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Un decalogo per un congresso di unità e di rinnovamento

30 novembre 2018 90 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Propongo dieci idee per un congresso a tesi e unitario. Dieci riflessioni e dieci scelte, dieci spiegazioni. Non mi piace questa ricerca di dissenso a priori e proprio nel momento in cui la nostra comunità deve decidere di darsi una nuova guida e un nuovo gruppo dirigente. Cerchiamo di capirci su come svolgere il congresso, come andare alle decisioni politiche e su cosa dovremmo individuare un punto di convergenza.

1) Al Congresso possono votare tutti coloro in possesso della tessera del 2018, che si può sottoscrivere entro il 31 dicembre.

2) Si elabora una tesi-cornice aperta al contributo dei congressi provinciali e regionali, poi i delegati al congresso nazionale, dopo il lavoro della commissione politica, voterà il documento conclusivo.

3) Il congresso eleggerà il segretario, il presidente, il segretario amministrativo, il Consiglio nazionale di cento componenti. Il Consiglio eleggerà una Direzione di 30 e una segreteria di dieci componenti.

4) La segreteria si impegna a promuovere un ulteriore sforzo di aggregazione dei socialisti (unendoli magari in una Federazione, che comprenda anche socialisti iscritti ad altri partiti o in altre collocazioni) e partecipando a una alleanza europeista con tutti i soggetti disponibili.

5) Il congresso prende atto che il primo soggetto disponibile a un’alleanza europeista é il Partito radicale col quale già in passato ha presentato liste comuni (nel 1987 e con la Rosa nel pugno nel 2006). Con i compagni radicali si procederà da un lato alla composizione della nuova Rosa nel pugno, dall’altro nel lavoro di coinvolgimento di altri soggetti disponibili.

6) Il Congresso del Pd si trova dinnanzi a un bivio. O procedere a un azzeramento e a una ripartenza su basi nuove e in grado di lanciare un progetto che coinvolga tutti i riformisti, oppure scegliere la linea della continuità che significa un suo inevitabile e progressivo annullamento politico ed elettorale.

7) I socialisti sono pronti a collaborare a un nuovo progetto di rinascita di una forza riformista in Italia. Anche senza il Pd e puntando, in questo caso, ad aggregare tutti i partiti, i movimenti, le associazioni, i comitati che si stanno muovendo contro il governo gialloverde.

8) Al primo posto dell’azione socialista va collocato il tema del lavoro, soprattutto per i giovani, vera emergenza italiana che ben si coniuga con quella della bassa crescita. L’alternativa al governo si poggia dunque proprio su una linea opposta di politica economica. Le risorse impiegate per fare andare in pensione un po’ prima (ma con meno risorse) gli italiani e quelle destinate per pagare chi non lavora (verso chi perde il lavoro e chi non lo ha vanno messe in preventivo misure adeguate e temporanee di assistenza) vanno impiegate per detassare le prime assunzioni, ridurre il cuneo fiscale e per un massiccio piano di investimenti pubblici.

9) L’Europa é la nostra casa. Anche se l’Europa solo monetaria e dei vincoli non può essere la nostra. Bisogna costruire, al di fuori di autolesionistiche tendenze sovraniste (come si é visto nella votazione di bocciatura della manovra italiana non può esistere una solidarietà sovranista) un governo europeo con almeno tre poteri comuni: l’economia, la difesa e gli esteri.

10) I quattro temi specifici sui quali i socialisti e i compagni radicali, e ci auguriamo molti altri, dichiarano di impegnarsi a fondo e da subito sono: la scuola, università, la cultura e la ricerca scientifica (occorre un massiccio spostamento di risorse anche per consentire ai giovani e alle eccellenze italiane che sono all’estero di rientrare in patria, oltre che tese a valorizzare, attraverso il potenziamento del turismo, i nostri beni culturali, un tempo giustamente definiti “giacimenti culturali”), l’immigrazione (con proposte di modifica sostanziale sulle gestione degli immigrati, vietando la loro concentrazione nelle periferie urbane, lottando contro il loro sfruttamento nei campi del Sud, facendo lavorare chi é nostro ospite, colpendo duramente la criminalità importata da alcune nazioni africane, che si sta radicando in alcune zone e che si intreccia con lo spaccio di droga, favorendo un’integrazione che non sia né accettazione supina dei dictat di una religione, ne compromesso di valori tra teocrazia e democrazia), l’ambiente (occorre subito una sollecitazione affinché l’Italia porti alla Conferenza sul clima in Polonia una linea coraggiosa e di riforme e nel contempo perché si approvi subito un piano per rimettere in sicurezza l’Italia), i diritti civili (vanno bloccati tutti i tentativi esistenti di un ritorno al passato e difese le leggi che grazie ai socialisti e ai radicali hanno reso l’Italia più giusta e più libera.

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