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L’Anpi e la Boschi

23 maggio 2016 248 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

I partigiani che hanno combattuto nella resistenza sono rimasti pochi anche nell’Anpi. Le regole anagrafiche sono purtroppo spietate. I più sono persone, come il presidente di Reggio Emilia, l’amico Ermete Fiaccadori, che sono nati poco prima o poco dopo la guerra. Non è giusto dire che i partigiani veri votano sí come se quelli che votano no fossero partigiani falsi, ma è giusto registrare, al di là della scelta del voto di ognuno, che i partigiani sono ormai anche nell’Anpi una esigua minoranza. Dunque il voto che l’Anpi esprime è quello di un’organizzazione che in massima parte si ispira alla resistenza, non quello di una associazione di partigiani. La Boschi dovrebbe stare più attenta quando parla. Ma solo quando parla dell’Anpi le viene richiesta l’analisi del sangue. Se l’Anpi fosse un’associazione di resistenti sarebbe più che giusto, ma visto che è ormai prevalentemente un’associazione storico-politica, che per di più si è gettata nella mischia della battaglia referendaria con una posizione netta e senza possibilità di distinzioni, ci permettiamo di trattarla col rispetto che dobbiamo a tutte le altre

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