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Due chiare proposte del Psi sulle banche

11 gennaio 2017 256 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

I senatori socialisti si apprestano a presentare in Commissione Finanze un emendamento che renda possibile il superamento della normativa sulla privacy e pubblicizzi i nomi dei soggetti che hanno usufruito dei crediti non estinti degli istituti bancari in sofferenza e che hanno necessitato dell’intervento statale. Il Psi da anni si batte contro lo strapotere del sistema bancario, contro le ingiustizie e i soprusi che sono stati commessi a danno dei piccoli imprenditori e risparmiatori. Lo scandalo delle quattro banche ha di poco preceduto il crollo di Veneto Banca e Popolare di Vicenza, poi il nuovo esecrabile capitolo del fondo senza fine del Monte dei Paschi, in un intreccio torbido tra malaffare e prestiti agli amici. E in un evidente e subalterno rapporto con un pezzo di sinistra senese e toscana, prima comunista e poi pidiessina, diessina e democratica.

Il presidente dell’Abi Patuelli ha spezzato una lancia a favore della trasparenza. Ha chiesto di rendere pubblici i nomi dei più importanti soggetti che hanno usufruito di crediti insolventi e ha sollecitato a predisporre, qualora necessaria, una modifica della legislazione vigente. Secondo il presidente dell’autority competente Antonello Soro un intervento legislativo non sarebbe neppure necessario, trattandosi in massima misura di soggetti giuridici. Vedremo. Resta il fatto che, per quanto riguarda Mps, un terzo delle insolvenze investe, secondo i dati pubblicati, soggetti che hanno ottenuto più di tre milioni di euro per un totale di insolvenza superiore ai tre miliardi. Incredibile, che per poche migliaia di euro, un risparmiatore venga segnalato alla Centrale rischi e per un ammontare di miliardi invece l’identità di costoro sia stata così gelosamente custodita.

Per di più la magistratura non potrebbe probabilmente esentarsi dall’individuare anche il reato di concorso in bancarotta fraudolenta, mentre per ora tale reato viene perseguito solo contro i vertici degli istituti bancari. Bene, dunque, l’iniziativa socialista ispirata alla trasparenza e alla difesa dei deboli. Siccome é richiesto uno sforzo a tutti i cittadini attraverso una legge salvabanche che dovrebbe stanziare venti miliardi a fronte di una sofferenza di 85 (come noto giudicati insufficienti dall’Ue) allora che i cittadini almeno conoscano non solo le responsabilità individuali di coloro che questi crediti ingiustificati hanno concesso, ma anche l’identità di coloro che questi crediti hanno ottenuto senza ripianarli.

A prescindere dalle iniziative della magistratura, andranno analizzate anche le evidenti complicità degli organismi di vigilanza e in particolare della Banca d’Italia a della Consob. Purtroppo l’anomalia di una Banca d’Italia, con capitale privato e partecipato dalle altre banche, che deve vigilare sull’azione delle banche stesse che ne sono proprietarie è perfino paradossale. Ma questo è. Tra poco avremo, di fatto, una banca nazionalizzata, la Mps e una Banca d’Italia privatizzata. Il contrario di quel che avviene altrove. Per questo Nencini ha sottoscritto la proposta di istituire una commissione d’indagine parlamentare. Due posizioni, la proposta di modifica legislativa e l’istituzione di una commissione d’indagine, che testimoniano, come del resto sempre ha fatto l’Avanti che sul tema ha aperto le sue porte all’associazione Interessi comuni, una forte sensibilità socialista sul tema dell’equità sociale, che va oggi declinata anche come equità e trasparenza bancaria.

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