulta incompleta e rimanda, da un lato, alle sentenze dei tribunali, che sono tutte favorevoli all’adozione del figlio del coniuge, ma dall’altro portano a ritenere essenziale, come ricordato da Pierluigi Battista sul Corriere di oggi, una profonda riforma del sistema delle adozioni. In troppi si sciacquano la bocca del valore dei figli e della famiglia mentre troppi bambini sono rinchiusi in tristi e desolanti orfanatrofi senza che questo colpisca la loro sensibilità. La sensibilità dei fondamentalisti è sempre e solo scolpita sui pirncipi generali, mai sui fatti concreti.

Non sono mai portati, costoro, a parlare delle crisi e anche delle tragedie che vivono oggi le famiglie tradizionali, ma sono solo cocciutamente determinati ad esaltarne il concetto. Sono portati sempre a dichiarare la superiorità, anzi l’esclusività, della famiglia fondata su un padre e una madre e negare qualsiasi altro valore basato su criteri e generi diversi, senza mai preoccuparsi di entrare nel merito di ognuna, senza verificarne l’esito. Oggi però è un bel giorno. L’Italia non è piu priva di una normativa che riconosca le coppie gay, anche se resta la Cenerentola sul piano dei contenuti legislativi in tutta l’Europa. La dedichiamo alla nostra Alma Capiello, la prima che propose in Parlamento una legge al riguardo. Ci deve bastare

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