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Il percorso elettorale dei socialisti

18 novembre 2017 105 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Quel che sostengo da tempo é diventato non solo giusto politicamente, ma anche necessario elettoralmente. Col Rosatellum nella parte uninominale maggioritaria puoi avere candidati se presenti una lista sul proporzionale. Nessuno regalerà nulla, men che meno il Pd oggi accreditato della percentuale del 2013 e dunque, senza premio di maggioranza, in perdita secca di una caterva di parlamentari. Nello stesso tempo la nuova legge elettorale prevede le coalizioni e il voto unico. Voto la lista e prendo il voto sull’uninominale e viceversa. Che importa sottolineare che il voto unico e lo sbarramento nazionale sono di dubbia costituzionalità. Se non succede il finimondo con questa legge si affronteranno le elezioni di primavera.

Evidente che i socialisti debbano scegliere la coalizione di centro-sinistra, visto che in essa (Italia bene comune) si sono collocati nel 2013 e sono stati parte integrante dei governi Renzi e Gentiloni. Nello stesso tempo é altrettanto evidente che, con lo sbarramento al 3 per cento, non possano presentare il simbolo del partito (contrariamente a quanto si sarebbe potuto fare nel 2013, quando si votò praticamente senza sbarramento delle liste coalizzate). Dunque la strada giusta é diventata obbligata. E poiché Emma Bonino ha deciso di promuovere una lista europeista quale altro interlocutore più vicino alla nostra identità e alle nostre battaglie poteva presentarsi per incentivare la nostra convinta adesione?

Oltretutto l’opportunità é quella di andare ben oltre l’esperienza della Rosa nel pugno, che pure non ho mai giudicato negativamente e che ha consentito l’elezione di ben diciotto deputati oltre a prefigurare un convincente, ma ahimè sciaguratamente interrotto, itinerario politico. La disponibilità dei Verdi di Bonelli, l’ancora non chiarita collocazione di Pisapia aprono nuovi e finora inesplorati orizzonti. Certo vanno oggi superati anacronistici steccati, assurde primogeniture, piccole gelosie, vecchi rancori. La lista Bonino o Bonino-Piasapia, deve aprirsi a nuovi contributi altrimenti rischia di configurarsi solo come un espediente tattico per contrattare qualche posizione sul maggioritario. Sarebbe davvero incomprensibile che un’idea che può diventare grande scegliesse di rimanere piccola.

Altro non vedo, che non siano anomale alleanze o improduttive capitolazioni. Quel che va registrato, invece, é che i nostri dissidenti hanno scelto ormai l’adesione alla lista Mdp-Sinistra italiana. Ma non erano loro che lanciavano ad ogni piè sospinto la proposta della lista socialista, dell’unità socialista, dell’autonomia socialista? Sapevamo bene che quell’accordo era gia stato scritto nel momento in cui anche con azioni legali e soprattutto con la posizione sul referendum costoro mettevano in discussione la legittimità delle nostre assise e delle nostre decisioni politiche. La verità é che noi stiamo tentando di costruire una lista liberal socialista, loro si sono comodamente seduti (non so con quali promesse di candidature, spero per loro che gli impegni vengano mantenuti) in una lista di altri, a meno che non si consideri D’Alema più amico dei socialisti di quanto non sia la Bonino. Valutazione legittima, ma che fa a pugni con la nostra storia passata e recente. A loro auguro affettuosamente buon viaggio. Spero che cavino qualcosa dal buco. In politica si può perdere assumendo una collocazione naturale, con una innaturale la sconfitta brucia troppo e diventa impossibile riprendere il cammino

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