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Matti per il Mattarellum…

19 dicembre 2016 203 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Sarà perché Mattarella è stato eletto presidente della Repubblica e certo non disdegnerebbe. Sarà perché non si vuole cedere alle ragioni del proporzionale. Sarà più probabilmente perché l’Italicum verrà dichiarato illegittimo dalla Corte e meno male perché finirebbe per agevolare la vittoria grillina. Ma il ritorno al Mattarellum lanciato da Renzi appare una soluzione ragionevole, anche se non si comprende che fine abbia fatto la proposta concertata dalla commissione che indusse Cuperlo a cantare vittoria e dire sì al referendum. Le motivazioni che spingono in questa direzione sono però tutte molto discutibili. Cominciamo dalla più rilevante. E cioè dalla ragione di modificare l’Italicum. Personalmente canto vittoria. Dismettere l’Italicum ancor prima della sentenza della Corte è anche una soddisfazione per chi, come il direttore dell’Avanti, lo ha contestato fin dall’inizio, promuovendo anche un documento votato dagli organi della nostra piccola comunità.

L’Italicum era un non sense. Proponeva un ballotaggio tra liste che è in contraddizione col sistema parlamentare e si adatta solo all’elezione di un presidente. Non a caso si era recitato il mantra della necessità del vincitore la sera stessa delle elezioni, un istituto inesistente in sistemi parlamentari di tutto il mondo e in vigore solo nelle repubbliche presidenziali. L’eliminazione delle coalizioni, oltre all’introduzione del ballottaggio, in un sistema politico divenuto tripolare, finiva per offrire un premio alla sola lista non coalizzabile e preferita da entrambi i poli tradizionali al secondo turno. Era una soluzione masochistico-renziana. Studiata quando l’ebbrezza delle elezioni europee aveva avvinto il Partito democratico.

Adesso viene accantonata. E con essa, Corte o non Corte, viene cestinato un altro tassello del renzismo. Bocciata la riforma costituzionale, superata la legge elettorale, bocciata dalla Corte la riforma della pubblica amministrazione, in bilico il jobs act a causa dei probabili referendum, cosa resta? Per questo il ritiro dell’Italicum non può passare in silenzio come un fatto di ordinaria amministrazione. Si pensa che il Mattarellum possa unire la maggioranza, ma già il partito di Alfano ne ha preso le distanze e Forza Italia, che invece è più orientata a preferire un sistema proporzionale, lo contesta. In alternativa al Mattarellum c’è solo il Consultellum, dice Renzi. Se naturalmente si vuole votare presto.

Devo dire che non comprendo questa frenesia del voto, che prende anche il mio amico Delrio. In generale essa avvolge chi è reduce da una vittoria, non chi è all’indomani di una sconfitta. Anche questo é molto italicum, cioè renziano. Gli italiani vogliono votare, e dunque “al voto, al voto”. L’idea che la politica sia solo una gara, un’eterna competizione, primarie a getto continuo, costituisce proprio il limite del renzismo. Penso che proprio questa dimensione sia oggi entrata in crisi. La politica è anche approfondimento, riflessione, studio, ascolto e se serve mediazione. Questo anche sull’anticipo del voto e sulla legge elettorale migliore per l’Italia.

Intendiamoci, a Senato vigente e con le modalità espresse in Costituzione sulla elezione dei senatori “su base regionale”, anche il Mattarellum non darebbe e nessuno certezze di vittoria. Come del resto é già accaduto nel 1994. Mantenere lo sbarramento al 4 per cento sul proporzionale metterebbe poi a rischio la sopravvivenza di molte liste (oltre all’eventuale nostra, anche quella di Alfano e di Sinistra italiana). Non penso che sia utile il ritorno alla boselliana era degli eletti, o nominati, solo sul maggioritario. Non siamo più quelli di allora. Dunque la mia opinione è che o il Mattarellum cambia allargando la sua base proporzionale e abbassando la soglia di sbarramento o sarebbe meglio ritoccare l’Italicum introducendo il premio alle coalizioni ed eliminando il ballottaggio. Si tornerebbe al proporzionale? E che dire? Ce ne faremmo una ragione…

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