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L’avviso di garanzia da Tangentopoli a oggi

25 gennaio 2017 127 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Il piemme di Mani Pulite, intervistato a proposito dell’avviso di garanzia inviato a Virginia Raggi, ammette spudoratamente: “Un avviso di garanzia non è colpevolezza”. Lo stesso Renzi, cui non può essere rimproverata incoerenza, sostiene analogo concetto e invita il Pd a non comportarsi come gli altri (leggi Cinque stelle), augurando anzi alla Raggi di risultare innocente. I Cinque stelle hanno precostituito una soluzione antitetica a quelle adottate precedentemente. E dunque anche per loro un indagine della magistratura che porta all’avviso di garanzia (ex comunicazione giudiziaria) non comporta automaticamente le dimissioni. Faccio macchina indietro, quando invece tutto questo garantismo non c’era, quando il buon Tonino usava il carcere come strumento di tortura a fini di confessione, quando i giornali e le televisioni, compresi quelli di Berlusconi, invitavano alle dimissioni tutti coloro che erano colpiti da avvisi di garanzia, sbattendo le loro foto sui giornali come se fossero già stati condannati, quando i processi si davano in diretta televisiva per esaltare le imprese eroiche del Torquemada meneghino e per lapidare pubblicamente gli inquisiti, quando interi partiti vennero gettati al macero solo per reati mai perseguiti prima dagli stessi magistrati, in preda poi a un’euforia rivoluzionaria. Pensate se gli stessi concetti espressi oggi da Di Pietro, Renzi e le nuove tavole del diritto formulate da Mosé Grillo fossero stati adottati durante Tangentopoli. Credo seriamente che il nuovo Tonino, Renzi e Grillo sarebbero stati fatti a pezzi. Temporibus illis..

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